Quando cambiare le scarpe da running?

Quando cambiare le scarpe da running?

PUBBLICATO IL 04 AGOSTO 2026

Quando cambiare le scarpe da running?

PUBBLICATO IL 04 AGOSTO 2026

Visita i Servizi di podologia del Galeazzi-Sant'Ambrogio

Ogni quanto cambiare le scarpe da running? Questa è sicuramente una delle domande più frequenti tra chi corre con regolarità: c'è chi le sostituisce dopo un numero fisso di chilometri, chi aspetta che la suola sia completamente consumata e chi continua a usarle finché "sembrano ancora buone".

La realtà è che non esiste una risposta valida per tutti i runner, come spiegano il dott. Niccolò Le Donne, Responsabile del Servizio di Podologia dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio e Coordinatore della Didattica del CdL in Podologia presso l’Università degli Studi di Milano, e il dott. Gabriele Carioti, Podologo del Servizio e Professore a Contratto presso l’Università degli Studi di Milano. 

 

I segnali di usura delle scarpe da running da non sottovalutare

Il primo componente a perdere le proprie caratteristiche, spesso ben prima che la suola mostri segni evidenti di usura, è l'intersuola, cioè il materiale deputato ad assorbire gli impatti.

"Con il passare dei chilometri l'intersuola tende a comprimersi progressivamente e a perdere parte della propria capacità elastica - sottolinea il dott. Carioti -. Tra i segnali da non sottovalutare ci sono:

  • una minore ammortizzazione;
  • una maggiore instabilità durante l'appoggio;
  • pieghe permanenti nell'intersuola;
  • la comparsa di fastidi che prima non erano presenti.

Questi ultimi, in particolare, sono campanelli d'allarme che meritano attenzione, non allarmismo".

 

Dopo quanti chilometri cambiare le scarpe da corsa

È la domanda che i podologi sportivi si sentono rivolgere più spesso durante una visita. Un riferimento pratico esiste, ma va maneggiato con cautela: "Intorno ai 500-600 chilometri può essere ragionevole iniziare a valutare la sostituzione della scarpa, ma questo valore non va interpretato come una regola assoluta - chiarisce il podologo -. 

La durata di una calzatura dipende da fattori come: 

  • peso corporeo;
  • frequenza degli allenamenti;
  • tipo di superficie (es: asfalto o sterrato);
  • qualità dei materiali;
  • stile di corsa.

Due runner possono infatti percorrere lo stesso numero di chilometri consumando il medesimo tipo di scarpa in modo completamente diverso".

 

Scarpe da running usurate e rischio di infortunio: cosa dice la clinica

Un dubbio frequente tra i runner riguarda il rapporto diretto tra usura della scarpa e insorgenza di infortuni.

"Gli infortuni nella corsa sono quasi sempre multifattoriali: dipendono dall'interazione tra carico di allenamento, recupero, forza muscolare, storia clinica del paziente e caratteristiche individuali - ricorda il dott. Le Donne -. 

Pensare che la scarpa, da sola, possa causare o prevenire ogni problema sarebbe una semplificazione: la migliore strategia di prevenzione resta una corretta gestione dei carichi di allenamento, affiancata da un percorso di cura personalizzato".

Fascite plantare, tendinopatie e dolore femoro-rotuleo sono tra le condizioni più frequentemente osservate in ambulatorio, ma la loro origine va sempre ricercata nell'insieme dei fattori che, sommati tra loro, superano la capacità di adattamento dei tessuti.

La prevenzione parte dall'allenamento

Quando si parla di prevenzione degli infortuni è naturale concentrarsi sulla scarpa, perché rappresenta l'elemento più semplice da cambiare. In realtà, è solo una parte di un percorso più ampio.

"La migliore strategia preventiva rimane una corretta gestione dei carichi di allenamento, che significa: 

  • incrementare gradualmente i chilometri;
  • rispettare i tempi di recupero;
  • dedicare spazio al rinforzo muscolare;
  • prestare attenzione ai primi segnali di affaticamento. 

