Fibromialgia: perché l’attività fisica è un alleato nella gestione dei sintomi

Fibromialgia: perché l’attività fisica è un alleato nella gestione dei sintomi

PUBBLICATO IL 22 GENNAIO 2026

Fibromialgia: perché l’attività fisica è un alleato nella gestione dei sintomi

PUBBLICATO IL 22 GENNAIO 2026

Dolore cronico diffuso, affaticamento persistente, disturbi del sonno e difficoltà cognitive: la fibromialgia è una sindrome complessa che incide profondamente sulla qualità della vita quotidiana. In questo quadro, l’attività fisica rappresenta oggi uno dei pilastri fondamentali della sua gestione. 

Ne parliamo con i reumatologi dell’Unità Operativa di Reumatologia dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, diretta dal prof Sarzi Puttini. Equipe medica che ha contribuito attivamente alla stesura di linee guida e raccomandazioni nazionali e internazionali per la diagnosi e il trattamento di fibromialgia e dolore cronico.

 

Cos’è la fibromialgia e quali sono i sintomi principali

“La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore cronico e diffuso, risultato di un’aumentata sensibilità al dolore stesso. Non è una malattia infiammatoria, né degenerativa, ma una condizione legata a un’alterazione dei meccanismi di percezione e modulazione del dolore. 

I sintomi più comuni della fibromialgia includono:

  • dolore persistente;
  • affaticamento intenso;
  • rigidità muscolare;
  • disturbi del sonno;
  • lievi sintomi cognitivi come difficoltà di concentrazione (che prende il nome di fibro-fog);
  • cefalea;
  • ansia o umore deflesso. 

Tutto questo incide in modo significativo sulla qualità della vita quotidiana”, spiegano i reumatologi.

 

Fibromialgia e attività fisica: perché muoversi fa bene 

“Il principale ostacolo all’attività fisica per chi soffre di fibromialgia è la paura che il movimento aumenti il dolore – sottolineano i medici della Reumatologia del Galeazzi -Sant’Ambrogio -. Molti pazienti, infatti, hanno avuto esperienze negative con esercizi troppo intensi o non adeguatamente personalizzati. A questo si aggiungono sintomi come stanchezza cronica, ridotta tolleranza allo sforzo e la difficoltà a mantenere continuità nel tempo. Infine, anche lo stato dell’umore, in genere deflesso, costituisce un ulteriore ostacolo alla socializzazione e quindi anche al coinvolgimento in attività di gruppo”.

Le principali linee guida internazionali indicano, tuttavia, l’attività fisica come il pilastro fondamentale del trattamento della fibromialgia, più efficace addirittura di molte terapie farmacologiche sul lungo periodo, rendendola di fatto la terapia di prima linea

L’esercizio fisico regolare apporta infatti benefici concreti e documentati su più livelli.

I benefici dell’attività fisica nella fibromialgia

Dal punto di vista muscolare:

  • migliora il tono, la forza e la riduzione della capacità fisica legata alla sedentarietà;
  • limita la sensazione di debolezza e affaticabilità tipica della fibromialgia.

A livello articolare

  • riduce la rigidità mattutina
  • contribuisce a mantenere una buona funzionalità nel tempo.

A livello di gestione del dolore

  • aiuta a normalizzare i meccanismi di percezione del dolore;
  • migliora la capacità del sistema nervoso di modulare gli stimoli dolorosi. 

“In altre parole – proseguono gli specialisti -, il corpo diventa progressivamente più allenato e meno reattivo al dolore, con una riduzione dell’intensità dei sintomi e un miglioramento della tolleranza allo sforzo. A questi effetti si aggiunge un impatto positivo sul benessere generale

Da non sottovalutare anche l’impatto dell’attività fisica sullo stato dell’umore e sull’autostima, entrambi aspetti fondamentali per un benessere anche psichico. 

Infine, l’esercizio fisico stimola la produzione di endorfine e di altri neurotrasmettitori che riducono lo stress e favoriscono un sonno più profondo e ristoratore, aspetti cruciali nella fibromialgia”.

 

Fibromialgia e sport: quale attività scegliere

“Le discipline come yoga, pilates e ginnastica dolce rappresentano spesso la scelta più indicata come primo approccio nei pazienti con fibromialgia, perché: 

  • combinano movimento controllato, respirazione, allungamento muscolare e consapevolezza corporea; 
  • favoriscono una migliore percezione del proprio corpo e una riduzione della tensione muscolare e dello stress”.

