
“Il Cuore a Ponte San Pietro”: il progetto per la nuova Cardiologia del Policlinico San Pietro a BergamoScienza 2026
PUBBLICATO IL 24 SETTEMBRE 2026
“Il Cuore a Ponte San Pietro” è un progetto nato dall’incontro tra l’Università Vita-Salute San Raffaele e la realtà clinica della Cardiologia del Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro (BG). Un progetto che parte oggi e guarda al futuro, con l’obiettivo di costruire progressivamente una Cardiologia nel quale cura, formazione, ricerca e innovazione siano integrate in un unico percorso costruito intorno al paziente.
I primi elementi di questo nuovo modello sono già parte della pratica clinica: dall’avvio dell’Ambulatorio dello Scompenso Cardiaco alla nascita di un servizio dedicato di imaging cardiaco, con TC e risonanza magnetica cardiaca. Sono i primi tasselli di un’organizzazione nella quale competenze, tecnologie e conoscenze vengono messe in relazione per costruire una presa in carico più integrata.
Il 27 settembre “Il Cuore a Ponte San Pietro” incontrerà per la prima volta i cittadini a BergamoScienza 2026, durante l’iniziativa Scuola in Piazza, sul Sentierone di Bergamo.
Cos’è il progetto “Il Cuore a Ponte San Pietro”
Al centro del progetto “Il Cuore a Ponte San Pietro” c’è una precisa idea di cura: non limitarsi alla singola prestazione o all’episodio acuto, ma accompagnare la persona nel tempo, nelle diverse fasi della malattia e nella complessità della sua patologia cardiovascolare. Una presa in carico multidisciplinare e longitudinale, capace di mettere in rete, intorno ai suoi bisogni, professionisti, competenze e differenti livelli di assistenza.
Sottolinea la dottoressa Stefania Sacchi, medico cardiologo e ricercatore in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università Vita-Salute San Raffaele, promotrice del progetto: “È all’interno di questo percorso che formazione, innovazione e ricerca diventano parte della cura:
- la formazione permette di trasferire nella pratica clinica le conoscenze e le evidenze scientifiche più aggiornate;
- l’innovazione mette a disposizione nuove possibilità diagnostiche e terapeutiche per conoscere e trattare sempre meglio il paziente;
- la ricerca, nascendo dall’osservazione quotidiana dei pazienti, trasforma i problemi ancora aperti della pratica clinica in nuove domande scientifiche e riporta le conoscenze acquisite al letto del paziente, contribuendo allo sviluppo di nuove strategie di cura.
Il progetto trova la sua principale fonte di ispirazione nel modello di cura dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano: una realtà nella quale assistenza ad alta complessità, formazione universitaria, ricerca e innovazione sono strettamente integrate nella pratica clinica quotidiana e concorrono a costruire il percorso di cura del paziente” continua la dottoressa Sacchi.
Da qui prende forma l’idea di declinare questi principi nella realtà del Policlinico San Pietro, adattandoli alle caratteristiche e ai bisogni del territorio, insieme ai medici e ai professionisti del Policlinico coordinati dalla dottoressa Margherita Manfredi.
Il primo passo concreto: l’Ambulatorio dello scompenso Cardiaco
Il primo ambito nel quale questa visione ha trovato applicazione è lo scompenso cardiaco, con l’avvio dell’Ambulatorio dello Scompenso Cardiaco del Policlinico San Pietro.
“L’Ambulatorio si ispira all’Ambulatorio dello Scompenso Cardiaco Avanzato dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano: non una singola prestazione specialistica, ma un percorso continuativo e multidisciplinare costruito intorno al paziente.
Il paziente può entrare nel percorso dopo un ricovero, dopo un accesso in Pronto Soccorso oppure direttamente dal territorio. Da quel momento viene seguito secondo un programma di controlli definito dall’Ambulatorio e modulato in base alle condizioni cliniche e alla complessità della malattia.
L’obiettivo è ottimizzare progressivamente la terapia secondo le più recenti Linee Guida e riconoscere precocemente eventuali segnali di instabilità, così da poter intervenire prima di una riacutizzazione o di un nuovo ricovero.
