
Freddo e dolori articolari: perché aumentano in inverno e come proteggersi
PUBBLICATO IL 08 GENNAIO 2026
Con l’inverno ormai nel vivo, molti tornano a notare piccoli fastidi articolari: ginocchia più rigide, mani meno agili e un collo che tende a irrigidirsi. Ma il freddo influisce davvero sui dolori articolari, o è solo un luogo comune?
A fare chiarezza è la dottoressa Gabriella Santalena, specialista in reumatologia presso l’Unità operativa di Riabilitazione Ortopedica dell’Istituto Clinico San Siro, che spiega cosa succede al nostro corpo quando la temperatura scende e come proteggerci nei mesi più rigidi.
Perché il freddo aumenta i dolori articolari?
La spiegazione è nella fisiologia delle articolazioni, in particolare nella cartilagine, il tessuto che serve da cuscinetto tra le ossa. Con l’età, la cartilagine perde elasticità e viscosità, diventando più rigida e meno capace di assorbire gli urti.
“Quando arriva il freddo - aggiunge la reumatologa - questa rigidità aumenta:
- l’articolazione diventa meno elastica;
- i muscoli e i tendini si irrigidiscono;
- il movimento risulta più doloroso”.
Ecco perché chi soffre di artrosi, una delle patologie reumatiche più diffuse, tende a sentirsi peggio in autunno e in inverno. “Molti pazienti affetti da artrosi raccontano di stare bene in estate, ma di avvertire il ritorno del dolore con l’arrivo del freddo. Non si tratta di suggestione: temperatura e umidità agiscono direttamente sulla cartilagine e sull’osso, amplificando il dolore”.
Quindi, il rapporto tra freddo e dolori articolari non è una leggenda: “Esiste una correlazione reale, riconosciuta anche dalla medicina. Non è, dunque, solo un’indicazione dei pazienti, ma un fenomeno con basi biologiche precise”, spiega la dottoressa Santalena.
Non solo articolazioni, il freddo colpisce anche i muscoli
Il freddo non colpisce solo le articolazioni, ma anche la muscolatura, che reagisce con aumento della contrattura, nel tentativo di generare calore. “È un meccanismo di difesa, ma se la contrazione dura a lungo, provoca:
- tensione;
- dolore;
- perdita di funzionalità del muscolo stesso.
Nei mesi freddi, quindi, aumentano non solo i dolori articolari, ma anche le contratture muscolari, perfino tra i più giovani - spiega la dottoressa Santalena -.
Chi lavora all’aperto o pratica sport, ad esempio, sa bene quanto la muscolatura possa diventare più rigida e soggetta a infiammazioni: il freddo tende letteralmente a ‘bloccare’ il corpo” aggiunge.
Fibromialgia e freddo
Tra le condizioni reumatiche che risentono maggiormente del freddo c’è la fibromialgia, caratterizzata da dolore muscolare diffuso e rigidità.
“I pazienti con fibromialgia soffrono molto il cambio di stagione - spiega la reumatologa -. Col freddo, i muscoli si irrigidiscono e il dolore si intensifica, soprattutto in aree come collo, spalle, ginocchia e gomiti”.
Il dolore, in questi casi, quindi tende ad autoalimentarsi: la contrazione muscolare genera ulteriore tensione articolare, peggiorando la rigidità. “Basta pensare alla cervicale, con il freddo i muscoli del collo si irrigidiscono ‘come corde’, limitando i movimenti” sottolinea la reumatologa.
Artrite e freddo
Diverso è invece il caso dell’artrite sia reumatoide, sia psoriasica. Si tratta, infatti, di patologie infiammatorie croniche e il freddo non ne è una causa diretta di peggioramento. Tuttavia, molti pazienti riferiscono un fastidio maggiore nei mesi invernali, spesso legato alla riduzione dell’attività fisica e alla minore esposizione alla luce.
Freddo e fenomeno di Raynaud
Il freddo influisce anche sulla circolazione periferica, come avviene nel fenomeno di Raynaud.
“In questi casi il freddo provoca una alterazione dell’equilibrio vasodilatazione/vasocostrizione e le dita diventano bianche, poi bluastre e infine rosse. È un processo doloroso e fastidioso, che a lungo andare può portare a disturbi tra cui piccole ulcerazioni della pelle dei polpastrelli” spiega la dottoressa Santalena.
Il fenomeno di Raynaud è frequente nei pazienti con malattie autoimmuni (come sclerodermia, lupus o connettiviti), ma può comparire anche in persone sane, soprattutto giovani donne. In questi casi si parla di Raynaud primitivo, una forma benigna, ma da monitorare perché non sempre servono temperature polari, a volte basta uno sbalzo termico o uno stress per scatenarlo.
Dolori articolari e freddo: come difendersi?
La prima arma contro i dolori articolari da freddo è la prevenzione quotidiana: “Coprirsi bene è fondamentale: sciarpa, maglione a collo alto, abbigliamento caldo e asciutto fanno davvero la differenza. Il freddo è un nemico silenzioso che irrigidisce muscoli e articolazioni” ricorda la dottoressa.
Anche il movimento regolare è essenziale. Attività dolci come camminate, stretching o ginnastica leggera aiutano a mantenere la mobilità articolare e stimolano la circolazione.
Infine, le terapie termali rappresentano un valido aiuto: bagni o fanghi caldi e massoterapia favoriscono la distensione muscolare e riducono la sensazione di dolore. Non sono una cura miracolosa, ma un supporto concreto per affrontare meglio la stagione fredda.
Tenere mani e piedi sempre al caldo
Chi soffre di disturbi circolatori o di fenomeno di Raynaud deve prestare particolare attenzione a mani e piedi. Guanti e calze pesanti sono indispensabili, così come gli scaldamani per chi lavora all’aperto o frequenta la montagna.
Attenzione però: non riscaldare mai le mani gelate direttamente sul termosifone, perché il brusco passaggio dal freddo al caldo può danneggiare i capillari.
Nei casi più seri, il reumatologo può prescrivere terapie vasodilatatrici specifiche per la stagione invernale.
Quando rivolgersi al medico
Se il dolore articolare diventa intenso, persistente o limita le normali attività quotidiane, è importante parlarne con il proprio medico o con un reumatologo.
“Serve capire - sottolinea la dottoressa Santalena - se si tratta di un disturbo legato al freddo o di una patologia che richiede approfondimenti più specifici. In particolare, il fenomeno di Raynaud va sempre valutato per escludere eventuali malattie autoimmuni”.
In generale, il freddo non provoca nuove malattie, ma può rendere più evidenti dolori o problemi già presenti, che magari d’estate si avvertono meno. Per questo è utile ascoltare il proprio corpo e non ignorare i segnali che manda.
Come ricorda la dottoressa Santalena: “Il freddo non va temuto, ma compreso. Con qualche accortezza possiamo proteggere le nostre articolazioni e affrontare l’inverno con maggiore serenità”.



