All’Istituto di Cura Città di Pavia, il trattamento mininvasivo di ablazione focale con laser per il tumore della prostata

All’Istituto di Cura Città di Pavia, il trattamento mininvasivo di ablazione focale con laser per il tumore della prostata

PUBBLICATO IL 19 MARZO 2026

All’Istituto di Cura Città di Pavia, il trattamento mininvasivo di ablazione focale con laser per il tumore della prostata

PUBBLICATO IL 19 MARZO 2026

Consulta il CV del dott. Choussos, urologo all’Istituto di Cura Città di Pavia

All’Istituto di Cura Città di Pavia è disponibile l’ablazione focale con laser per il tumore alla prostata, un trattamento mininvasivo che colpisce in modo selettivo solo l’area tumorale, preservando il tessuto sano circostante. 

Si tratta di  una tecnica innovativa introdotta da poco dal dottor Dimitrios Choussos, Responsabile dell’Unità Operativa di Urologia dell’Istituto Clinico Città di Pavia.

 

Il trattamento di ablazione focale con laser per il tumore alla prostata  

Accanto ai trattamenti tradizionali come chirurgia e radioterapia, per il tumore alla prostata oggi è possibile far affidamento anche alla terapia focale, una ablazione interstiziale con laser. Si tratta di una procedura: 

  • mininvasiva; 
  • eseguita per via transperineale; 
  • sotto guida ecografica. 

L’energia termica passando nelle fibre ottiche attraverso aghi molto sottili, raggiunge il nodulo tumorale e lo distrugge. Il calore generato provoca la necrosi delle cellule neoplastiche, con il vantaggio che le aree circostanti rimangono il più possibile intatte.

 

Quando è indicata la terapia focale con laser

L’ablazione focale con laser rappresenta un’alternativa per i pazienti con tumore alla prostata: 

  • che temono di sottoporsi a chirurgia o radioterapia per i possibili effetti collaterali; 
  • con condizioni cliniche che rendono rischioso un intervento chirurgico tradizionale o nei casi in cui l’estensione della lesione non giustifichi un trattamento radicale; 
  • affetti da tumori a bassa aggressività che rifiutano la sorveglianza attiva (un percorso clinico che prevede controlli periodici).

“L’introduzione dell’ablazione focale con laser si inserisce nel più ampio percorso di evoluzione verso una medicina sempre più personalizzata, in cui la scelta terapeutica viene calibrata sulle caratteristiche biologiche del tumore e sulle esigenze del paziente. L’obiettivo non è soltanto curare la malattia, ma farlo con il minor impatto possibile sulla qualità della vita, rispetto ai trattamenti tradizionali, preservando quindi la funzione urinaria, erettile ed eiaculatoria”- afferma il dottor Choussos. 

 

Come si svolge l’ablazione focale con laser per il tumore alla prostata 

L’intervento di ablazione focale per il tumore alla prostata viene effettuato: 

  • in regime di ricovero della durata in genere di 1-2 giorni; 
  • in anestesia locale con sedazione o in anestesia spinale o generale, in base alla valutazione clinica. 

Dopo la procedura è previsto un periodo di monitoraggio con: 

  • controlli clinici; 
  • risonanza magnetica; 
  • eventuali biopsie. 

È importante sottolineare che la procedura, qualora si rendessero necessari, non preclude eventuali trattamenti successivi, chirurgici o radioterapici.

 

Il tumore alla prostata

Il carcinoma della prostata rappresenta il 20% dei tumori più frequenti tra la popolazione maschile. In Italia si registrano ogni anno decine di migliaia di nuovi casi. La prevenzione e la diagnosi precoce possono fare la differenza.

Grazie ai progressi della diagnostica, all’impiego della risonanza magnetica multiparametrica e delle biopsie mirate, è possibile individuare con maggiore accuratezza forme tumorali localizzate, a basso e medio rischio di evoluzione aggressiva.

Seppur spesso asintomatico nelle prime fasi dell’insorgenza, è bene prestare attenzione ad alcuni segnali e sintomi che possono far sospettare la presenza di tumore alla prostata: 

  • dolore/bruciore durante la minzione ed eiaculazione;
  • bisogno di urinare spesso con flusso debole o intermittente; 
  • presenza di ematuria o sangue nello sperma; 
  • disfunzione erettile. 

Tra i fattori di rischio

  • fattori genetici; 
  • familiarità, soprattutto se a soffrirne è il genitore o il fratello; 
  • dieta, povera di fibre e verdure e ricca di grassi.