Maculopatia e prevenzione: al Policlinico San Pietro il percorso dedicato per proteggere la vista

Maculopatia e prevenzione: al Policlinico San Pietro il percorso dedicato per proteggere la vista

PUBBLICATO IL 09 OTTOBRE 2026

Maculopatia e prevenzione: al Policlinico San Pietro il percorso dedicato per proteggere la vista

PUBBLICATO IL 09 OTTOBRE 2026

Scopri l’Unità di Oculistica del Policlinico San Pietro

Tra le patologie oculari che più frequentemente possono compromettere la vista c'è la maculopatia, un insieme di malattie che colpiscono la macula, cioè la porzione centrale della retina responsabile della visione. Tra queste, la maculopatia senile detta anche degenerazione maculare legata all'età (AMD) è una delle principali cause di perdita della visione centrale nelle persone over 65.

Una diagnosi di maculopatia non equivale necessariamente a una perdita inevitabile della vista. I progressi medici e scientifici hanno reso disponibili trattamenti in grado, in molte situazioni, di rallentare l'evoluzione della malattia e preservare la funzione visiva. Il fattore decisivo resta la prevenzione, intesa anche come diagnosi precoce. Parliamo con il dottor Loris Belotti, responsabile dell’Unità di Oculistica del Policlinico San Pietro, del percorso di prevenzione e diagnosi precoce della maculopatia al Policlinico San Pietro.

 

Che cos'è la maculopatia e quali sono i fattori di rischio

La maculopatia comprende diverse patologie che interessano la macula, ovvero l'area della retina deputata alla visione centrale. Quando questa struttura si danneggia, attività come leggere, scrivere, guidare o riconoscere un volto possono diventare progressivamente più difficili, mentre la visione periferica generalmente rimane conservata.

La tipologia di maculopatia più frequente è quella senile, che si distingue in atrofica ed essudativa.

Altra tipologia di maculopatia è quella legata al diabete e quella associata a problemi vascolari in particolare alle occlusioni o trombosi venose retiniche. La miopia elevata a volte sfocia in maculopatie degenerative neovascolari. Anche l’assunzione di farmaci, specialmente quelli utilizzati nella terapia di patologie reumatiche può portare a maculopatie specifiche come quella da accumulo di Clorochina.

Il principale fattore di rischio per l’insorgenza della maculopatia è l’avanzamento dell'età, ma non è l'unico. Tra gli altri ci sono:

  • familiarità;
  • diabete;
  • ipertensione;
  • dislipidemia;
  • miopia elevata;
  • fumo;
  • farmaci;
  • esposizione prolungata alla luce solare.

 

La prevenzione della maculopatia: le buone abitudini di vita e i controlli

Pur non essendo possibile modificare alcuni fattori, come la predisposizione genetica o l'età, adottare corrette abitudini di vita rappresenta un importante alleato per la salute degli occhi.

Spiega lo specialista: "Il fumo è uno dei principali fattori di rischio modificabili. Smettere di fumare, controllare pressione arteriosa, glicemia e colesterolo e seguire una dieta equilibrata non protegge solo il cuore, ma contribuisce anche a mantenere in salute la retina”.

Altri importanti alleati della prevenzione sono i controlli oculistici: “La macula rappresenta una porzione molto piccola della retina, ma svolge una funzione fondamentale. Anche alterazioni inizialmente limitate possono compromettere la qualità della visione e rendere difficili le attività quotidiane. Per questo è importante non sottovalutare i controlli oculistici, soprattutto con l'avanzare dell'età” avverte il dottor Belotti.

 

I sintomi da non ignorare

Nelle fasi iniziali la maculopatia può non dare segni di sé o problemi. È proprio questa caratteristica a rendere fondamentale la prevenzione. Quando la malattia progredisce possono comparire:

  • visione centrale offuscata;
  • difficoltà nella lettura;
  • linee dritte che appaiono ondulate o deformate;
  • ridotta percezione dei dettagli;
  • una macchia scura al centro del campo visivo.

In presenza di questi sintomi è importante rivolgersi tempestivamente allo specialista oculista.

