Sintomi e alimenti da evitare con l'allergia al nichel

PUBBLICATO IL 06 APRILE 2022

L'allergia al nichel è una reazione esagerata del sistema immunitario verso una sostanza estranea all'organismo, in questo caso il nichel. Nella maggior parte dei casi si manifesta con sintomi della pelle come chiazze rosse ruvide e con intenso prurito. Ma può anche provocare fenomeni extra cutanei, come ad esempio disturbi gastrointestinali, urinari, ginecologici e neurologici periferici. 

Si tratta di un problema che riguarda circa il 15-20% della popolazione e può essere scatenato da orecchini, collane e orologi, da altri oggetti metallici come monete e stoviglie o addirittura da alcuni saponi, cosmetici e detersivi. 

Come diagnosticarla? Cosa fare se ne si soffre? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Stefania Milani, responsabile del Servizio di Allergologia del Policlinico San Marco e di Smart Clinic “Le Due Torri” di Stezzano e “Oriocenter”.

Dove si trova il nichel

“Il nichel è un metallo diffuso in natura, in molti alimenti, nell’acqua e in tantissimi oggetti di uso comune - spiega la dottoressa Milani - . Anche se in minime quantità, come previsto dal Regolamento Europeo 1907/2006 REACH, viene utilizzato per:

  • la produzione di articoli di bigiotteria (orecchini, piercing etc.) e accessori (ciondoli, chiavi, occhiali, cinture);
  • oggetti metallici in genere come pentole, stoviglie e monete; 
  • detersivi, saponi e cosmetici (in questo caso la sua assenza deve essere dichiarata sull’etichetta)”.

Gli alimenti che contengono il nichel

 Anche gli alimenti possono contenere nichel. “Particolarmente ricchi di nichel sono:

  • alcuni vegetali e frutti;
  • i prodotti da forno lievitati;
  • il cacao;
  • il tè;
  • i legumi;
  • la frutta secca;
  • gli asparagi;
  • le cipolle e l'aglio
  • gli spinaci;
  • i pomodori; 
  • il pesce azzurro e i molluschi”. 

 

I sintomi

L’allergia al nichel può dare sintomatologie diverse. Una delle manifestazioni più comuni dell’allergia al nichel è la dermatite da contatto, che si scatena, come dice il nome, al contatto con l'allergene. Può, però, manifestarsi anche come sindrome da allergia alimentare sistemica, condizione in cui le manifestazioni cutanee compaiono in sedi diverse da quelle da contatto, scatenata dall’assunzione di alimenti. 

I sintomi extracutanei possono essere:

  • generali: stanchezza, spossatezza e malessere diffuso;
  • gastrointestinali: intenso gonfiore addominale, dolore all'addome spesso con crampi, diarrea o stipsi, afte in bocca, gengiviti;
  • urinari: bruciore, franchi episodi di cistite
  • ginecologici: prurito, perdite, candida ricorrente;
  • perdita di capelli e fragilità delle unghie; 
  • neurologici: cefalea, capogiri e vertigini, formicolii agli arti e crampi.

 

La diagnosi dell’allergia al nichel

“Innanzitutto va distinta l'allergia da contatto e quella sistemica da ingestione di alimenti - precisa la dottoressa Milani - . 

La diagnosi dell’allergia al nichel da contatto

L’allergia al nichel da contatto può comparire a qualsiasi età, in genere dopo un’esposizione prolungata o ripetuta a oggetti contenenti nichel, più raramente al primo contatto. Per sapere se si è allergici innanzitutto è indispensabile una visita specialistica con un’approfondita anamnesi. 

“La conferma della diagnosi è possibile ottenerla attraverso l’esecuzione del patch test - spiega la dottoressa Milani- . L'esame consiste nell’applicazione della sostanza (per un periodo di 72/96ore) sulla schiena mediante un cerotto e nell’analisi delle reazioni locali di ipersensibilità ritardata. In questo modo si riproduce la modalità dell’esposizione al metallo, cioè il contatto cutaneo”.

La diagnosi dell’allergia da ingestione di alimenti

Decisamente più complesso è il problema della diagnosi della sindrome da allergia alimentare sistemica (SNAS). “In questo caso non esiste alcun test specifico se non la sospensione dell'assunzione degli alimenti più frequentemente coinvolti in reazioni avverse, su base statistica nella popolazione degli allergici, per un periodo tra 1 e 3 mesi (a seconda della gravità delle manifestazioni cliniche presentate dallo specifico paziente) e la loro reintroduzione seriata, non sovrapponendo mai gli alimenti fino alla fine della reintroduzione degli stessi”.

 

I consigli dell’allergologo per limitare i fastidi

L’allergologa dà qualche consiglio su cosa fare per limitare i fastidi dell’allergia al nichel sia in caso di dermatite da contatto, sia in caso di allergia alimentare sistemica. 

I consigli in caso di dermatite da contatto

“Nel caso di dermatite da contatto bisogna evitare il contatto con il metallo. E questo vale sia per gli oggetti metallici di uso comune sia per i prodotti per l'igiene personale, detersivi e cosmetici che lo contengono. Sono in commercio pochissime linee di prodotti per l'igiene personale, cosmetici e detersivi certificati a bassissima concentrazione di nichel. 

Per lenire i sintomi si possono usare farmaci quali antistaminici e corticosteroidi per bocca o steroidi applicati in crema sulla pelle, a seconda dell’indicazione dello specialista”, suggerisce la dottoressa Milani.

I consigli in caso di allergia alimentare sistemica

Nel caso invece dell'allergia alimentare sistemica, una delle prime misure è adottare una dieta, dapprima di privazione eliminando tutti gli alimenti che abbiamo visto essere più spesso causa di manifestazioni cliniche, per poi reintrodurli uno a uno in modo da capire quali siano quelli nocivi per il di singolo paziente”.

Oltre a fare attenzione all’alimentazione, buone abitudini per chi soffre di allergia al nichel sono non utilizzare utensili con nichel per la cottura degli alimenti ed evitare il fumo di sigaretta (nelle sigarette il nichel è presente in misura di 1-3 μg).

Perché si ingrassa con l’allergia al nichel

È vero che l’allergia al nichel può favorire un aumento di peso? E nel caso fosse vero, perché succede? “Direi che non è vero. Può tutt’al più verificarsi un aumento di gonfiore e ritenzione idrica”, conclude la specialista. 

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