
Incontinenza urinaria: riconoscerne i tipi e le possibili cure
PUBBLICATO IL 24 FEBBRAIO 2026
L’incontinenza urinaria consiste nella perdita involontaria di urina. Non si tratta di una malattia, ma di una condizione comune che può essere di diversi tipi e insorgere a qualsiasi età, non solo nella fascia anziana della popolazione. In Europa sono oltre 36 milioni le persone colpite da incontinenza urinaria: il 60% sono donne. In Italia il fenomeno riguarda circa 3 milioni di donne e 2 milioni di uomini.
Conviverci non è una cosa semplice perché viene compromessa la qualità di vita e in alcuni casi può diventare un problema invalidante. Ma le soluzioni esistono.
Insieme al dott. Daniele Porru, urologo all’Istituto di Cura Città di Pavia, esperto nelle patologie del tratto urogenitale, conosciamo le diverse tipologie di incontinenza urinaria, le cause e le opzioni di trattamento disponibili.
I tipi di incontinenza urinaria
Esistono diverse forme di incontinenza urinaria:
Incontinenza da sforzo (IUS)
L’incontinenza da sforzo si verifica quando si esercita pressione sulla vescica durante attività come tossire, ridere, fare esercizio fisico o sollevare oggetti pesanti. È dovuta all’indebolimento o alla rottura del legamento pubo-uretrale, ad esempio, in seguito a un trauma da parto.
Incontinenza urinaria da urgenza (IUU)
L’incontinenza urinaria da urgenza è caratterizzata da un'improvvisa e forte urgenza di urinare, tale da non consentire di raggiungere in tempo la toilette con conseguenti perdite involontarie di urina. La causa risiede in un’anomalia dell’innervazione della vescica, che invia all’encefalo un segnale errato di un’urgente necessità di svuotamento della vescica stessa.
Incontinenza urinaria mista (IUM)
L’incontinenza urinaria mista combina sia l'incontinenza da sforzo sia quella da urgenza.
Incontinenza urinaria da rigurgito
L’incontinenza urinaria da rigurgito si verifica quando la vescica non si svuota completamente, portando a perdite di urina.
I gradi di gravità dell’incontinenza urinaria
Comunemente il grado di incontinenza si distingue in:
- lieve;
- medio;
- severo.
Non esiste una classificazione universalmente accettata. Tuttavia, il tipo e la qualità di presidi utilizzati, ad esempio, salvaslip, pannolini semplici o a mutanda, per il controllo delle perdite urinarie rappresenta il discrimine per distinguere la severità dell’incontinenza, il suo impatto nella vita di chi ne soffre.
A cosa è dovuta l’incontinenza urinaria
Le cause dell'incontinenza urinaria sono diverse e includono:
- fattori anatomici come il prolasso degli organi pelvici;
- malattie neurologiche come la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson e ictus;
- infezioni del tratto urinario che possono causare sintomi temporanei di incontinenza;
- farmaci: alcuni medicinali possono influenzare la capacità di controllare la minzione;
- gravidanza, parto e travaglio: in alcuni casi, in seguito a questi eventi si può riscontrare un danno permanente da iperdistensione della fascia pelvica e stiramento delle strutture muscolo-fasciali di sostegno;
- menopausa, per via di una ridotta produzione di estrogeni;
- obesità: la severità dell’incontinenza mostra un’associazione con l'aumento di peso, a causa dell’aumento della pressione addominale.
Le diverse opzioni di cura per l’incontinenza urinaria
Il trattamento dell'incontinenza urinaria dipende dalla causa e dalla gravità della patologia.
Presidi come assorbenti e salvaslip rappresentano la soluzione più utilizzata per la gestione quotidiana dell’incontinenza urinaria. Ma è evidente che non possono risolvere la problematica in maniera valida e definitiva.
I trattamenti per l’incontinenza urinaria di grado lievo o moderato
La terapia conservativa è la prima scelta per la gestione dell'incontinenza urinaria e precede quella farmacologica. I programmi di riabilitazione del pavimento pelvico hanno mostrato buoni risultati:
- nella gestione dell'incontinenza urinaria;
- nel miglioramento della qualità di vita;
- nella riduzione dei sintomi dolorosi.
Se l’incontinenza non è severa, l’apprendimento a gestire lo stimolo minzionale e soprattutto la riabilitazione del pavimento pelvico possono essere utili per rafforzare i muscoli pelvici e migliorane la condizione.
L'utilizzo di tecniche combinate quali terapia comportamentale, elettrostimolazione, biofeedback e coni vaginali possono essere molto valide per gli stadi iniziali della patologia.
Anche la terapia farmacologica può aiutare a controllare l’urgenza della minzione o migliorare la capacità della vescica di trattenere l'urina.
Vediamo di seguito nel dettaglio i trattamenti conservativi specifici per ogni tipologia di incontinenza urinaria.
I trattamenti per l’incontinenza da sforzo
- Fisioterapia pelvica (biofeedback /elettrostimolazione);
- riduzione del peso;
- gestione stipsi e tosse cronica;
- ottimizzazione dei carichi e delle attività;
- Pessari per continenza: dispositivi medici in silicone o gomma, rimovibili, inseriti in vagina al fine di sostenere gli organi pelvici;
- terapia laser (Co2 e ermbium laser), eseguita in ambito ambulatoriale settimanalmente, evidenzia tassi di guarigione-miglioramento superiori al 70%, 6 mesi dopo la fine della terapia. La guarigione completa (nessuna perdita di urina) si verifica in circa il 30% dei pazienti;
- bulking uretrale: procedura chirurgica mininvasiva eseguita in cistoscopia in cui si iniettano sostanze sotto mucosa uretrale per creare spessore, migliorando la chiusura dell’uretra. Indicata in deficit sfinterico lieve-moderato, in pazienti fragili/comorbide, in chi accetta efficacia più modesta, ma minor invasività; frequente necessità di re-trattamenti.
I trattamenti per l’incontinenza da urgenza
- Bladder traning: esercizi per addestrare la vescica a trattenere l’urina più a lungo;
- tens;
- farmaci che riducono la contrazione vescicale: antimuscarinici anche transdermici e betastimolanti.
I trattamenti per l’incontinenza mista
La terapia combina le soluzioni proposte precedentemente in base alla severità dell’incontinenza e alla risposta personale del paziente
Il trattamento per l’incontinenza urinaria di grado severo
Nei casi di incontinenza urinaria di grado severo potrebbe invece essere necessario considerare un intervento chirurgico.
La chirurgia, in particolare quella che prevede gli sling medio-uretrali, è molto efficace per le donne con incontinenza da sforzo refrattaria al trattamento conservativo di tipo riabilitativo. L’intervento consiste nell’inserimento di una piccola protesi (sling) che rappresenta una sorta di piano d'appoggio contro il quale l'uretra viene compressa durante uno sforzo, impedendo la fuoriuscita di urina soprattutto durante le attività che richiedono uno sforzo fisico.
Infine, per i casi più severi e refrattari ad altre cure, può essere considerata l’ipotesi di uno sfintere artificiale.
Se si soffre di incontinenza urinaria, è fondamentale consultare uno specialista per valutare la condizione e le opzioni di trattamento. È bene non esitare nel chiedere aiuto per trovare insieme la soluzione migliore.



