Stenosi aortica: sintomi e terapie della valvulopatia più diffusa all’Istituto Clinico San Rocco

Stenosi aortica: sintomi e terapie della valvulopatia più diffusa all’Istituto Clinico San Rocco

PUBBLICATO IL 18 MARZO 2026

Stenosi aortica: sintomi e terapie della valvulopatia più diffusa all’Istituto Clinico San Rocco

PUBBLICATO IL 18 MARZO 2026

Leggi il Cv del dott. Coletti, Cardiochirurgo all'Istituto Clinico San Rocco

Negli ultimi anni preoccupa l’ascesa della stenosi aortica, una delle valvulopatie cardiache più diffuse. Si tratta di una patologia in crescita soprattutto nei Paesi occidentali e nella popolazione anziana, il cui aumento dei casi è legato in gran parte all’allungamento dell’aspettativa di vita rispetto al passato. 

Ne parliamo con il Dott. Giuseppe Coletti, Responsabile dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia sez. II dell’Istituto Clinico San Rocco di Brescia.

 

Cos’è la stenosi aortica

La stenosi aortica è una malattia della valvola aortica, che si trova tra il ventricolo sinistro e l'aorta, l'arteria che porta il sangue in tutto il corpo. Tale valvola serve a indirizzare il sangue pompato dal cuore alla periferia, con una funzione antireflusso che evita che lo stesso torni indietro. 

Quando la valvola aortica si ammala, va incontro a un processo di degenerazione calcifica diventando stenotica, cioè ristretta o insufficiente, e il sangue refluisce indietro nel ventricolo sinistro. 

La stenosi aortica interessa soprattutto i pazienti sopra i 65 anni: nella forma severa, il 2% della popolazione ne è affetto, dato che raddoppia sopra i 75 anni.

Perché è così diffusa 

L’aspettativa di vita in Europa è cresciuta in maniera considerevole negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia; in Italia tale aspettativa di vita nel 2024 è stata stimata a 83,4 anni (81,4 per gli uomini e 85,5 per le donne). 

Con la costante crescita della speranza di vita sono, di pari passo, aumentate le patologie, che interessano la terza età e la stenosi valvolare aortica è una di queste. A differenza di altre malattie degenerative, che tendono a cronicizzarsi nell’anziano, la  stenosi aortica può essere trattata con successo e con completa “restitutio ad integrum” del paziente, che potrà così riprendere le sue abituali attività quotidiane.

 

I sintomi della stenosi aortica 

I primi sintomi della stenosi aortica sono: 

  • l’affanno (dispnea) durante uno sforzo; 
  • a volte, il dolore toracico (angina pectoris) sempre dopo sforzo o l’affaticamento. 

Successivamente possono comparire vertigini fino ad arrivare alla perdita di coscienza (sincope). 

Dalla comparsa dei primi sintomi tale patologia, se non trattata, ha una mortalità a 2 anni del 50%. 

 

La diagnosi: come si individua la stenosi aortica

Quando compaiono i sintomi, è, quindi, importante che il paziente si rivolga al medico curante che, visitandolo: 

  • scoprirà un soffio cardiaco; 
  • programmerà un ecocardiogramma.

L’ecocardiogramma è l’unico esame valido per una diagnosi di stenosi valvolare aortica, definendone:

  • il grado di severità;
  • l’indicazione al trattamento chirurgico.

 

L'intervento di sostituzione della valvola aortica 

Una volta che con l’ecocardiogramma si è raggiunta una diagnosi di stenosi valvolare aortica severa, il paziente va indirizzato allo specialista cardiochirurgo o cardiologo interventista, che discuteranno insieme il caso in “Heart Team” per decidere la migliore tecnica da riservare al singolo paziente. 

Nei pazienti in discrete condizioni generali e un’età non molto avanzata, il trattamento di elezione è la sostituzione della valvola aortica con una protesi valvolare con approccio mininvasivo. Esistono 2 tipi di protesi valvolari: 

  • meccaniche, che sono costituite da carbonio pirolitico, durano tutta la vita, ma necessitano di terapia anticoagulante a vita; 
  • biologiche, che sono costituite da pericardio bovino, non necessitano di terapia anticoagulante, ma hanno una durata limitata nel tempo, anche se quelle di ultima generazione possono durare fino a 20 anni. 

 

L’esperienza dell’Istituto Clinico San Rocco nella sostituzione della valvola aortica

Presso l’Istituto Clinico San Rocco, la sostituzione della valvola aortica avviene con: 

  • bioprotesi di ultima generazione;
  • un approccio mininvasivo con ministernotomia, che, rispetto alla chirurgia convenzionale, ha un migliore risultato estetico e riduce il trauma chirurgico facilitando la ripresa postoperatoria. 

Nei pazienti più anziani e più compromessi per le patologie associate, negli ultimi 20 anni è stata sviluppata la tecnica dell’introduzione transcatetere della valvola aortica senza incisioni, ma con una puntura all’inguine attraverso l’arteria femorale (TAVI). 

La valvola viene stretta all’interno di un catetere, che viene fatto risalire dall’arteria femorale fino al punto in cui è posizionata la valvola aortica. In tale sede viene rilasciata la nuova endoprotesi valvolare gonfiando un palloncino. Tale procedura è meno invasiva e, quindi, meno traumatica per un paziente con avanzata età e con altre patologie associate.

Approccio multidisciplinare per la stenosi aortica: il ruolo dell’Heart Team 

Come abbiamo visto, il trattamento della stenosi valvolare aortica richiede sempre un trattamento interventistico e non esiste terapia medica. Risulta, però, fondamentale riservare al singolo paziente la procedura più adeguata alle caratteristiche individuali: età, concomitanza di patologie polmonari, renali, epatiche, ecc. 

Per tali motivi un paziente affetto da tale patologia deve essere discusso in “Heart Team”, che non è altro che un gruppo di  specialisti del cuore composto dal cardiochirurgo, cardiologo clinico, ecocardiografista, emodinamista ed anestesista, che si riuniscono per decidere la strategia più adatta al singolo paziente.