Cardiologia dello sport e imaging cardiovascolare negli atleti: il contributo del Galeazzi-Sant’Ambrogio alle nuove indicazioni europee

Cardiologia dello sport e imaging cardiovascolare negli atleti: il contributo del Galeazzi-Sant’Ambrogio alle nuove indicazioni europee

PUBBLICATO IL 27 LUGLIO 2026

Cardiologia dello sport e imaging cardiovascolare negli atleti: il contributo del Galeazzi-Sant’Ambrogio alle nuove indicazioni europee

PUBBLICATO IL 27 LUGLIO 2026

Verifica le disponibilità per una prima visita cardiologica dello sport

Negli ultimi anni la cardiologia dello sport ha compiuto importanti passi avanti, soprattutto grazie all’evoluzione delle metodiche di imaging cardiovascolare. TAC coronarica, risonanza magnetica cardiaca, ecocardiogramma da stress e test da sforzo cardiorespiratorio hanno oggi un ruolo sempre più centrale nella valutazione degli atleti, sia giovani che master, e nella prevenzione del rischio cardiovascolare.

A confermarlo sono i nuovi documenti di consenso della Società Europea di Cardiologia, elaborati con il contributo di 2 associazioni scientifiche europee: la European Association of Preventive Cardiology, sezione Sport Cardiology, e la European Association of Cardiovascular Imaging

Chairman (coordinatore) del Documento il prof Daniele Andreini, Responsabile dell’U.O. di Cardiologia Universitaria e Imaging Cardiologico dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio e Professore Ordinario dell’Università degli Studi di Milano. Fra i coautori anche il dott. Edoardo Conte.

 

Le novità delle nuove linee guida europee su imaging cardiovascolare e sport 

Il documento aggiorna e riformula le precedenti indicazioni del 2018, introducendo novità rilevanti sull’uso appropriato delle metodiche di imaging e di imaging da stress in cardiologia dello sport.

“Non si tratta di un semplice aggiornamento delle precedenti raccomandazioni, ma di un documento sostanzialmente nuovo - spiega il prof. Andreini -. Negli ultimi 8 anni sono cambiate molte conoscenze scientifiche e sono emerse nuove evidenze, soprattutto sul ruolo della TAC coronarica e della risonanza magnetica cardiaca nella valutazione degli atleti”.

Il ruolo sempre più importante della TAC coronarica negli atleti over 40

Una delle principali novità riguarda il ruolo della TAC coronarica, che rispetto al precedente documento assume oggi un peso molto più significativo, in particolare negli atleti master, cioè negli sportivi con più di 40 anni.

La TAC coronarica consente di valutare la presenza di aterosclerosi coronarica, cioè di placche nelle arterie coronarie. Si tratta di un aspetto particolarmente importante perché alcune evidenze recenti hanno mostrato un dato apparentemente paradossale: negli atleti di endurance di lunga durata può essere presente una maggiore quantità di malattia aterosclerotica rispetto ai soggetti sedentari.

“Questo non significa mettere in discussione i benefici dello sport per il cuore - precisa il prof. Andreini -. 

L’attività fisica resta fondamentale per la salute cardiovascolare. Tuttavia, negli atleti master, soprattutto se praticano sport di resistenza da molti anni, è importante valutare con attenzione anche il profilo aterosclerotico coronarico”.

Da qui l’indicazione a un uso più esteso e appropriato della TAC coronarica in questa categoria di atleti, all’interno di un percorso di valutazione personalizzato, basato sull’età, sulla storia clinica, sui fattori di rischio e sul tipo di attività sportiva praticata.

TAC coronarica e anomalie congenite negli atleti under 35

La TAC coronarica conserva, inoltre, un ruolo di riferimento nei giovani atleti con sospetto di anomalie coronariche congenite. Queste condizioni, seppur rare, rappresentano una delle principali cause di morte cardiaca improvvisa negli sportivi sotto i 35 anni.

La possibilità di visualizzare con precisione l’origine e il decorso delle coronarie rende la TAC uno strumento particolarmente utile quando, durante gli accertamenti cardiologici, emerge il sospetto di un’anomalia anatomica.

“Nei giovani atleti la TAC coronarica è una metodica fondamentale nei casi selezionati, perché permette di confermare o escludere anomalie coronariche potenzialmente rilevanti”, sottolinea il prof. Andreini.

Risonanza magnetica cardiaca per cardiomiopatie e aritmie negli sportivi

Un altro punto rafforzato dai nuovi documenti riguarda la risonanza magnetica cardiaca. Questa metodica rappresenta oggi lo standard di riferimento per la caratterizzazione tissutale del cuore, cioè per valutare con grande dettaglio la struttura del muscolo cardiaco e identificare eventuali alterazioni.

La risonanza magnetica cardiaca è particolarmente utile nella diagnosi precoce delle cardiomiopatie e nella valutazione degli atleti con aritmie, soprattutto ventricolari. Le aritmie ventricolari sono infatti tra le cause più frequenti di sospensione temporanea o definitiva dell’idoneità agonistica, anche negli atleti professionisti.

“La risonanza magnetica cardiaca permette di individuare segni iniziali di malattia del muscolo cardiaco che potrebbero non essere evidenti con altri esami - spiega il prof. Andreini -. Per questo è uno strumento sempre più importante nella gestione degli atleti con sospette cardiomiopatie o con aritmie da approfondire”.

Imaging da stress: ecostress e test da sforzo cardiorespiratorio

I nuovi documenti dedicano ampio spazio anche alle metodiche da esercizio, come l’ecocardiogramma da stress e il test da sforzo cardiorespiratorio. Questi esami consentono di valutare il comportamento del cuore durante l’attività fisica, riproducendo una condizione più vicina a quella reale dell’atleta.

L’ecocardiogramma da stress, in particolare, è utile per analizzare la capacità di esercizio e identificare eventuali segni di ischemia inducibile dallo sforzo. 

Rispetto allo stress farmacologico, che può essere indicato in pazienti anziani o con limitazioni ortopediche, l’esercizio fisico rappresenta spesso la modalità più adatta negli sportivi con buona capacità funzionale:

“Negli atleti, quando possibile, è preferibile valutare il cuore durante l'esercizio fisico - chiarisce il prof. Andreini -. È una condizione più fisiologica e più vicina al gesto sportivo. L’ecostress, inoltre, è una metodica sicura, senza radiazioni e senza mezzo di contrasto”.

 

Un approccio avanzato alla prevenzione cardiovascolare nello sport

Le nuove indicazioni europee confermano l’importanza di un approccio sempre più personalizzato alla valutazione cardiovascolare dello sportivo. L’obiettivo non è solo escludere patologie evidenti, ma identificare precocemente eventuali condizioni di rischio e orientare in modo corretto l’idoneità sportiva, il follow-up e le eventuali strategie terapeutiche.

All’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, la cardiologia dello sport si avvale di metodiche diagnostiche avanzate e di competenze multidisciplinari per la valutazione degli atleti, dagli sportivi giovani agli atleti master, fino ai professionisti.

“Il messaggio principale è che oggi abbiamo strumenti sempre più precisi per studiare il cuore dello sportivo - conclude il prof. Andreini -. Usarli in modo appropriato significa migliorare la prevenzione, ridurre il rischio e permettere agli atleti di praticare attività fisica e sportiva con maggiore sicurezza”.