"Molti pazienti arrivano alla visita quando la vista è già compromessa. L'obiettivo, invece, è intercettare la malattia prima della comparsa dei sintomi, perché è in questa fase che possiamo fare la differenza", sottolinea lo specialista. 

 

Il percorso di prevenzione e diagnosi precoce della maculopatia al Policlinico San Pietro

La prevenzione della maculopatia passa dai controlli oculistici periodici che comprendono:

  • visita specialistica oculistica completa con esame del fondo oculare;
  • eventuali esami strumentali come la tomografia a coerenza ottica con angioscopia (aOCT) e la fluorangiografia retinica, quando indicati.

Per questo il Policlinico di Ponte San Pietro ha strutturato un percorso di prevenzione e diagnosi precoce della maculopatia. Il percorso inizia con una visita oculistica specialistica, accessibile in regime privato, in convenzione o tramite Servizio Sanitario Nazionale, durante la quale il medico: 

  • raccoglie l'anamnesi;
  • valuta la funzione visiva; 
  • esegue la tonometria oculare e l'esame del segmento anteriore dell’occhio e del fondo oculare.

Gli esami strumentali

Quando necessario l'iter diagnostico viene completato con esami strumentali di approfondimento, come la tomografia a coerenza ottica (OCT) e l’angioscopia, che consentono di ottenere immagini ad alta definizione della macula, e con altri accertamenti specifici indicati in base al quadro clinico.

"L'OCT è un esame rapido, non invasivo e altamente preciso che ci permette di osservare la macula nei minimi dettagli. È uno strumento fondamentale per stadiare precocemente la malattia, monitorarne l'evoluzione e valutare la risposta alle terapie. La fluorangiografia retinica permette, iniettando in vena un mezzo di contrasto, di studiare anche la circolazione retinica", spiega il dottor Belotti.

 

Le terapie per la maculopatia al Policlinico San Pietro

Una volta confermata la diagnosi, lo specialista definisce il percorso terapeutico più appropriato, personalizzato in funzione della forma di maculopatia e del suo stadio. Il trattamento della maculopatia varia in base alla causa e alla forma della malattia. Il Policlinico San Pietro mette a disposizione terapie sempre più efficaci grazie alle quali, in molti casi, si riesce a rallentarne la progressione, preservando così la funzione visiva.

Trattamento della maculopatia senile atrofica

“Nella degenerazione maculare legata all'età è importante distinguere tra la forma secca e quella umida. Per la forma secca, detta anche atrofica, non è ancora disponibile una terapia risolutiva, ma il controllo dei fattori di rischio e specifici integratori assunti per via orale possono contribuire a rallentarne l'evoluzione” sottolinea il dottor Belotti. 

Gli stessi integratori possono raggiungere direttamente la retina attraverso un trattamento di recente avvento, la iontoforesi retinica (o iontoforesi sclerale, nota anche come Iontoretina). “Si tratta di un trattamento ambulatoriale mini-invasivo che utilizza una micro-corrente elettrica a bassissimo voltaggio per veicolare principi attivi, come la luteina, direttamente all'interno dell'occhio e sulla macula” spiega lo specialista. 

Trattamento farmacologico della maculopatia senile essudativa

“La forma umida detta anche essudativa, invece, può essere trattata con farmaci chiamati anti-VEGF che vengono somministrati mediante iniezioni intravitreali, che permettono di bloccare la crescita di vasi sanguigni anomali responsabili del danno alla macula. 

Oggi disponiamo di terapie che hanno cambiato radicalmente la prognosi di molte forme di maculopatia essudativa. Tuttavia, nessun trattamento può recuperare il tessuto retinico già danneggiato: ecco perché arrivare precocemente alla diagnosi è il presupposto fondamentale per ottenere i migliori risultati".

 

Il follow-up

Nei casi in cui sia indicato un trattamento, il paziente viene seguito anche durante il follow-up, con controlli periodici finalizzati a monitorare l'evoluzione della malattia, valutare l'efficacia della terapia ed eventualmente modificarla nel tempo.