
Artrosi della caviglia: come riconoscerla e curarla
PUBBLICATO IL 29 GENNAIO 2026
L’artrosi della caviglia è una patologia degenerativa che può compromettere la qualità della vita. La caviglia è un’articolazione complessa e fondamentale per la deambulazione e l’equilibrio. Quando viene colpita dall’artrosi, anche gesti quotidiani come camminare o stare in piedi a lungo possono diventare difficili e dolorosi.
Ne parliamo con il dott. Luca Monestier, ortopedico specializzato nelle patologie del piede e della caviglia presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza.
Cos’è l’artrosi della caviglia
“L’artrosi della caviglia è una patologia cronica che colpisce l’articolazione, causando dolore, rigidità e perdita di funzionalità. È una delle principali cause di disabilità, soprattutto nelle persone sopra i 50 anni.
Si tratta di una malattia multifattoriale dove, nella maggior parte dei casi, intervengono contemporaneamente diversi elementi che alterano l’equilibrio articolare:
- familiarità;
- assetto posturale;
- sforzi funzionali;
- lavoro;
- sport.
Le cause specifiche non sono sempre note - dichiara il dott. Monestier -. Le strutture più colpite sono la cartilagine articolare e, con il tempo, l’osso sottostante, ovvero la tibia e l’astragalo. La degenerazione della cartilagine può portare alla formazione di speroni ossei, detti osteofiti, che aggravano dolore, infiammazione e deformità articolari.”
Chi colpisce maggiormente l’artrosi della caviglia
Sebbene l’artrosi della caviglia sia meno frequente di quella al ginocchio o all’anca, può colpire anche persone più giovani, soprattutto se:
- hanno subito traumi come fratture o distorsioni;
- svolgono attività sportive o lavorative che sovraccaricano l’articolazione.
Anche il sovrappeso e obesità aumentano lo stress sulle articolazioni e il rischio di artrosi”.
Sintomi dell’artrosi della caviglia
“Il sintomo principale dell’artrosi alla caviglia è il dolore. All’inizio compare solo dopo attività prolungate come, ad esempio, sport e camminate, ma con il tempo può manifestarsi anche dopo piccoli movimenti o in determinate posture.
Il dolore è di tipo meccanico, cioè compare con il movimento e si riduce con il riposo.
Oltre al dolore - aggiunge il dott. Monestier -, l’artrosi provoca:
- rigidità articolare;
- sensazione di blocco o impaccio alla caviglia;
- limitazione funzionale nella camminata e nelle attività quotidiane”.
Come si diagnostica l’artrosi della caviglia
La diagnosi dell’artrosi alla caviglia si basa su visita clinica ortopedica. Gli esami strumentali supportano la valutazione e confermano la patologia; tra questi:
- radiografia in 2 proiezioni e in carico, per valutare lo spazio articolare e la presenza di osteofiti;
- esami del sangue, generalmente normali, utili a escludere altre forme infiammatorie come l’artrite.
“È importante sottolineare che la gravità radiografica non sempre corrisponde ai sintomi: alcuni pazienti possono avere segni evidenti di artrosi senza dolore, mentre altri con segni minimi possono soffrire molto” precisa il dott. Monestier
I trattamenti conservativi per l’artrosi alla caviglia
Nei casi iniziali, l’obiettivo del trattamento è tenere sotto controllo il dolore, rallentare la progressione della malattia e preservare la funzionalità. L’ortopedico può quindi prescrivere:
- sedute di fisioterapia: rinforzo muscolare, mantenimento della mobilità e terapie fisiche come laser e tecarterapia aiutano a ridurre dolore e infiammazione;
- farmaci e infiltrazioni: analgesici e antinfiammatori limitano il dolore; cicli di infiltrazioni con cortisonico o acido ialuronico sono in grado lubrificare l’articolazione;
- plantari e tutori: calzature adeguate e ortesi su misura migliorano l’appoggio e riducono il carico articolare.
Il trattamento chirurgico per l’artrosi alla caviglia: quando è necessario
“Se i trattamenti conservativi non sono sufficienti è possibile valutare insieme al paziente delle opzioni terapeutiche come:
- artroscopia: una procedura mininvasiva per rimuovere frammenti o tessuti danneggiati;
- osteotomie correttive: riallineamento osseo per ridistribuire il carico;
- artrodesi: fusione delle ossa per eliminare il dolore nei casi avanzati;
- protesi articolari: la sostituzione della caviglia o dell’alluce in casi selezionati, per ripristinare mobilità e funzionalità.
I risultati sono generalmente buoni, ma il recupero post-operatorio varia in base all’intervento e alla gravità della patologia, e include fisioterapia mirata e riabilitazione che possono durare settimane o mesi” conclude il dott. Monestier
Prevenzione dell’artrosi alla caviglia e consigli pratici
Conclude il dott. Monestier: “Per ridurre il rischio di artrosi o rallentarne la progressione è indicato:
- mantenere un peso corporeo adeguato;
- svolgere attività fisica a basso impatto, come nuoto, bicicletta o pilates, che rinforzano i muscoli senza sovraccaricare la caviglia;
- utilizzare calzature adeguate;
- assumere integratori con molecole che proteggono la cartilagine (condroprotettori), vitamina C e curcuma;
- seguire programmi di rinforzo muscolare e mobilità, consigliato in particolare se il paziente ha subito dei traumi precedenti”.



