Influenza 2026-2027: come riconoscerla, curarla e quando vaccinarsi

Influenza 2026-2027: come riconoscerla, curarla e quando vaccinarsi

PUBBLICATO IL 16 OTTOBRE 2026

Influenza 2026-2027: come riconoscerla, curarla e quando vaccinarsi

PUBBLICATO IL 16 OTTOBRE 2026

Con l'arrivo dell'autunno tornano le stesse domande: è influenza o un semplice raffreddore? Conviene vaccinarsi anche quando le temperature sono ancora miti? E quando il Pronto Soccorso è davvero necessario? 

Il Prof. Fabrizio Pregliasco, Direttore Sanitario dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio e Professore associato di Igiene Generale e Applicata presso la sezione di Virologia del dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano, fa il punto sulla prossima stagione influenzale 2026-2027.

 

Influenza 2026-2027: un autunno di co-circolazione virale

La stagione 2026-2027 si preannuncia come un periodo in cui più virus respiratori circolano insieme:

  • influenza;
  • RSV (Virus Respiratorio Sinciziale);
  • SARS-CoV-2;
  • rhinovirus.

"Dopo una stagione, quella passata, che ha superato i 15 milioni di casi, anche per il 2026-2027 ci attendiamo una circolazione sostenuta di virus respiratori, con una stima nell'ordine dei 12-14 milioni di casi complessivi. 

I segnali che arrivano dall'emisfero australe, dove al momento prevale il ceppo A/H3N2, ci invitano a non abbassare la guardia: la circolazione precoce di più virus può creare una sorta di 'pre-stagione', con un progressivo aumento degli accessi agli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri, mentre l'influenza vera e propria tende a diventare protagonista nel cuore dell'inverno" prosegue il Direttore Sanitario.

 

Influenza o sindrome simil-influenzale? Come riconoscerla

Secondo i dati dell'Osservatorio Salute IQVIA, presentati il 16 settembre 2026, nell'ultimo anno quasi la metà degli italiani (48%) ha avuto influenza o sintomi influenzali. I sintomi più diffusi sono stati: 

  • raffreddore (83%);
  • tosse (72%); 
  • dolori e malessere (62%); 
  • mal di testa (56%);
  • febbre oltre i 38 gradi (46%). 

La durata media dei sintomi è di 6 giorni. 

Un quadro di influenza vera si riconosce quando sono presenti insieme:

  • esordio brusco;
  • febbre oltre i 38 gradi;
  • almeno un sintomo respiratorio, come tosse o mal di gola;
  • almeno un sintomo sistemico, come dolori muscolari o spossatezza.

"Quando questi elementi sono presenti insieme siamo, con buona probabilità, di fronte all'influenza vera e propria; se ne manca uno, si tratta più facilmente di una delle numerose sindromi simil-influenzali", spiega il Prof. Pregliasco.

I segnali da osservare nelle fasce più fragili

Negli anziani e nei soggetti fragili la risposta immunitaria può essere meno pronta e la febbre può non essere molto alta anche in presenza di influenza. Vanno osservati con attenzione anche altri sintomi, in particolare:

  • confusione mentale;
  • aumento della frequenza cardiaca o respiratoria;
  • peggioramento generale delle condizioni.

 

Cosa fare quando compaiono i sintomi 

I farmaci di automedicazione servono ad attenuare i sintomi, non ad azzerarli: è come abbassare il volume di una radio, che continua comunque a funzionare" sottolinea il Prof. Pregliasco. 

Riposo e idratazione restano parte della cura e aiutano a non contagiare gli altri. 

Vanno usati farmaci scelti in base ai sintomi realmente presenti, leggendo sempre il foglietto illustrativo, con il consiglio del farmacista su dosaggi e interazioni, soprattutto per anziani e per chi assume più terapie.

"L'antibiotico, invece, va assunto solo su indicazione del medico e in presenza di una sovrainfezione batterica: usarlo impropriamente non aiuta contro i virus e favorisce l'antibiotico-resistenza" precisa il Prof. Pregliasco.

 

Quando rivolgersi al medico o al Pronto Soccorso

Per i disturbi lievi il primo riferimento è il farmacista. Medico di famiglia o pediatra vanno contattati per dubbi o per sintomi che non migliorano dopo alcuni giorni.

"Una febbre alta non è di per sé un motivo per recarsi in Pronto Soccorso, che va riservato ai reali segnali di allarme, soprattutto negli anziani e nei soggetti fragili" sottolinea il Prof. Pregliasco.

 

Vaccinazione: non aspettare il freddo

Nella scorsa stagione poco più del 20% degli italiani si è vaccinato contro l'influenza, la metà rispetto al 2021, e l'adesione è più alta tra gli over 60 (38%), secondo l'Osservatorio Salute IQVIA. La campagna è già partita: la vaccinazione va programmata secondo il calendario stagionale, per arrivare preparati quando il virus entrerà nel vivo, indipendentemente dal clima.

"Vaccinarsi non significa avere la certezza di non ammalarsi. Il valore del vaccino sta soprattutto nella riduzione delle forme gravi, delle complicanze e delle ospedalizzazioni, in particolare nei soggetti vulnerabili" ribadisce il Prof. Pregliasco.

Chi deve prestare maggiore attenzione

Particolare attenzione deve essere rivolta a:

  • anziani e persone fragili;
  • persone con malattie respiratorie croniche, nelle quali un'infezione può scatenare una riacutizzazione;
  • bambini, per cui la protezione vaccinale può iniziare già dai 6 mesi di vita.

"Quest'anno il vaccino antinfluenzale può essere co-somministrato con quello contro il Covid-19 e, per gli anziani e le persone a rischio, l'appuntamento diventa l'occasione per valutare anche altre protezioni, dallo pneumococco alla vaccinazione contro l’herpes zoster, che possono essere fatte nella stessa seduta vaccinale per l’influenza", conclude il Prof. Pregliasco.