Reflusso da ernia iatale: perché peggiora in estate e cosa fare

Reflusso da ernia iatale: perché peggiora in estate e cosa fare

PUBBLICATO IL 05 AGOSTO 2026

Reflusso da ernia iatale: perché peggiora in estate e cosa fare

PUBBLICATO IL 05 AGOSTO 2026

Visita la pagina dell'E-Gastric Center del Policlinico San Marco

Aperitivi al tramonto, cene fino a tardi, passeggiate sul lungomare con tappa per un gelato. L'estate è la stagione della convivialità e del relax, ma anche quella in cui cambiamo maggiormente le nostre abitudini. Si mangia più spesso fuori casa, gli orari dei pasti si spostano, si va a dormire dopo e si interrompe la routine quotidiana.

Per chi soffre di ernia iatale, condizione che secondo le stime riguarda circa il 15% della popolazione italiana, questi cambiamenti possono tradursi in un peggioramento dei sintomi, come bruciore di stomaco, rigurgito acido e reflusso gastroesofageo

Ne parliamo con il professor Stefano Olmi, Responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale, Oncologica e Robotica e dell’E-Gastric Center del Policlinico San Marco.

 

Che cos'è l'ernia iatale

“L'ernia iatale è una condizione in cui una porzione più o meno grande di stomaco risale sopra il diaframma nel torace attraverso lo iato esofageo, a seguito di un cedimento delle strutture anatomiche di sostegno - spiega il professor Olmi -. In questo modo viene alterato il meccanismo di ‘valvola’ esercitato dallo sfintere esofago-gastrico, che normalmente impedisce al contenuto dello stomaco di risalire nell'esofago, e si ha il reflusso gastro-esofageo

In presenza di questo reflusso, i succhi gastrici acidi agiscono sulla mucosa esofagea provocando una particolare sintomatologia dolorosa, ovvero bruciore, rigurgito, difficoltà digestive ed eruttazioni”. 

L’ernia iatale è quindi da considerare come una delle cause che favoriscono il reflusso gastroesofageo, anche se non sempre dà sintomi. 

 

Le abitudini estive che possono accentuare il reflusso da ernia iatale

Nelle persone con ernia iatale, alcune abitudini tipiche dell'estate possono favorire la comparsa o il peggioramento del reflusso gastroesofageo, perché, con meccanismi diversi, aumentano la probabilità che il contenuto dello stomaco risalga nell'esofago. Vediamole allora più nel dettaglio.

Pasti più abbondanti e porzioni più ricche

“I pasti molto abbondanti distendono eccessivamente lo stomaco, aumentando la pressione sulla giunzione tra esofago e stomaco e facilitando la risalita del contenuto gastrico nell'esofago, soprattutto nelle persone con ernia iatale” spiega lo specialista. 

Anche gli alimenti ricchi di grassi possono peggiorare i sintomi, perché rallentano lo svuotamento gastrico e prolungano la permanenza del cibo nello stomaco.

Consumo di alcol

Chi soffre di ernia iatale dovrebbe consumare le bevande alcoliche con moderazione. L'alcol, infatti, può ridurre il tono dello sfintere esofageo inferiore. Inoltre, se associato a pasti abbondanti, può contribuire ad accentuare la comparsa di bruciore e rigurgito.

Pasti meno regolari

Durante le vacanze capita più frequentemente di mangiare in modo meno regolare, saltando il pranzo, ad esempio, oppure mangiando qualcosa di leggero mentre si è in spiaggia o in giro. Il risultato è che si arriva affamati alla cena. 

“Queste abitudini possono favorire il reflusso perché inducono a consumare pasti più abbondanti e in poco tempo, con una maggiore distensione dello stomaco. 

Anche mangiare velocemente può contribuire ai sintomi, aumentando l'ingestione di aria e la sensazione di gonfiore, che nelle persone predisposte può facilitare il rigurgito” continua il professor Olmi.

Il pisolino dopo pranzo

Concedersi un pisolino pomeridiano è uno dei piccoli piaceri delle vacanze. Se si soffre di ernia iatale o reflusso, però, è bene aspettare qualche ora dopo il pranzo prima di sdraiarsi. 

“Coricarsi subito dopo aver mangiato favorisce infatti la risalita del contenuto dello stomaco nell'esofago, perché in posizione sdraiata viene meno l'effetto della gravità, che in posizione eretta contribuisce a mantenerlo nella sua sede naturale” aggiunge lo specialista. 

Per ridurre il rischio di bruciore e rigurgito è consigliabile attendere almeno 2 o 3 ore dopo il pasto prima di coricarsi, sia per il riposo pomeridiano sia prima di andare a letto.

 

Come godersi l'estate con qualche accorgimento

Per prevenire o limitare i fastidi legati all’ernia iatale, nella maggior parte dei casi non è necessario rinunciare ai momenti conviviali. Basta adottare alcune precauzioni:

  • preferire pasti non eccessivamente abbondanti;
  • evitare di coricarsi nelle 2 o 3 ore successive ai pasti;
  • limitare il consumo di alcolici se peggiorano i sintomi;
  • mantenere una certa regolarità negli orari dei pasti;
  • seguire la terapia prescritta dal medico senza sospenderla autonomamente;
  • se il reflusso è soprattutto notturno, continuare anche in vacanza a dormire con il busto leggermente sollevato. Per chi è abituato a utilizzare un determinato cuscino o un supporto inclinato, può essere utile portarlo con sé anche in vacanza. 

 

Quando rivolgersi allo specialista in caso di ernia iatale

Un episodio occasionale di bruciore dopo un pasto particolarmente abbondante non deve destare preoccupazione. Tuttavia, è opportuno rivolgersi a uno specialista, gastroenterologo o a un chirurgo specializzato in chirurgia addominale in caso si abbia già una diagnosi di ernia iatale, se i sintomi:

  • si presentano con frequenza; 
  • disturbano il sonno; 
  • limitano le attività quotidiane; 
  • non migliorano con la terapia prescritta. 

 

Il percorso di cura all’E-Gastric Center Policlinico San Marco

Al Policlinico San Marco di Zingonia, i pazienti con ernia iatale e reflusso gastroesofageo possono essere seguiti dall'E-Gastric Center, percorso multidisciplinare dedicato alle patologie dell'esofago e dello stomaco, dalla diagnosi fino alla chirurgia laparoscopica o robotica  quando indicata.

Dopo la visita specialistica, il percorso diagnostico può prevedere esami come gastroscopia, manometria esofagea e pH-impedenziometria, utili a definire la causa dei sintomi e a individuare il trattamento più appropriato. 

Nella maggior parte dei casi la terapia è basata su modifiche dello stile di vita e farmaci; quando indicato, è possibile ricorrere alla chirurgia mininvasiva laparoscopica, eseguita da un'équipe con esperienza nella cura delle patologie esofago-gastriche.

Per maggiori informazioni o prenotazioni presso l’E-Gastric Center del Policlinico San Marco visita la pagina dedicata.