
Esercizi per l’anca dolorante: quali fare e quali evitare
PUBBLICATO IL 13 MARZO 2026
Il dolore all’anca può comparire a qualsiasi età e avere cause diverse. Può insorgere dopo uno sforzo o un’attività intensa, oppure svilupparsi lentamente, con rigidità progressiva e difficoltà nei movimenti quotidiani (salire le scale, infilare le scarpe, accavallare le gambe o alzarsi dalla sedia).
Ma quando fa male l’anca è meglio fermarsi o muoversi? Quali esercizi possono aiutare ad alleviare il dolore senza rischiare di peggiorare la situazione? Ne parliamo con la dottoressa Cristina Beretta, fisiatra dell’Unità Operativa di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Istituto Clinico San Siro di Milano.
Perché viene il dolore all’anca?
“La prima distinzione da fare è legata all’età del paziente” spiega la dottoressa Beretta.
Nei pazienti giovani
Nei soggetti giovani e negli adulti sotto i 50 anni il dolore all’anca è più spesso legato a:
- tendiniti dei glutei o dello psoas;
- sovraccarichi;
- infiammazioni inserzionali;
- problematiche lombari che irradiano all’anca.
Non sempre il dolore percepito all’anca, però, nasce realmente dall’articolazione.
“In casi rari, anche nei pazienti giovani, possono essere presenti condizioni meno comuni come la necrosi asettica della testa del femore, una sofferenza ischemica dell’osso che può comparire, ad esempio, dopo terapie cortisoniche prolungate o in particolari condizioni cliniche” spiega la specialista.
Nei pazienti adulti e anziani
Sopra i 50 anni e con l’avanzare dell’età aumenta, invece, la probabilità che il dolore sia legato a coxartrosi, cioè artrosi dell’anca: una progressiva riduzione della cartilagine articolare in cui le superfici ossee entrano maggiormente in contatto tra loro, provocando dolore e limitazione del movimento.
“In questi casi è fondamentale mantenere la mobilità articolare senza forzare, perché l’immobilità peggiora la rigidità e alimenta il dolore” sottolinea la dottoressa.
L’esercizio può aiutare ad alleviare il dolore all’anca?
L'esercizio fisico può aiutare ad alleviare il dolore all’anca: “Il principio è chiaro: il movimento, se ben dosato, è quasi sempre utile - risponde la specialista fisiatra dell’Istituto Clinico San Siro -.
Il blocco antalgico, cioè non muoversi per paura del dolore, crea un circolo vizioso. Più ho male, meno mi muovo; meno mi muovo, più aumenta la rigidità e peggiora il dolore:
- nell’artrosi l’obiettivo è mantenere la mobilità residua senza forzare;
- nelle tendiniti acute e nelle altre patologie infiammatorie, invece, può essere necessario un periodo di riposo, eventualmente associato a terapia antinfiammatoria su indicazione medica, per poi introdurre gradualmente esercizi mirati”.
Cosa fare prima di iniziare gli esercizi per il dolore all’anca
Prima di iniziare un programma di esercizi per il dolore all’anca è consigliabile una valutazione specialistica fisiatrica, ortopedica o di medicina dello sport.
Gli approfondimenti strumentali, se necessari, vengono prescritti in base al quadro clinico che presenta il paziente:
- ecografia nelle sospette tendinopatie;
- radiografia nei quadri artrosici;
- risonanza magnetica nei casi dubbi o quando il dolore non è spiegabile con gli esami di primo livello.
Gli esercizi per il dolore all’anca
Gli obiettivi generali degli esercizi per il dolore all’anca sono:
- mantenere la mobilità articolare;
- rinforzare la muscolatura stabilizzatrice dell’anca;
- ridurre il sovraccarico sull’articolazione.
Nei pazienti anziani con coxartrosi avanzata, l’obiettivo invece è mantenere e preservare il trofismo muscolare, anche in vista di un possibile intervento protesico.
La dottoressa Beretta indica alcuni esercizi molto utili, sottolineando: “Per ogni esercizio è possibile eseguire 3 serie da 5/10 ripetizioni l’uno, un paio di volte al giorno. Questo aiuta a mantenere una mobilità in flesso-estensione dell'anca e ad attivare la muscolatura addominale.
Attenzione però, gli esercizi devono essere a basso impatto, progressivi e sempre eseguiti nel rispetto del dolore”.
Gambe a farfalla
Seduti a terra, con le piante dei piedi unite e le ginocchia aperte ai lati, portare delicatamente il bacino verso il pavimento cercando di avvicinare le ginocchia al suolo senza forzare.
Heel Slide (scivolamento del tallone)
Da sdraiati supini, con una gamba distesa, far scivolare il tallone dell’altra verso i glutei piegando il ginocchio. Aiuta a mantenere la mobilità in flessione-estensione.
Sollevamento gamba tesa
Dalla posizione supina, con una gamba piegata per stabilizzare la schiena, sollevare l’altra gamba tesa. Rinforza il quadricipite e i flessori dell’anca.
Ponte gluteo a leva corta
Con ginocchia piegate e piedi appoggiati a terra, sollevare il bacino contraendo i glutei. La variante “a leva corta”, con talloni vicini ai glutei, riduce il sovraccarico sugli ischiocrurali, muscoli della parte posteriore della coscia.
Clamshell (conchiglia)
Sdraiati sul fianco con le ginocchia flesse, aprire il ginocchio superiore mantenendo i piedi uniti. È utile per il rinforzo del medio gluteo.
In questo caso è preferibile una prima verifica dell’esecuzione con un fisioterapista.
Mini squat
Prevede una flessione limitata (45°/60°), evitando lo squat profondo. Può essere utile per mantenere il tono muscolare, soprattutto nei pazienti che devono prepararsi a un eventuale intervento.
Anche in questo esercizio è consigliabile una valutazione dell’esecuzione con un fisioterapista.
Quali esercizi evitare in caso di dolore all’anca
Per il dolore all’anca sono generalmente sconsigliati:
- sport ad alto impatto (salti, corsa intensa);
- movimenti con torsioni improvvise dell’anca;
- squat profondi;
- sollevamento di carichi importanti.
Un sovraccarico eccessivo può, infatti, aggravare sia una tendinopatia sia una coxartrosi, talvolta provocando una riacutizzazione infiammatoria.
Quando fa male l’anca fa bene camminare o pedalare?
Sì, ma con criterio. “Camminare è un’attività a basso impatto e in genere è consigliata. Deve però essere una camminata tranquilla e va sempre rispettato il dolore. Se aumenta in modo significativo durante il cammino, è opportuno fermarsi” indica la dottoressa Beretta.
Anche la cyclette può essere utile, regolando la sella in modo che anca e ginocchio non superino i 90° di flessione.
Cosa fare se il dolore all’anca persiste
Se il dolore all’anca non migliora, è necessaria una rivalutazione clinica per confermare la diagnosi e rivedere il percorso terapeutico. In questi casi:
- nelle tendinopatie possono essere indicate terapie fisiche antalgiche;
- nelle fasi iniziali di coxartrosi si può valutare, su indicazione specialistica, il trattamento infiltrativo ecoguidato con acido ialuronico;
- nei quadri artrosici molto avanzati, quando il dolore compromette significativamente la qualità di vita e non risponde alle terapie conservative, può essere presa in considerazione la chirurgia.
“Non bisogna mai convivere con un dolore che peggiora o non si spiega. Se non risponde alle terapie, va sempre rivalutato” conclude la dottoressa Beretta.



