Artrosi dell’anca: che cos’è, sintomi, terapie e fattori di rischio

PUBBLICATO IL 16 OTTOBRE 2019

L’artrosi dell’anca è una patologia degenerativa dell’articolazione dell’anca provocata da una progressiva alterazione della cartilagine articolare e caratterizzata da dolore anche intenso che coinvolge l’inguine e a volte anche il gluteo, la coscia e il ginocchio.

ll prof. Franco Parente, responsabile dell’Unità Operativa di Ortopedia I-Centro di alta specialità per la Chirurgia Protesica dell'Anca e del Ginocchio all’Istituto Clinico San Siro, ci spiega di cosa si tratta, quali sono i sintomi e le cure:

«L’artrosi dell’anca può essere:

  • primaria per questioni degenerative legate alle articolazioni e all’età;
  • secondaria, quando legata ad un’anca malformata (displasica), ad esiti di traumi, di fratture (es. al collo del femore) che predispongono all’artrosi precoce, ad una patologia reumatica (es. artrite reumatoide) oppure l’esito di una necrosi della testa del femore».

Dolore all’anca: i primi sintomi e gli esami

Quali sono i primi sintomi? «Questa patologia – continua il dottore - si manifesta principalmente con un dolore a livello inguinale che può essere irradiato a livello del gluteo, lungo la coscia e a volte anche fino al ginocchio.

Tant’è vero che spesso ci sono pazienti che arrivano da noi pensando di avere un problema al ginocchio mentre poi si scopre, grazie a un esame obiettivo, essere l’anca. È piuttosto frequente».

Colpisce in genere la popolazione più anziana: «Il target maggiormente – approfondisce il medico - interessato è dalla fascia media di età in avanti».

Tuttavia l’artrosi all’anca può presentarsi anche in persone più giovani: «Per particolari condizioni, come esiti di microtraumi per certi sport, esiti di fratture e così via, si può ricorrere alla protesi anche in soggetti più giovani (30-40-50 anni)».

Quali esami bisogna fare per scoprirla? «La diagnosi di artrosi dell’anca è soprattutto radiografica. La risonanza va effettuata solo nei casi dubbi».

Terapie e rimedi

«Per quanto riguarda i trattamenti, si ricorre a quelli conservativi, nelle fasi iniziali, con applicazioni fisioterapiche, laser, tecar e ultrasuoni; eventualmente, in casi selezionati di artrosi, si può provare a intervenire con terapie biologiche o con i fattori di crescita piastrinici e cellule adipose».

Tutto questo, tuttavia, può essere proposto solamente a pazienti con una situazione artrosica non ancora compromessa: «Qualora si presentasse un paziente con una grave zoppia, un’artrosi conclamata con un quadro radiografico grave, è chiaro che si passa direttamente alla soluzione chirurgica, cioè all’impianto di protesi». 

Come prevenirla e fattori di rischio

Lo stile di vita può influire in maniere incisiva sull’artrite all’anca: «Una scorretta alimentazione, il fumo di sigaretta e il consumo eccessivo di alcol possono peggiorare il quadro di artrosi, infiammando più velocemente le articolazioni» avverte il dottore.

Ma non solo: «Per quanto riguarda la prevenzione - conclude Parente - se ne può parlare tenendo d’occhio, come già detto, i fattori di rischio, prestando una grande attenzione anche al peso corporeo: una dieta troppo ricca, ad esempio, di proteine animali, potrebbe aggredire la cartilagine accelerandone la degenerazione.

L’obesità, invece, rappresenta un’importante problematica perché il peso eccessivo dell’individuo va a incidere sulla salute delle articolazioni, con gravi conseguenze sulla cartilagine».

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