Questi sono aspetti che incidono in maniera significativa sulla salute del runner - spiega il dott. Le Donne -. 

La scarpa giusta può certamente favorire una corsa più confortevole, ma non può compensare errori nella programmazione dell'allenamento, né sostituire una preparazione adeguata".

 

Come scegliere la scarpa da running più adatta

Per anni la ricerca in ambito podologico si è concentrata sull'individuare la scarpa perfetta in assoluto. Oggi l'approccio clinico alla scelta della calzatura da corsa è cambiato profondamente.

"Non esiste una scarpa migliore in senso assoluto, ma una scarpa più adatta alle caratteristiche della singola persona: correre su strada, affrontare un sentiero di montagna o preparare una maratona sono esigenze completamente diverse”, spiega il dott. Le Donne -. 

Nella nostra pratica clinica, presso il Servizio di Podologia dell’IRCCS Galeazzi- Sant’Ambrogio - continua il dottore - , la scelta della calzatura da corsa tiene conto in primis della storia clinica del paziente, del comfort, dell'esperienza del runner e degli obiettivi da raggiungere".

Un principio che i podologi sportivi dell’Ospedale Galeazzi - Sant’Ambrogio applicano quotidianamente anche nel percorso dedicato allo sportivo, dove la valutazione biomeccanica e l'analisi del gesto atletico guidano la scelta della calzatura più indicata, tenendo conto anche del contesto di utilizzo: strada, sentieri tecnici o preparazione a gare di lunga distanza richiedono infatti caratteristiche differenti.

Il comfort, criterio guida nella scelta della scarpa

Tra tutti gli aspetti da valutare al momento dell'acquisto, uno dei più importanti è proprio il comfort, che oggi trova conferma anche nella letteratura scientifica come criterio di scelta.

"Una scarpa dovrebbe risultare confortevole fin dai primi passi: se durante la prova crea punti di pressione, instabilità o una sensazione di disagio, è improbabile che diventi la scelta ideale dopo centinaia di chilometri - spiega il dott. Carioti -. Il comfort non è soltanto una sensazione soggettiva, ma rappresenta uno dei criteri più utili nella scelta della calzatura".

Quando compaiono dolori ricorrenti, si hanno dubbi sulla scarpa più adatta o si stanno preparando obiettivi particolarmente impegnativi, una valutazione specialistica può aiutare a individuare la soluzione più indicata e a identificare eventuali fattori di rischio modificabili.

Il consiglio degli specialisti

"Non aspettate che la scarpa sia completamente consumata per pensare di sostituirla - conclude il dott. Carioti -. Monitorare il chilometraggio è utile, ma imparare ad ascoltare le sensazioni durante la corsa è spesso ancora più importante. 

L'obiettivo non deve essere inseguire il modello più costoso o la tecnologia più recente, ma trovare una calzatura che permetta di allenarsi con continuità, comfort e sicurezza".

 

Il Servizio di Podologia dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio

Il Servizio di Podologia dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio è un punto di riferimento a Milano per la diagnosi, la prevenzione e il trattamento delle patologie del piede, dalle problematiche più comuni alle casistiche più complesse. 

Il percorso dedicato alla podologia sportiva affianca atleti professionisti e amatori con: 

  • consulenza tecnica su calzatura;
  • trattamento delle patologie da sovraccarico
  • protocolli personalizzati di prevenzione degli infortuni
  • studio del cammino;
  • analisi baropodometrica, che permette di individuare eventuali squilibri nell'appoggio plantare e nella dinamica del passo.

Il Servizio si avvale di un laboratorio interno per la realizzazione di plantari su misura e di un approccio multidisciplinare, in stretta collaborazione con ortopedici, fisioterapisti e altri specialisti dell'ospedale, per una presa in carico completa del paziente.