
Obesità sarcopenica: cos’è, come si diagnostica e come si cura
PUBBLICATO IL 10 SETTEMBRE 2026
L’obesità sarcopenica è una condizione clinica complessa, in cui l’eccesso di massa grassa si associa a una riduzione della massa e della forza muscolare. Non si tratta quindi solo di “pesare troppo”, ma di un’alterazione della composizione corporea che può incidere in modo importante sulla salute generale, sulla mobilità e sulla qualità di vita.
Parliamo di questa condizione con il dottor Alessandro Giovanelli, Direttore di INCO - Istituto Nazionale per la Cura dell’Obesità presso l’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano, centro dedicato alla diagnosi e al trattamento multidisciplinare dell’obesità.
Che cos’è l’obesità sarcopenica?
“L’obesità sarcopenica è una condizione in cui convivono 2 problemi apparentemente opposti: da un lato l’aumento della massa grassa, dall’altro la sarcopenia, ovvero la perdita di massa muscolare, forza e performance fisica”, spiega il dottor Giovanelli.
Che cos’è la sarcopenia
La sarcopenia, cioè la perdita della massa e della funzionalità muscolare, è spesso associata all’invecchiamento, ma può comparire anche in persone più giovani, soprattutto in presenza di fattori come:
- obesità;
- sedentarietà;
- diete non equilibrate;
- dimagrimenti rapidi e non controllati.
Il peso corporeo o l’indice di massa corporea, il cosiddetto BMI, non sono infatti sufficienti a descrivere lo stato di salute del paziente: “Una persona può essere normopeso, sovrappeso o obesa, ma allo stesso tempo avere una muscolatura ridotta o poco efficiente.
Questo aspetto è molto importante perché il muscolo non ha solo una funzione meccanica, legata al movimento, ma anche metabolica: contribuisce al controllo della glicemia, al consumo energetico e alla stabilità dell’organismo”, precisa lo specialista.
Obesità sarcopenica: cause e fattori di rischio
Le cause dell’obesità sarcopenica sono multifattoriali. Tra i principali fattori di rischio rientrano:
- sedentarietà e ridotta attività fisica, in particolare attività di rinforzo muscolare;
- alimentazione non equilibrata o diete drastiche, con apporto proteico insufficiente;
- età, alterazioni ormonali e metaboliche, patologie croniche o dimagrimenti rapidi non controllati.
“Uno degli errori più frequenti è pensare che il dimagrimento sia sempre positivo, indipendentemente da come avviene. In realtà, perdere peso senza preservare la massa muscolare può peggiorare la composizione corporea e aumentare la fragilità del paziente”, sottolinea il dottor Giovanelli.
Nei pazienti con obesità, inoltre, l’infiammazione cronica di basso grado, l’insulino-resistenza e alcune comorbidità metaboliche possono contribuire a ridurre la qualità e la funzionalità del tessuto muscolare.
I rischi e le complicanze per la salute
L’obesità sarcopenica può avere conseguenze rilevanti sulla salute generale e sull’autonomia della persona. In particolare, può:
- aumentare il rischio di cadute, fragilità e riduzione della capacità di svolgere le attività quotidiane;
- peggiorare il controllo glicemico, diabete di tipo 2 e sindrome metabolica;
- sovraccaricare le articolazioni e ridurre la tolleranza allo sforzo;
- aumentare il rischio cardiovascolare.
“Il paziente con obesità sarcopenica può trovarsi in una condizione di maggiore vulnerabilità: ha un carico ponderale elevato, ma una struttura muscolare non adeguata a sostenerlo. Questo può incidere sulla postura, sulle articolazioni, sulla capacità di movimento e sul rischio cardiometabolico”, spiega il direttore di INCO.
La diagnosi precoce è quindi fondamentale per impostare un trattamento mirato, capace non solo di favorire la perdita di massa grassa, ma anche di proteggere e recuperare il patrimonio muscolare.
Come si diagnostica l’obesità sarcopenica?
La diagnosi di obesità sarcopenica richiede una valutazione più approfondita rispetto al semplice peso sulla bilancia. È necessario analizzare la composizione corporea, la distribuzione della massa grassa e della massa magra, la forza muscolare e la capacità funzionale del paziente.
La valutazione specialistica
“Durante la valutazione specialistica consideriamo diversi parametri:
- storia clinica;
- andamento del peso;
- abitudini alimentari;
- livello di attività fisica;
- presenza di comorbidità;
- terapie in corso.
A questi elementi possono essere associati esami strumentali e test funzionali utili a misurare in modo più preciso massa muscolare, forza e performance”, chiarisce il dottor Giovanelli.
Gli esami diagnostici
Tra gli strumenti utili per l’inquadramento possono rientrare:
- bioimpedenziometria per valutare la composizione corporea;
- test della forza muscolare, come l’handgrip test, e test funzionali su mobilità, equilibrio e performance;
- esami ematochimici per valutare profilo metabolico, nutrizionale, infiammatorio e ormonale.
“L’obiettivo non è attribuire un’etichetta diagnostica, ma capire qual è il punto di partenza del paziente e costruire un percorso terapeutico sostenibile, personalizzato e misurabile nel tempo”, aggiunge lo specialista.
Come si cura l’obesità sarcopenica all’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio
All’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, INCO – Istituto Nazionale per la Cura dell’Obesità propone un approccio integrato alla cura dell’obesità, basato sulla collaborazione tra diverse figure specialistiche.
Il percorso può coinvolgere chirurghi bariatrici, nutrizionisti, dietisti, endocrinologi, psicologi, con l’obiettivo di costruire una strategia terapeutica su misura.
“La cura dell’obesità sarcopenica non può limitarsi alla perdita di peso - spiega il dottor Giovanelli -. Il trattamento deve puntare alla riduzione della massa grassa, ma anche al mantenimento o recupero della massa muscolare. Per questo servono:
- un piano nutrizionale adeguato;
- un programma di attività fisica mirato;
- terapie farmacologiche o chirurgiche all’interno di un percorso specialistico, quando indicato”.
L’alimentazione deve garantire un corretto apporto proteico e un equilibrio nutrizionale adeguato alle condizioni cliniche del paziente. L’attività fisica deve includere esercizi di rinforzo muscolare, progressivi e personalizzati, associati a un lavoro sulla capacità aerobica e sulla mobilità.
Nei pazienti con obesità severa o con comorbidità metaboliche, può essere presa in considerazione anche la chirurgia bariatrica, dopo un’attenta valutazione multidisciplinare. “La chirurgia dell’obesità non è una scorciatoia, ma uno strumento terapeutico che deve essere inserito in un percorso strutturato. Anche dopo l’intervento, la tutela della massa muscolare resta un obiettivo centrale - precisa lo specialista -.
Il nostro obiettivo è accompagnare il paziente in un cambiamento stabile. Curare l’obesità sarcopenica significa intervenire sul peso, ma soprattutto sulla salute complessiva della persona, restituendo funzione, energia e prospettiva a lungo termine”, conclude il dottor Giovanelli.



