L’operazione per l’alluce valgo con la chirurgia mininvasiva a Città di Pavia

L’operazione per l’alluce valgo con la chirurgia mininvasiva a Città di Pavia

PUBBLICATO IL 21 GENNAIO 2026

L’operazione per l’alluce valgo con la chirurgia mininvasiva a Città di Pavia

PUBBLICATO IL 21 GENNAIO 2026

Consulta il CV del dott. Cardillo, ortopedico all’Istituto di Cura Città di Pavia

All’Istituto di Cura Città di Pavia l’operazione per l’alluce valgo viene eseguita con chirurgia mininvasiva percutanea, una tecnica che consente correzioni precise con traumi ridotti, un recupero più rapido e un minor rischio di complicanze. È la tecnica ideale per pazienti con deformità dolorose che interferiscono con la quotidianità. 

Ne parliamo con il dott. Filippo Cardillo, specialista in ortopedia all’Istituto di Cura Città di Pavia con focus su tecniche mininvasive del piede.
 

Cos’è l’alluce valgo 

L’alluce valgo, comunemente chiamato “cipolla del piede”, è una deformità che colpisce principalmente le donne. Si manifesta con una deviazione laterale dell’alluce verso le altre dita, accompagnata da una protuberanza mediale alla base del dito. 

È una condizione che può generare infiammazione, borsite reattiva a causa dello sfregamento con calzature e, talvolta, una rotazione assiale del dito, dove:

  • l’unghia dell’alluce tende a guardare verso l’interno, verso il secondo dito; 
  • il dito appare “torcito”, non solo piegato; 
  • la punta dell’alluce può spingere sotto o sopra il secondo dito.

La patologia dell’alluce valgo può essere idiopatica o secondaria a fattori genetici, autoimmuni, degenerativi o abitudini errate (es. calzature inadatte).

I principali sintomi 

I principali sintomi dell’alluce valgo sono:

  • dolore localizzato al primo raggio del piede o esteso all’intero avampiede (metatarsalgie);
  • deformità visibile;
  • difficoltà nel camminare, con instabilità;
  • problemi nell’indossare le scarpe, in particolare strette o con tacco alto.

Ai sintomi sopra elencati possono accompagnarsi possibili complicanze come dita a martello o a griffe, caduta delle teste metatarsali e infiammazioni croniche.
 

Quando operare l’alluce valgo con la chirurgia mininvasiva

Si ricorre all’intervento di chirurgia mininvasiva per l’alluce valgo quando: 

  • i trattamenti conservativi, i divaricatori notturni e i plantari ortopedici non alleviano i sintomi;
  • il dolore è persistente e la deformità peggiora progressivamente;
  • la deambulazione è limitata, interferendo con la qualità della vita. 

“L’intervento – specifica lo specialista - è particolarmente indicato per le forme di alluce valgo lieve-moderato, idiopatico o secondario a valgismo calcaneale, pronazione dell’astragalo, accompagnato da patologie correlate”. 

 

Come si svolge l’operazione percutanea per l’alluce valgo a Città di Pavia

Presso l’Istituto di Cura Città di Pavia, il dott. Filippo Cardillo esegue l’intervento con tecnica mininvasiva percutanea sotto controllo radiografico intraoperatorio

La preparazione all’intervento è standard e prevede esami pre-operatori come: 

  • radiografie sotto carico per misurare l’angolo intermetatarsale e la deviazione per confermare l’idoneità alla tecnica percutanea mininvasiva; 
  • analisi del sangue; 
  • visita anestesiologica. 

Generalmente l’intervento non prevede ricovero. 

L’operazione dura circa 10 minuti e viene eseguita in anestesia locale, rendendo l’intervento indolore durante l’esecuzione. Attraverso piccoli fori cutanei (2-3 mm)

  • si rimuove l’esostosi (cipolla) con una fresina; 
  • si esegue l’osteotomia del primo metatarsale con tecnica mininvasiva. 

Non si utilizzano viti, chiodi o placche, evitando cicatrici estese e riducendo rischi infettivi. Al termine, si applica un bendaggio funzionale per mantenere la correzione.


L’operazione è dolorosa?

L’operazione è in genere indolore grazie all’anestesia locale. 

Nel post-operatorio, il dolore è minimo o assente rispetto alle tecniche tradizionali aperte. Molti pazienti riportano solo un lieve disagio gestibile con antinfiammatori comuni, senza necessità di oppioidi.


I tempi di recupero e il decorso post-operatorio

Il recupero è rapido e focalizzato sulla rieducazione del passo per prevenire recidive, specialmente in piedi piatti o pronati.  Il dott. Cardillo sottolinea l’importanza della correzione anatomica e funzionale grazie all’uso di macchinari o plantari personalizzati

Il decorso include deambulazione precoce, con ritorno progressivo alle attività quotidiane.

Quanti giorni di riposo servono?

Non è necessario un riposo assoluto: il paziente può deambulare immediatamente dopo l’intervento con supporto. L’indicazione è da 1 a 3 giorni di riposo a casa, evitando sforzi eccessivi, per poi riprendere attività leggere.

Dopo quanto si può tornare a camminare?

Poche ore dopo l’intervento sarà possibile camminare con l’ausilio di una scarpa ortopedica specifica, da utilizzare per le 3 settimane successive. 

Entro 3-4 settimane, dopo la rimozione del bendaggio, il paziente potrà deambulare in completa autonomia, indossando calzature normali in 1-2 mesi, a seconda del caso.

Come sgonfiare il piede dopo l’operazione?

Nel post operatorio è possibile che si presenti gonfiore che potrà essere attenuato seguendo semplici indicazioni da concordare con lo specialista: 

  • alzando il piede sopra il livello del cuore quando a riposo;
  • applicando il ghiaccio avvolto in un panno per 15-20 minuti più volte al giorno;
  • praticando una compressione leggera con il bendaggio iniziale;
  • attraverso una mobilizzazione precoce al fine di favorire la circolazione, evitando l’immobilità prolungata.
  • nei casi persistenti, ricorrendo a linfodrenaggio o farmaci antiedemigeni.

Che tipo di scarpe usare?

Nelle prime 3 settimane post intervento si raccomanda l’utilizzo della scarpa di Baruk, che scarica il peso dall’avampiede. Successivamente, per 60 giorni, si inserisce un distanziatore in silicone tra le dita

In seguito è bene optare per scarpe comode, larghe, con suola ammortizzante e tacco basso (max 3-4 cm) per prevenire recidive. 

Nei primi mesi dopo l’intervento di alluce valgo si sconsiglia l’utilizzo di modelli a punta stretta o con tacchi. In seguito, sarà possibile usarle occasionalmente, magari con plantari. 

Altri aspetti del decorso post-operatorio

Nel post operatorio è buona norma prestare attenzione alla cute dell’area interessata e segnalare al medico: 

  • eventuali segni di infezione, calore, rossore; 
  • comparsa di febbre. 

Sono previsti dei controlli post-operatori

  • a 3 settimane dall’intervento per rimuovere il bendaggio; 
  • a 2-3 mesi per verificare la correzione. 

La tecnica operatoria mininvasiva, associata a una deambulazione corretta e a protocolli ad hoc, riduce il rischio di recidive.