
Training for Life: all’Istituto di Cura Città di Pavia, un percorso medico per allenarsi e vivere meglio
PUBBLICATO IL 18 SETTEMBRE 2026
All’Istituto di Cura Città di Pavia nasce Training for Life, un percorso personalizzato che integra valutazione medica, esercizio fisico, nutrizione e monitoraggio nel tempo. Perché non occorre essere un atleta per allenarsi con metodo.
Ne parliamo con il dott. Mariano Casali, cardiologo e medico dello sport all’Istituto di Cura Città di Pavia, sostenitore del metodo Training for Life.
Training for Life, di cosa si tratta?
L’attività fisica è uno degli strumenti più efficaci che abbiamo per migliorare capacità funzionale, salute cardiometabolica, autonomia e qualità della vita. Ma perché produca il massimo beneficio deve essere misurata, prescritta e adattata alla singola persona, esattamente come avviene con qualsiasi altro intervento rivolto alla salute. Da questo principio nasce Training for Life, il percorso proposto presso l’Istituto di Cura Città di Pavia. Spiega il dott. Casali: “L’obiettivo del percorso Training for Life è semplice:
- partire dalla condizione reale della persona;
- stabilire dove vuole o deve arrivare;
- costruire un programma individuale di esercizio, alimentazione e stile di vita, verificandone nel tempo gli effetti attraverso dati oggettivi”.
Non solo per sportivi: per chi è indicato il programma Training for Life
Training for Life nasce dall’esperienza della medicina e della fisiologia applicate allo sport, dove la prestazione viene costruita attraverso valutazioni precise, programmazione dell’allenamento e monitoraggio continuo. Ma lo stesso principio può essere applicato per raggiungere obiettivi molto diversi.
Training for Life può rivolgersi a:
- sportivi e atleti master che vogliono migliorare prestazione, efficienza e capacità di recupero;
- persone sedentarie o poco allenate che vogliono iniziare a fare attività fisica in maniera efficace e sicura;
- persone con fattori di rischio cardiovascolare e metabolico, come ipertensione, sovrappeso, alterazioni della glicemia o dei lipidi;
- pazienti cardiopatici, nei quali l’esercizio può diventare parte integrante del percorso di prevenzione secondaria e riabilitazione;
- persone che devono affrontare un intervento chirurgico o terapie impegnative, quando sia indicato migliorare preventivamente capacità funzionale, forza e riserva fisiologica;
- adulti e persone della Silver Age (over 60) che vogliono mantenere nel tempo forza, efficienza cardiovascolare, autonomia e capacità di svolgere le attività che contano nella propria vita.
“Gli obiettivi sono differenti, ma il metodo rimane lo stesso – precisa lo specialista -. Valutare, prescrivere, allenare, misurare e adattare è quello che andremo a fare. Perché l’obiettivo non è semplicemente fare esercizio, ma costruire e conservare capacità per tutta la vita”.
Il percorso Training for Life: dalla visita alla prescrizione dell’esercizio
Training for Life non propone semplicemente di ‘fare più movimento’. Il percorso parte da una valutazione medica e funzionale individuale, solitamente con il cardiologo e medico dello sport, modulata in funzione dell’età, delle condizioni cliniche e degli obiettivi. Quando indicato, possono essere utilizzati:
- test da sforzo;
- valutazione cardiologica;
- analisi della composizione corporea;
- parametri metabolici e biochimici;
- test funzionali specifici.
L’obiettivo è comprendere non soltanto se una persona possa esercitarsi, ma soprattutto come debba esercitarsi. Intensità, durata, volume, recupero e progressione vengono quindi definiti individualmente. L’esercizio diventa così una vera prescrizione personalizzata.
Misurare per capire se si sta migliorando
Una valutazione iniziale, da sola, non basta. Il principio centrale di Training for Life è seguire ciò che accade tra una valutazione e la successiva. Oggi smartwatch, cardiofrequenzimetri, misuratori di potenza e altri dispositivi indossabili possono raccogliere quotidianamente informazioni sull’attività fisica, sulla frequenza cardiaca, sul recupero, sul sonno e su numerosi altri parametri.
“Questi dati – precisa il dott. Casali - possono diventare parte del percorso clinico e consentire di verificare la risposta all’allenamento. Non interessa accumulare numeri ma interessa rispondere periodicamente a poche domande fondamentali come: Il programma sta funzionando? La capacità funzionale sta migliorando? Il carico è adeguato? Il recupero è sufficiente? Va modificato qualcosa?”
Un percorso costruito intorno alla persona
Training for Life considera l’esercizio una parte di un sistema più ampio: allenamento, alimentazione, recupero, sonno, controllo dello stress e condizioni psicofisiche interagiscono continuamente. Per questo, quando necessario, il percorso può coinvolgere altre competenze presenti nell’Istituto e nel Gruppo San Donato, con un approccio multidisciplinare che può comprendere:
- cardiologia;
- medicina dello sport;
- diabetologia;
- endocrinologia;
- urologia;
- nutrizione;
- ortopedia;
- fisioterapia.
Non esiste quindi un unico protocollo Training for Life valido per tutti, ma un metodo comune e un programma diverso per ogni persona.
Dalla performance alla longevità: il vero obiettivo è conservare capacità
Il dott. Casali ci spiega che se per un atleta il risultato può essere andare più forte, per una persona con fattori di rischio può significare migliorare pressione arteriosa, composizione corporea o capacità aerobica. Dopo una malattia, invece, può voler dire recuperare ciò che si è perso. E prima di un intervento può significare arrivarci nelle migliori condizioni possibili. A 60, 70 o 80 l’obiettivo potrebbe essere continuare a camminare in montagna, andare in bicicletta, viaggiare, giocare con i nipoti o semplicemente affrontare senza difficoltà le attività quotidiane.
“La visione della longevità proposta da Training for Life non è cercare semplicemente di vivere più a lungo, ma conservare il più a lungo possibile la capacità di fare ciò che vogliamo fare – conclude il dottore”.
Come accedere al percorso Training for Life all’Istituto di Cura Città di Pavia
Il primo passo è una valutazione con il cardiologo e medico dello sport, durante la quale vengono analizzati storia clinica, livello di attività fisica, eventuali fattori di rischio o patologie e soprattutto gli obiettivi personali. Da questa valutazione viene definito il percorso più appropriato e vengono stabiliti gli eventuali approfondimenti necessari.
Il percorso è disponibile in regime di solvenza ed è a cura del dott. Mariano Casali. Per informazioni o prenotazioni contattare l’Ufficio Solventi dell’Istituto di Cura Città di Pavia, inviando una mail a solventi.iccp@grupposandonato.it.



