Displasia dell’anca nell’adulto: sintomi, conseguenze e cura

Displasia dell’anca nell’adulto: sintomi, conseguenze e cura

PUBBLICATO IL 11 FEBBRAIO 2026

Displasia dell’anca nell’adulto: sintomi, conseguenze e cura

PUBBLICATO IL 11 FEBBRAIO 2026

Consulta il CV del dott. Cucciniello, ortopedico all’Istituto Clinico San Siro di Milano

La displasia dell’anca nell’adulto è una malformazione dell’articolazione che collega il femore al bacino. Può manifestarsi con dolore intenso, rigidità o zoppia. Riconoscerla per tempo è, dunque, fondamentale per intervenire correttamente e preservare la funzionalità dell’anca stessa.

Ne parliamo con il dottor Carmine Cucciniello, chirurgo ortopedico specializzato da oltre 40 anni nella gestione della displasia dell’anca nell’adulto, referente dell’ambulatorio CAD - Chirurgia dell’Anca Displasica e ortopedico del Centro di Traumatologia Sportiva e Chirurgia Articolare Mininvasiva all’Istituto Clinico San Siro di Milano.

 

Cos’è la displasia dell’anca nell’adulto

La displasia dell’anca è una malformazione in cui la cavità che ospita la testa del femore (detta acetabolo o cotile) è poco sviluppata o di forma irregolare. Questa condizione rende l’articolazione soggetta a un’usura precoce.

“La displasia colpisce soprattutto le donne ed è presente fin dalla nascita, ma in alcuni casi può manifestarsi solo in età adulta. Quando l’anca non si sviluppa correttamente, il peso del corpo non si distribuisce uniformemente e l’articolazione tende a deformarsi nel tempo, portando a una forma di artrosi chiamata coxartrosi displasica” spiega il dottor Cucciniello.

Nei bambini, la malformazione può essere diagnosticata precocemente tramite una ecografia, con possibilità di trattamenti conservativi come tutori o, nei casi più avanzati, con interventi chirurgici. Se non individuata, però, la displasia può restare silente per anni, comparendo in età adulta con dolore o difficoltà a camminare.

 

I sintomi della displasia dell’anca nell’adulto 

Il primo sintomo della displasia dell’anca nell’adulto è il dolore, o coxalgia, avvertito soprattutto all’inguine, poiché questa regione corrisponde al centro della testa del femore. Il dolore può irradiarsi però anche: 

  • al gluteo;
  • alla zona lombosacrale; 
  • lateralmente al gran trocantere; 
  • talvolta, fino al ginocchio.

Altri sintomi possono includere anche:

  • andatura claudicante;
  • limitazione dei movimenti (difficoltà a flettere, ruotare o abdurre l’anca);
  • differenze nella lunghezza degli arti inferiori (dismetria);
  • rigidità articolare, soprattutto al mattino o dopo periodi di inattività;
  • in alcuni casi, piede cavo.

 

Cosa succede se non si cura la displasia dell'anca: le conseguenze nell’adulto

“Se non trattata, la displasia dell’anca negli adulti può evolvere verso: 

  • debolezza muscolare
  • usura articolare
  • artrosi displasica

Per questo è importante rivolgersi a uno specialista con un’esperienza specifica della patologia fin dai primi sintomi” afferma il chirurgo ortopedico dell’Istituto Clinico San Siro.

 

Come avviene la diagnosi della displasia dell’anca nell’adulto

La diagnosi si basa su un accurato esame clinico e una valutazione delle indagini radiografiche.

“Per una diagnosi di displasia dell’anca nell’adulto, sono utili: 

  • una valutazione specialistica con osservazione della deambulazione; 
  • radiografie del bacino in proiezione antero-posteriore e assiale. 

Esami più complessi, come TAC o risonanza magnetica, vengono considerati solo se ritenuti necessari dallo specialista” spiega l’ortopedico.

 

Cura della displasia dell’anca nell’adulto: l’intervento di chirurgia protesica

Il trattamento della displasia dell’anca dipende dalla gravità e dai sintomi che presenta il paziente. Nei casi più avanzati, quando il dolore e la limitazione funzionale diventano significativi, la chirurgia protesica può essere la soluzione più efficace, grazie a risultati in parte prevedibili e nella maggior parte dei casi duraturi. 

“In passato si ricorreva anche a procedure correttive dell’osso, le cosiddette osteotomie, ma oggi la protesi, se eseguita da un medico esperto, permette di affrontare in sicurezza le deformità anatomiche più complesse. Grazie ai moderni impianti, anche i casi più difficili, infatti, possono ottenere buoni risultati” aggiunge lo specialista.

 

Tempi di recupero e riabilitazione dopo l’intervento 

La mobilizzazione precoce e la riabilitazione post-operatoria sono fondamentali per un recupero ottimale e funzionale dell’anca.

Spiega il medico: “La deambulazione inizia subito: 

  • dopo 1 o 2 giorni dall’intervento il paziente cammina con 2 stampelle, che mantiene per circa 4 settimane; 
  • successivamente utilizza 1 sola stampella per altre 2 settimane, fino a tornare a camminare in autonomia”.

Nel post-operatorio, presso l’Istituto Clinico San Siro, è inoltre possibile accedere a programmi di fisiokinesiterapia attiva, mirati al rinforzo muscolare e alla stabilità del bacino. 

Dopo la dimissione sono, invece, consigliate anche attività a basso impatto sull’anca come nuoto e cyclette, che favoriscono il movimento senza sovraccaricare l’articolazione. 

“In media, entro 2 mesi il paziente può tornare a una vita normale, anche se i tempi possono variare in base alle condizioni individuali” afferma l’ortopedico.

 

L’ambulatorio CAD - Chirurgia dell’Anca Displasica: un punto di riferimento dedicato

Presso l’Istituto Clinico San Siro di Milano è presente l’ambulatorio CAD - Chirurgia dell’Anca Displasica interamente dedicato alla displasia dell’anca nell’adulto, con referente il dottor Cucciniello esperto nella gestione a 360° gradi di questa patologia.

“Grazie a questo ambulatorio dedicato, i pazienti possono essere seguiti in ogni fase: dalla diagnosi all’intervento, fino alla riabilitazione, con un percorso completo, personalizzato ed altamente specializzato” conclude il dottor Cucciniello.

L’accesso a questo servizio può avvenire tramite SSN o in regime privato/convenzionato. Per maggiori informazioni:

  • Ricoveri SSN: 0248725290, dalle ore 14.00 alle 15.30
  • Ricoveri solvenza: 0248785355, dalle ore 14.00 alle 15.30