
Ipertrofia prostatica benigna: i trattamenti mini-invasivi all'Istituto Clinico Villa Aprica
PUBBLICATO IL 24 SETTEMBRE 2026
All'Istituto Clinico Villa Aprica di Como sono disponibili trattamenti mini-invasivi per l'ipertrofia prostatica benigna (IPB) mediante termoablazione percutanea e la cosiddetta free-hand moving-shot technique, una nuova tecnica di termoablazione con radiofrequenza e microonde.
La particolarità dell'approccio è che la prostata viene raggiunta attraverso una piccola puntura della pelle nella zona perineale, senza passare con gli strumenti attraverso il pene e l'uretra.
Le procedure vengono eseguite sotto guida ecografica dal Prof. Giovanni Mauri, Professore Associato dell'Università degli Studi di Milano e radiologo interventista dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio, e dal Prof. Luca Maria Sconfienza, Responsabile dell'U.O. di Radiologia Diagnostica e Interventistica dello stesso ospedale, in collaborazione con l'Unità Operativa di Urologia dell'Istituto Clinico Villa Aprica, diretta dal Dott. Antonello Paulesu.
Cos'è l'ipertrofia prostatica benigna
L'ipertrofia prostatica benigna è un ingrossamento non tumorale della prostata, la ghiandola che circonda l'uretra subito sotto la vescica. Con l'avanzare dell'età il tessuto prostatico tende ad aumentare di volume e, quando questo accade, può comprimere l'uretra e ostacolare il normale deflusso dell'urina.
Si tratta di una condizione benigna, distinta dal tumore della prostata, che però può incidere in modo significativo sulla qualità della vita se non viene riconosciuta e gestita per tempo.
I sintomi
I sintomi più comuni sono:
- la difficoltà a iniziare la minzione;
- la riduzione della forza del getto urinario;
- la necessità di urinare più frequentemente di giorno e di notte;
- la sensazione di non svuotare completamente la vescica.
"L’ipertrofia prostatica benigna è una condizione con cui, prima o poi, si confrontano molti uomini a partire dai 50 anni - spiega il Dott. Antonello Paulesu, Responsabile dell'Unità Operativa di Urologia dell'Istituto Clinico Villa Aprica -. È importante non sottovalutare i primi segnali, come le difficoltà a urinare o i risvegli notturni, e rivolgersi allo specialista per individuare per tempo il percorso diagnostico e terapeutico più adatto".
La termoablazione percutanea: il trattamento mini-invasivo per ipertrofia prostatica benigna
La termoablazione percutanea si inserisce in questo percorso come una delle possibilità terapeutiche mini-invasive oggi disponibili.
"La termoablazione permette di trattare in modo mirato una parte del tessuto prostatico utilizzando il calore -. spiega il Prof. Mauri -. Raggiungiamo la prostata attraverso una piccola puntura della cute nella zona perineale, cioè tra lo scroto e l'ano, senza introdurre gli strumenti attraverso il pene e l'uretra. Tutta la procedura viene eseguita sotto guida ecografica in tempo reale."
Attraverso un sottile applicatore viene erogata energia mediante radiofrequenza o microonde, generando calore all'interno del tessuto prostatico. Nei mesi successivi il tessuto trattato viene progressivamente riassorbito, con l'obiettivo di ridurre il volume della prostata e migliorare i sintomi urinari.
Quando è indicata la termoablazione
La terapia farmacologica rappresenta spesso il primo trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna. Quando i farmaci non sono sufficienti o non sono ben tollerati, possono essere prese in considerazione diverse opzioni chirurgiche e mini-invasive.
"La termoablazione rappresenta un'ulteriore possibilità per pazienti selezionati -, sottolinea Mauri -. Prima del trattamento valutiamo i sintomi, le dimensioni e l'anatomia della prostata, la flussimetria e il residuo post-minzionale. L'obiettivo non è sostituire gli altri trattamenti, ma poter offrire un'opzione in più al paziente giusto."
I vantaggi della termoablazione percutanea
Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di trattare in maniera mirata il tessuto prostatico cercando di preservare l'uretra e le strutture circostanti.
Tra i principali potenziali vantaggi della termoablazione percutanea nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna:
- nessuna incisione chirurgica;
- accesso attraverso una piccola puntura della cute nella zona perineale, senza passare con gli strumenti attraverso il pene e l'uretra;
- guida ecografica in tempo reale durante il trattamento;
- trattamento mirato, con particolare attenzione alla preservazione dell'uretra e delle strutture circostanti;
- possibilità di eseguire la procedura in anestesia locale, eventualmente associata a sedazione;
- degenza generalmente breve e rapido ritorno alle normali attività;
- possibilità di preservare la funzione eiaculatoria nei pazienti opportunamente selezionati.
"Pianifichiamo il trattamento mantenendo un margine di sicurezza rispetto all'uretra, al collo della vescica e alle altre strutture delicate -, spiega il Prof. Mauri -. Questo può essere particolarmente interessante nei pazienti nei quali sia importante cercare di preservare anche la funzione eiaculatoria."
Una nuova tecnica di termoablazione per maggiore precisione
L'esperienza con l'approccio percutaneo alla prostata risale a quasi dieci anni fa, quando il Prof. Mauri è stato tra gli autori di uno dei primi studi clinici sulla termoablazione prostatica transperineale.
Più recentemente, il gruppo ha ripreso e sviluppato questo approccio utilizzando radiofrequenza e microonde, proponendo una nuova modalità di trattamento, la cosiddetta free-hand moving-shot technique, pubblicata su Cardiovascular and Interventional Radiology.
“Con questa tecnica possiamo spostare progressivamente l'applicatore sotto controllo ecografico - aggiunge il Prof. Mauri -, adattando con maggiore precisione l'area di trattamento alla forma e alle dimensioni della prostata di ciascun paziente e mantenendo sotto controllo le strutture che vogliamo preservare.”.
La disponibilità di una tecnologia che consente di utilizzare sia radiofrequenza sia microonde permette, inoltre, di adattare ulteriormente la strategia di trattamento alle caratteristiche del singolo caso.
La collaborazione tra l'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio e l'Istituto Clinico Villa Aprica
Il programma nasce dalla collaborazione tra i radiologi interventisti dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio, Prof. Giovanni Mauri e Prof. Luca Maria Sconfienza, e l'Unità Operativa di Urologia dell'Istituto Clinico Villa Aprica, guidata dal Dott. Antonello Paulesu.
"La collaborazione con la Radiologia Interventistica ci permette di ampliare le possibilità di cura per i nostri pazienti, scegliendo caso per caso la soluzione più adatta alle caratteristiche cliniche e alle esigenze della persona - sottolinea il Dott. Paulesu -. Una valutazione multidisciplinare accurata resta il punto di partenza per indirizzare ogni paziente verso il percorso più opportuno."
"La collaborazione tra Radiologia Interventistica e Urologia è fondamentale - conclude il Prof. Mauri -. Ogni paziente viene valutato per individuare, tra le diverse possibilità oggi disponibili, il trattamento più appropriato per le sue caratteristiche".
Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata



