Ernia crurale: come riconoscerla e curarla con l’intervento chirurgico

Ernia crurale: come riconoscerla e curarla con l’intervento chirurgico

PUBBLICATO IL 02 FEBBRAIO 2026

Ernia crurale: come riconoscerla e curarla con l’intervento chirurgico

PUBBLICATO IL 02 FEBBRAIO 2026

Consulta il CV del dott. Montuori, chirurgo dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale del Policlinico San Pietro

Piccola nelle dimensioni ma tutt’altro che banale, l’ernia crurale (detta anche ernia femorale) è una patologia che interessa la regione sottoinguinale e che, se trascurata, può portare a complicanze anche gravi. 

Talvolta confusa con altre forme di ernia o con un linfonodo ingrossato, richiede una diagnosi attenta e un trattamento mirato. Oggi la soluzione è chirurgica, con interventi sicuri ed efficaci che consentono un rapido ritorno alla vita quotidiana. 

Ne parliamo con il dottor Mauro Montuori, chirurgo dell’Unità di Chirurgia Generale e Oncologica del Policlinico San Pietro di Bergamo.

 

Cos’è l’ernia crurale

In generale un'ernia è la fuoriuscita di un organo addominale o di una parte di esso attraverso una debolezza della parete addominale. Le sedi più frequenti sono a livello inguinale, crurale e ombelicale. 

Nel caso dell’ernia crurale, il tessuto endoaddominale si inserisce nell’ostio crurale, un'apertura naturale attraverso cui passano importanti vasi arteriosi e venosi diretti all’arto inferiore. 

Che differenza c'è tra ernia crurale ed ernia inguinale

L’ernia crurale e l’ernia inguinale sono entrambe ernie della regione inguino-femorale, ma si differenziano per sede anatomica, frequenza e caratteristiche cliniche. 

L’ernia inguinale

  • è la forma più comune;
  • si sviluppa a livello del canale inguinale, manifestandosi come una tumefazione sopra il legamento inguinale; 
  • colpisce prevalentemente il sesso maschile;
  • è spesso evidente all’aumento della pressione addominale. 

L’ernia crurale, invece: 

  • è meno frequente;
  • origina dal canale femorale e compare al di sotto del legamento inguinale; 
  • interessa più spesso le donne;
  • può risultare meno evidente all’esame obiettivo. 

Ernia crurale o linfonodo: come distinguerli

Nella regione inguino-femorale, una tumefazione può essere dovuta sia a un’ernia crurale sia all’ingrossamento di un linfonodo, condizioni che possono talvolta essere confuse. 

I linfonodi inguinali aumentati di volume: 

  • si presentano generalmente come noduli di consistenza elastica o dura, ben delimitati;
  • risultano spesso dolenti alla palpazione in caso di infezione o infiammazione; 
  • non modificano le loro dimensioni con i cambiamenti di posizione o con lo sforzo. 

L’ernia crurale, al contrario: 

  • tende ad aumentare di volume quando si sta in piedi o durante colpi di tosse e sforzi;
  • può ridursi spontaneamente in posizione supina; 
  • è in genere non dolente nelle fasi iniziali. 

Inoltre, mentre il linfonodo è una struttura fissa e superficiale, l’ernia crurale ha un’origine più profonda.

 

Le cause dell’ernia crurale 

L’ernia crurale può essere causata da una combinazione di fattori come:

  • l’età; 
  • il sollevamento di pesi;
  • la tosse cronica;
  • rapido calo ponderale.

Si può inoltre verificare anche successivamente alla riparazione di un’ernia inguinale non a causa di errori chirurgici, ma come conseguenza di una variazione delle pressioni intra-addominali. Dopo la risoluzione dell’ernia inguinale e il rinforzo della parete del canale inguinale la pressione intra-addominale può trovare sfogo attraverso una piccola breccia a livello crurale portando alla formazione di una nuova ernia in questa zona. 

Perché le donne sono più colpite rispetto agli uomini

Ai fattori di rischio sopra descritti, comuni per uomini e donne, se ne aggiungono alcuni specifici a seconda del sesso. Nelle donne, in particolare, influiscono:

  • il bacino più ampio rispetto a quello dell’uomo e con una porta femorale naturalmente più ampia;
  • le gravidanze

 

Quali sono i sintomi di un'ernia crurale

I sintomi di un'ernia crurale sono solitamente:

  • una piccola tumefazione o rigonfiamento nella zona immediatamente sottostante l’inguine alla radice della coscia;
  • un dolore alla tumefazione sia a riposo sia dopo sforzi.

 

L’ernia crurale è pericolosa?

Sì, benché più rare delle altre ernie, ad esempio quella inguinale, le ernie crurali possono essere molto pericolose. Il rischio di complicanze, quali lo strozzamento o l’incarceramento, è maggiore poiché il canale femorale è più rigido rispetto a quello inguinale. 

Anche se più piccole, quindi, possono essere molto più rischiose per il paziente.

Ernia crurale incarcerata

Per ernia crurale incarcerata si intende una forma complicata di ernia crurale in cui il contenuto erniario rimane “intrappolato” nel canale femorale e non è più riducibile manualmente o con il cambiamento di posizione. 

L’incarceramento può causare dolore locale, tensione e aumento di volume della tumefazione. 

Ernia crurale strozzata

Se il flusso sanguigno del contenuto erniato viene compromesso, l’ernia incarcerata può progredire verso lo strozzamento, una complicanza grave che richiede un trattamento chirurgico urgente per evitare gravi complicanze, quali perforazione intestinale e peritonite. In questo caso la riduzione o l’interruzione della vascolarizzazione può determinare ischemia, sofferenza e necrosi dei tessuti coinvolti. 

L’ernia crurale strozzata si manifesta con dolore improvviso e intenso, tumefazione dura e dolente, non riducibile, spesso associata a nausea e vomito

 

Quando andare subito in Pronto Soccorso: i sintomi di allarme

È bene recarsi immediatamente in Pronto Soccorso se: 

  • il rigonfiamento appare molto duro, dolente e non rientra spingendolo
  • compaiono nausea e vomito
  • la cute sovrastante l’ernia inizia a diventare rossa o scura

Se non si verificano queste condizioni è invece indicata una visita ambulatoriale specialistica in tempi brevi al fine di programmare un intervento chirurgico risolutivo e prevenire l’insorgenza di complicanze potenzialmente severe.

 

Come avviene la diagnosi di ernia crurale al Policlinico San Pietro

La diagnosi è clinica e richiede un esame obiettivo dello specialista in chirurgia ed un’accurata anamnesi. In casi selezionati potrebbe essere necessaria una ecografia mirata.

 

Come si cura l’ernia crurale al Policlinico San Pietro: l’intervento chirurgico

La cura risolutiva per l’ernia crurale è l’intervento chirurgico. Il trattamento, in anestesia locale o spinale, ha come obiettivo il riposizionamento del tessuto erniato. Attraverso una piccola incisione mirata di pochi centimetri nella zona dell’inguine: 

  • viene riallocato in addome il tessuto erniato;
  • contestualmente viene rinforzata la parete del canale femorale con una sutura o con l’utilizzo di una rete.

L'intervento programmato viene eseguito in regime di:

  • Day Surgery, quindi si torna a casa il giorno stesso; 
  • One Day Surgery, con pernottamento di 1 notte.

 

Quanto tempo richiede il recupero dopo l'intervento chirurgico

Dopo l’intervento si può riprendere la maggior parte delle normali attività

Le uniche limitazioni sono guidare la macchina e fare sforzi eccessivi per le prime 2 settimane al fine di consentire ai tessuti di cicatrizzare consolidando il rinforzo della parete. 

In conclusione, l’ernia crurale o ernia femorale non può guarire da sola e non va sottovalutata a causa delle potenziali gravi complicazioni, pertanto è indispensabile una visita specialistica e un intervento chirurgico per la riparazione del difetto prima che si verifichino problematiche rilevanti.