La continuità della presa in carico si traduce anche nell’organizzazione. Quando possibile, più prestazioni cardiologiche vengono riunite nello stesso accesso, riducendo la frammentazione del percorso e gli spostamenti per il paziente.
Gli accertamenti e i controlli successivi vengono inoltre programmati direttamente dall’Ambulatorio, garantendo continuità al follow-up.
Quando il quadro clinico lo richiede, la presa in carico si estende alle altre competenze necessarie, coinvolgendo, attraverso canali dedicati, nefrologo, pneumologo, diabetologo, fisiatra e altri specialisti.
Se sono necessari procedure o trattamenti ad elevata specializzazione, il collegamento con i centri specialistici di riferimento consente di ampliare la rete di cura senza interrompere la continuità del percorso: il paziente può accedere alle competenze necessarie mantenendo il rapporto con l’Ambulatorio e il follow-up al Policlinico San Pietro”.
Il nuovo servizio di imaging cardiaco
In questo contesto, il Policlinico San Pietro ha attivato un nuovo servizio di imaging cardiaco dedicato allo studio avanzato del cuore, che integra:
- ecocardiografia
- TC cardiaca
- risonanza magnetica cardiaca.
L’introduzione della TC cardiaca e della risonanza magnetica cardiaca rappresenta un importante ampliamento delle possibilità diagnostiche a disposizione (non solo per quanto riguarda lo scompenso cardiaco, ma per tutte le principali patologie cardiovascolari) consentendo di studiare con maggiore dettaglio la struttura e la funzione del cuore e le caratteristiche del miocardio e dei tessuti circostanti. Le diverse metodiche forniscono infatti informazioni complementari, che possono essere integrate in funzione del quadro clinico e del quesito diagnostico.
La disponibilità coordinata di queste tecnologie consente così di costruire una valutazione cardiovascolare più completa e articolata, offrendo agli specialisti elementi aggiuntivi per definire con maggiore precisione la diagnosi, valutare l’evoluzione della malattia e orientare le decisioni terapeutiche.
Formazione e ricerca nello stesso percorso di cura
Formazione e ricerca sono già parte dell’attività della Cardiologia di Ponte San Pietro. Un elemento centrale è la presenza degli specializzandi in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare dell’Università Vita-Salute San Raffaele, che partecipano all’attività clinica affiancando i professionisti del Policlinico. La formazione universitaria entra così direttamente nell’ospedale, favorendo un confronto continuo tra giovani medici e professionisti con maggiore esperienza, portando nella pratica quotidiana conoscenze ed evidenze scientifiche aggiornate.
Nell’ambito dell’Ambulatorio dello Scompenso Cardiaco, inoltre, è prevista una raccolta di dati clinici per studiare l’impiego e la tollerabilità delle nuove terapie nella pratica quotidiana, con particolare attenzione ai pazienti anziani e ad elevata complessità.
“Il Cuore a Ponte San Pietro”: un progetto che guarda al futuro
“Il Cuore a Ponte San Pietro” è un progetto giovane, ma i primi passi sono già stati compiuti. L’obiettivo è far crescere nel tempo questa filosofia e portarla progressivamente negli altri ambiti della Cardiologia, perché ogni paziente possa trovare non soltanto una risposta al problema del momento, ma un percorso capace di accompagnarlo nel tempo.
“L’ambizione è che ciò che oggi sta iniziando diventi domani un modo condiviso di fare Cardiologia fondato sul legame con l’Università, aperto all’innovazione, vicino al territorio e capace di crescere insieme ai bisogni dei suoi pazienti” conclude la dottoressa Sacchi.
HumAIn Medicine, il laboratorio interattivo di UniSR a BergamoScienza 2026
Dall’1 all’11 ottobre, nello spazio allestito allo Spazio Viterbi di Bergamo, l’Università Vita-Salute San Raffaele sarà presente con il laboratorio interattivo, HumAIn Medicine, dove i partecipanti potranno vestire i panni di un medico al fianco dell’AI. Clicca qui per maggiori info e scoprire tutte le iniziative in programma: www.unisr.it/news/2026/9/unisr-bergamoscienza-2026



