
Alluce valgo: cause e trattamento con la chirurgia mininvasiva
PUBBLICATO IL 02 LUGLIO 2026
Dolore durante la camminata, difficoltà a trovare scarpe comode, fastidio che aumenta dopo molte ore in piedi. Sono alcuni dei disturbi più comuni associati all'alluce valgo, una delle patologie dell'avampiede più diffuse nella popolazione adulta e una delle principali cause di consulto ortopedico per problematiche del piede.
Spesso considerato soltanto un inestetismo, l'alluce valgo è in realtà una deformità progressiva che, nel tempo, può compromettere il benessere e la funzionalità del piede, influenzando attività quotidiane apparentemente semplici come camminare, praticare attività fisica o indossare determinate calzature.
“Molti pazienti si rivolgono allo specialista quando il dolore inizia a limitare le normali attività quotidiane oppure quando la deformità diventa particolarmente evidente. In realtà, una valutazione specialistica può essere utile anche nelle fasi iniziali, quando i sintomi sono ancora contenuti, per comprendere l'evoluzione del quadro clinico e individuare il percorso più appropriato”, spiega il dottor Lorenzo Marcellini, responsabile del Centro di Chirurgia Mininvasiva del Piede dell'IRCCS Policlinico San Donato di San Donato Milanese, che si occupa della diagnosi e del trattamento dell’alluce valgo con chirurgia mininvasiva.
Che cos'è l'alluce valgo
L'alluce valgo è una deformità che interessa il primo dito del piede e la sua articolazione principale. La condizione è caratterizzata dalla progressiva deviazione dell'alluce verso le altre dita del piede, accompagnata dallo spostamento del primo metatarso in direzione opposta.
Questa alterazione modifica gradualmente l'equilibrio biomeccanico del piede e può determinare la comparsa della tipica prominenza ossea sul lato interno dell'articolazione, comunemente definita cipolla. Con il passare del tempo, tale prominenza può diventare dolente e infiammarsi a causa dello sfregamento continuo con le scarpe.
La deformità può manifestarsi con gradi diversi di severità. In alcune persone rimane stabile per molti anni, mentre in altre tende a peggiorare progressivamente, provocando sintomi sempre più evidenti.
Una patologia molto diffusa, soprattutto tra le donne
L'alluce valgo è una condizione estremamente frequente e interessa soprattutto il sesso femminile. Le ragioni sono molteplici e comprendono fattori come:
- anatomia del piede;
- predisposizione genetica;
- caratteristiche biomeccaniche individuali.
Anche se per lungo tempo l'utilizzo di scarpe strette o con tacchi elevati è stato considerato la causa principale della deformità, oggi si ritiene che l'origine dell'alluce valgo sia multifattoriale.
“Spesso osserviamo una familiarità importante - sottolinea il dottor Marcellini -. Non è raro che il paziente riferisca la presenza della stessa problematica in altri membri della famiglia.
Esistono caratteristiche anatomiche e predisposizioni che possono favorire lo sviluppo della deformità”.
Tra i fattori che possono contribuire alla comparsa dell'alluce valgo vi sono:
- lassità legamentosa;
- alcune conformazioni del piede;
- piede piatto;
- età;
- particolari alterazioni dell'appoggio plantare.
I sintomi da non sottovalutare
Nelle fasi iniziali l'alluce valgo può essere quasi asintomatico. Molte persone notano soltanto una lieve deviazione dell'alluce o una piccola prominenza ossea che non provoca particolari disturbi.
Con il passare del tempo, tuttavia, possono comparire sintomi che incidono sulla qualità di vita. Il dolore rappresenta il disturbo più frequente e può manifestarsi sia durante la deambulazione, sia dopo lunghi periodi trascorsi in piedi.
Alcuni pazienti riferiscono inoltre arrossamento, gonfiore e infiammazione nella zona della prominenza ossea, soprattutto dopo aver indossato calzature strette. In altri casi il problema principale è rappresentato dalla difficoltà nel trovare scarpe confortevoli.
La progressione della deformità può inoltre modificare la distribuzione dei carichi sul piede, favorendo l'insorgenza di altre problematiche dell'avampiede.
“Quando l'alluce perde progressivamente il suo corretto allineamento, tutto il piede può andare incontro a cambiamenti biomeccanici. Per questo motivo l'alluce valgo può associarsi ad altre condizioni come metatarsalgia, dita a martello o sovraccarico delle articolazioni vicine” spiega il dottor Marcellini.
