Incontinenza urinaria: a cosa è dovuta e come si cura

Incontinenza urinaria: a cosa è dovuta e come si cura

PUBBLICATO IL 21 SETTEMBRE 2026

Incontinenza urinaria: a cosa è dovuta e come si cura

PUBBLICATO IL 21 SETTEMBRE 2026

Approfondisci l'Unità di Proctologia e Pavimento Pelvico

L'incontinenza urinaria, cioè la perdita involontaria di urina, è uno dei disturbi più comuni e sottovalutati legati al pavimento pelvico. Colpisce milioni di persone, soprattutto donne ma anche uomini, a tutte le età, ed è spesso vissuta con imbarazzo e silenzio, nonostante oggi esistano soluzioni efficaci per la maggior parte dei casi.

Ne parliamo con il Dott. Pietro Muselli, Responsabile della Sezione di Proctologia e Pavimento Pelvico dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio di Milano.

 

I tipi di incontinenza urinaria

"L'incontinenza urinaria non è una malattia in sé, ma il sintomo di un malfunzionamento del sistema che controlla la continenza. Per questo il primo passo è sempre capire quale tipo di incontinenza è presente, perché da questo dipende tutto il percorso successivo", spiega il dott. Muselli.

Esistono diversi tipi di incontinenza urinaria: 

  • incontinenza da sforzo: perdite durante sforzi fisici, tosse, starnuti o risate, dovute a indebolimento del pavimento pelvico o dello sfintere uretrale;
  • incontinenza da urgenza: preceduta da uno stimolo improvviso e incontrollabile a urinare, spesso legato a iperattività del detrusore, cioè la tonaca muscolare liscia che avvolge la vescica;
  • incontinenza mista: combina sforzo e urgenza, frequente dopo la menopausa;
  • incontinenza da overflow: la vescica non si svuota completamente e le perdite avvengono quando è "troppo pieno", spesso per ostruzioni o disturbi neurologici.

 

Le cause dell'incontinenza urinaria

Le cause variano in base al tipo di incontinenza. Tra i fattori più frequenti:

  • gravidanza e parto vaginale;
  • menopausa e conseguente calo degli estrogeni;
  • prolasso degli organi pelvici (POP);
  • interventi chirurgici pelvici o prostatici;
  • obesità;
  • patologie neurologiche (Parkinson, sclerosi multipla, esiti di ictus);
  • diabete;
  • infezioni urinarie ricorrenti;
  • negli uomini, patologie prostatiche o esiti di prostatectomia.

"Nella nostra équipe affrontiamo l'incontinenza urinaria in un'ottica multidisciplinare. Spesso questa si associa a prolassi genitali o disturbi intestinali: valutare il pavimento pelvico nel suo insieme, collaborando con urologi, ginecologi, fisiatri e fisioterapisti, permette di individuare la strategia terapeutica più efficace", racconta lo specialista.

 

I sintomi da non sottovalutare dell’incontinenza urinaria

Anche episodi minimi di incontinenza urinaria, se ricorrenti, meritano un approfondimento: intervenire precocemente rende il trattamento più semplice ed efficace. Tra i sintomi più sottovalutati troviamo infatti:

  • piccole perdite durante sforzi o colpi di tosse;
  • necessità di urinare più spesso;
  • urgenza improvvisa e difficile da controllare;
  • risvegli notturni per urinare.

Le conseguenze sulla vita quotidiana 

L'incontinenza urinaria non è pericolosa per la salute fisica, ma può: 

  • ridurre la qualità di vita; 
  • limitare le attività sociali e sportive; 
  • favorire irritazioni cutanee e infezioni urinarie;
  • influire sulla sfera sessuale, generando ansia ed evitamento.

"Il vero rischio è la rinuncia. Molte persone limitano progressivamente le proprie attività, quando nella maggior parte dei casi disponiamo di soluzioni efficaci", sottolinea il dott. Muselli.

 

Gli esami per diagnosticare l’incontinenza urinaria 

Presso l'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio vengono utilizzate tecnologie diagnostiche avanzate per inquadrare correttamente l'incontinenza urinaria attraverso esami come:

  • urodinamica, esame fondamentale per distinguere i tipi di incontinenza;
  • defecoRMN, risonanza magnetica dinamica per lo studio dei prolassi del pavimento pelvico, a riposo e in fase dinamica;
  • manometria anorettale;
  • ecografia endoanale;
  • valutazione uroginecologica integrata;
  • esame funzionale del pavimento pelvico.

 

Come si cura l’incontinenza urinaria: terapie conservative, farmaci e chirurgia

Il trattamento dell'incontinenza urinaria dipende dalla causa e dalla gravità del disturbo.

Approccio conservativo e riabilitazione del pavimento pelvico

Molte forme lievi di incontinenza urinaria traggono beneficio da un approccio conservativo, che comprende: 

  • rinforzo del pavimento pelvico; 
  • riduzione del peso corporeo;
  • limitazione di caffeina, alcolici e bevande gassate; 
  • regolarizzazione dell'intestino, poichè la stipsi peggiora i sintomi; 
  • bladder training per il controllo dell'urgenza.

La riabilitazione del pavimento pelvico, con fisioterapisti specializzati e supporto di biofeedback ed elettrostimolazione, è il trattamento di prima linea per l'incontinenza da sforzo lieve-moderata.

Farmaci e presidi medici

Per l'incontinenza da urgenza esistono inoltre farmaci che riducono l'iperattività della vescica. "La terapia farmacologica va sempre personalizzata. Non esiste un farmaco valido per tutti: usare quello sbagliato può essere inefficace o peggiorare il quadro", precisa il proctologo.

La chirurgia

Quando le terapie conservative non bastano, l'Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio offre percorsi chirurgici dedicati:

  • per l'incontinenza da sforzo: sling sottouretrali (TVT/TOT), colposospensione laparoscopica o robotica, bulking uretrale (mininvasivo, ambulatoriale);
  • per l'incontinenza da urgenza refrattaria: tossina botulinica intravescicale, neuromodulazione sacrale (SNS), neuromodulazione tibiale percutanea (PTNS);
  • per gli uomini, in caso di incontinenza post-prostatectomia: riabilitazione precoce del pavimento pelvico, sling maschile, sfintere urinario artificiale nei casi più severi.

"Per i prolassi e le forme più complesse ricorriamo a tecniche mininvasive e, quando indicato, alla chirurgia robotica cosiddetta Da Vinci, che garantisce precisione e recupero più rapido", spiega il dott. Muselli.

 

Il percorso per l’incontinenza urinaria al Galeazzi-Sant'Ambrogio

L'incontinenza urinaria non è una conseguenza inevitabile dell'età, della gravidanza o della menopausa: è una condizione che può e deve essere trattata. Presso la Sezione di Proctologia e Pavimento Pelvico del Galeazzi-Sant’Ambrogio, diretta dal dott. Pietro Muselli, il paziente viene seguito con un percorso multidisciplinare, un piano terapeutico personalizzato e un follow-up dedicato, con l'obiettivo di restituire qualità di vita con il trattamento meno invasivo possibile. 

Per maggiori informazioni o per prenotare una visita specialistica visita la pagina dedicata.