Accanto a queste, anche le attività aerobiche a basso impatto risultano particolarmente utili e ben tollerate, in particolare:  

  • camminata;
  • cyclette;
  • nuoto e attività in acqua

 

Fibromialgia e sport: quale attività evitare

Le attività ad alto impatto, molto intense o competitive, come corsa, sport di contatto o allenamenti estremamente faticosi, vanno affrontate con cautela, soprattutto nelle fasi iniziali o nei pazienti con sintomi più severi. 

“Ovviamente non si esclude che con il tempo il paziente con fibromialgia possa arrivare a praticare qualsiasi sport voglia – proseguono i dottori -. 

A questo punto, sarebbe opportuno valutare anche la presenza di altre patologie concomitanti, come per esempio l’artrosi, che potrebbero porre controindicazioni allo svolgimento di alcune attività. È fondamentale infatti valutare tutti gli aspetti inerenti alla sfera psico-fisica del paziente prima di decidere l’attività più adatta”.

 

Fibromialgia e attività fisica: come iniziare 

“Come osserviamo, nella nostra esperienza di reumatologi al Galeazzi - Sant’Ambrogio,  per il paziente con fibromialgia, la regola fondamentale è iniziare lentamente e progredire gradualmente. È preferibile svolgere pochi minuti di esercizio in modo regolare piuttosto che sedute intense e sporadiche. 

L’intensità iniziale deve permettere di parlare durante l’attività senza affanno, con una frequenza ideale di 2–3 volte a settimana, aumentando progressivamente. 

E’ consigliabile partire da un programma blando e personalizzato, incrementando gradualmente intensità e durata sotto la supervisione di personale qualificato

I benefici non sono immediati, ma si manifestano progressivamente: è fondamentale comunicare chiaramente questo aspetto al paziente, per evitare frustrazione o l’abbandono dell’attività fisica per percepita inefficacia a breve termine”.

All’inizio, è comune un lieve aumento del dolore o dell’affaticamento nelle 24–48 ore successive, soprattutto nei pazienti con tono muscolare non particolarmente allenato. L’importante è che questi effetti siano transitori e non invalidanti; in caso contrario, l’attività va ridotta e successivamente ripresa con gradualità. 

 

L’importanza di una valutazione specialistica prima di iniziare l’attività fisica

Al Galeazzi-Sant’Ambrogio consigliamo di iniziare con una valutazione clinica che permetta di: 

  • escludere altre condizioni che potrebbero controindicare alcuni tipi di esercizio; 
  • definire il livello di partenza per un programma sicuro e realistico, supportato da fisioterapisti o specialisti dell’esercizio.

“L’attività fisica – sottolineano gli specialisti – non va considerata un’alternativa, ma una componente imprescindibile di un approccio multimodale. Farmaci, educazione del paziente, supporto psicologico e strategie di gestione dello stress lavorano in sinergia con l’esercizio fisico

In alcuni casi, può permettere una riduzione o sospensione dei farmaci, ma questo deve sempre essere valutato dal medico specialista”.

 

Il ruolo centrale dell’attività fisica nel trattamento multidisciplinare della fibromialgia

“Praticare attività fisica è fondamentale e va fatto nel modo giusto. La semplice camminata o, come spesso i pazienti dicono ‘fare i lavori di casa’ o ‘guardare i nipoti’ non costituisce assolutamente attività fisica. L’attività fisica non è una sfida contro il dolore, ma uno strumento per: 

  • riconquistare gradualmente fiducia nel proprio corpo, rafforzarlo e donare elasticità in maniera armonica a tutti i gruppi muscolari; 
  • migliorare la qualità del sonno
  • ridurre i livelli di stress dedicando del tempo a sé stessi. 

Le ricerche più recenti si stanno concentrando su programmi personalizzati, sull’esercizio mind-body e sull’integrazione tra attività fisica e tecnologie digitali, come app o programmi di tele-riabilitazione, che aiutano il paziente a mantenere continuità e motivazione nel tempo, oltre a un costante lavoro in campo farmaceutico per nuove strategie di controllo del dolore cronico” concludono gli specialisti dell’equipe.

Presso l’Unità Operativa di Reumatologia dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, diretta dal prof. Piercarlo Sarzi Puttini, la gestione della fibromialgia si basa su un approccio multidisciplinare e personalizzato, in cui l’attività fisica rappresenta un elemento centrale e imprescindibile del percorso terapeutico.