Quando è opportuno rivolgersi a un ortopedico
Non esiste un momento uguale per tutti in cui richiedere una valutazione ortopedica. In generale, è consigliabile rivolgersi a uno specialista in ortopedia quando:
- il dolore diventa frequente;
- la deformità tende a peggiorare;
- il disturbo limita le attività quotidiane.
La visita specialistica ortopedica rappresenta il primo passo per comprendere la natura del problema e valutare le possibili opzioni terapeutiche.
La cura dell’alluce valgo presso il Centro di Chirurgia mininvasiva piede del Policlinico San Donato
Presso il Centro di Chirurgia Mininvasiva del Piede dell'IRCCS Policlinico San Donato il percorso inizia con una valutazione clinica approfondita, durante la quale vengono analizzati:
- i sintomi riferiti dal paziente;
- la funzionalità del piede;
- le caratteristiche dell'appoggio;
- l'impatto della patologia sulla vita quotidiana.
Per completare l'inquadramento diagnostico viene generalmente richiesta una radiografia sotto carico di entrambi i piedi, un esame particolarmente importante perché consente di osservare l'allineamento delle strutture ossee durante il sostegno del peso corporeo.
Le informazioni ottenute permettono allo specialista di definire il grado della deformità e di individuare il percorso terapeutico più appropriato.
Non tutti i pazienti con alluce valgo necessitano di un intervento chirurgico. La scelta del trattamento dipende infatti da:
- entità dei sintomi;
- grado della deformità;
- esigenze individuali della persona.
Terapia conservativa
Nelle fasi iniziali possono essere consigliate misure conservative finalizzate a ridurre il dolore e migliorare il comfort nella vita quotidiana. Tra queste rientrano:
- l'utilizzo di calzature adeguate;
- l’utilizzo di eventuali plantari personalizzati;
- specifici percorsi riabilitativi.
Quando operare l’alluce valgo
L'opzione chirurgica può essere presa in considerazione quando:
- il dolore persiste;
- a deformità continua a progredire;
- le limitazioni funzionali diventano significative.
“L'indicazione all'intervento non viene stabilita esclusivamente sulla base dell'aspetto radiografico. È fondamentale considerare i sintomi del paziente, il livello di limitazione funzionale e le sue aspettative. Ogni caso richiede una valutazione personalizzata” precisa l'ortopedico.
I vantaggi della chirurgia mininvasiva per curare l’alluce valgo
Negli ultimi anni la chirurgia mininvasiva del piede ha assunto un ruolo sempre più importante nel trattamento di numerose patologie dell'avampiede, compreso l'alluce valgo.
Questo approccio prevede l'utilizzo di accessi chirurgici di dimensioni ridotte che consentono di intervenire limitando il trauma ai tessuti circostanti.
Secondo il dottor Marcellini, la chirurgia mininvasiva rappresenta oggi una valida opzione per molti pazienti selezionati: “L'obiettivo è correggere la deformità attraverso tecniche che permettano di ridurre l'invasività dell'intervento, favorendo al tempo stesso un recupero funzionale graduale e controllato”.
Tra i potenziali vantaggi di questo approccio vi sono:
- la minore invasività chirurgica;
- la possibilità di una riduzione del dolore post-operatorio;
- cicatrici generalmente meno evidenti;
- ripresa più rapida della deambulazione rispetto alle tecniche tradizionali in casi appropriati.
Il percorso di diagnosi e cura al Centro di Chirurgia Mininvasiva del Piede del Policlinico San Donato
Il Centro di Chirurgia Mininvasiva del Piede dell'IRCCS Policlinico San Donato si occupa della diagnosi e del trattamento delle principali patologie dell'avampiede, tra cui:
- alluce valgo;
- alluce rigido;
- metatarsalgia;
- neuroma di Morton;
- dita a martello.
“L'obiettivo del nostro lavoro è offrire una presa in carico completa, che accompagni il paziente in tutte le fasi del percorso, dalla diagnosi fino al recupero funzionale. Ogni trattamento viene pianificato tenendo conto delle caratteristiche cliniche della persona e delle sue esigenze, con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita e la funzionalità del piede” conclude il dottor Marcellini.



