Il percorso del paziente al Centro CORA per le protesi di anca e ginocchio

Il percorso del paziente al Centro CORA per le protesi di anca e ginocchio

PUBBLICATO IL 27 OTTOBRE 2026

Il percorso del paziente al Centro CORA per le protesi di anca e ginocchio

PUBBLICATO IL 27 OTTOBRE 2026

Richiedi una visita ortopedica privata con il dott. Costa del Policlinico San Marco

Per una protesi di anca o di ginocchio, l’intervento chirurgico è solo una delle tappe di un percorso che comincia prima dell’ingresso in sala operatoria e prosegue fino al recupero dell’autonomia. 

Presso il nuovo centro di chirurgia protesica del Policlinico San Marco, CORA (Chirurgia Ortopedica Robotica Articolare), l’assistenza è organizzata per accompagnare il paziente nelle diverse fasi, dalla preparazione all’intervento fino alla riabilitazione, attraverso il lavoro coordinato di diverse professionalità.

Alla base del percorso c’è una visione della chirurgia protesica che considera l’intervento non come un momento isolato, ma come parte di un processo più ampio. È il principio della chirurgia dinamica, un approccio che mette al centro il paziente e che integra preparazione, intervento e recupero, con l’obiettivo di ridurre l’impatto della chirurgia e favorire un ritorno progressivo e rapido alla mobilità e all’autonomia. 

“Quando un paziente arriva alla chirurgia protesica, non dobbiamo occuparci soltanto dell’articolazione che deve essere sostituita. Dobbiamo prepararlo all’intervento e, nello stesso tempo, impostare già le fasi successive, che lo porteranno a recuperare movimento e autonomia”, sottolinea il dottor Vittore Costa, responsabile del Centro CORA del Policlinico San Marco di Zingonia (BG), che ci spiega come funziona il percorso presso il centro.

 

Come inizia il percorso del paziente al Centro CORA: valutazione e preparazione 

Il percorso inizia dalla valutazione del paziente e dalla preparazione alla chirurgia. “Ogni paziente viene valutato considerando non solo la patologia articolare, ma anche le proprie caratteristiche cliniche, funzionali e personali. La preparazione all’intervento rappresenta un momento fondamentale per arrivare alla chirurgia nelle migliori condizioni possibili e per favorire un recupero più rapido ed efficace”.

In particolare, la preparazione può includere:

  • alimentazione e valutazione nutrizionale;
  • aspettative e obiettivi del paziente;
  • riabilitazione prima dell’intervento.

Alimentazione e valutazione nutrizionale

Un’attenzione specifica è dedicata anche all’alimentazione. Quando necessario, il nutrizionista fornisce indicazioni personalizzate per: 

  • contribuire a ottimizzare lo stato nutrizionale prima dell’intervento;
  • sostenere il recupero nella fase successiva. 

La valutazione nutrizionale permette di individuare eventuali aspetti da correggere e di fornire indicazioni personalizzate per arrivare all’intervento nelle migliori condizioni fisiche possibili. La preparazione riguarda anche il mantenimento della massa e della funzionalità muscolare, elementi importanti per affrontare la chirurgia e il successivo percorso di recupero. 

Aspettative del paziente e obiettivi

Inoltre, è importante considerare  anche le aspettative del paziente. Il recupero dopo una protesi non è uguale per tutti e gli obiettivi possono essere diversi: riprendere le normali attività quotidiane, tornare a camminare senza limitazioni o, per chi pratica attività fisica, tornare progressivamente allo sport.

“È importante parlare con il paziente prima dell’intervento anche di quello che succederà dopo – sottolinea Costa –. Il paziente deve sapere quali saranno le diverse fasi del recupero e quali obiettivi è realistico porsi, in relazione alle sue condizioni e al tipo di intervento”.

La riabilitazione prima dell’intervento

La preparazione, inoltre, può comprendere una riabilitazione preoperatoria, o pre-habilitation, finalizzata a migliorare le condizioni funzionali del paziente prima della chirurgia. Il lavoro può concentrarsi sulla forza e sulla mobilità, sull’equilibrio e sulla propriocezione, oltre che sull’educazione del paziente rispetto a ciò che dovrà affrontare dopo l’intervento. 

 

Il ruolo della Case manager: coordinamento e continuità nelle diverse fasi del percorso

Una figura importante nell’organizzazione del percorso è il Case Manager, che rappresenta un riferimento per il paziente e favorisce il coordinamento tra le diverse professionalità coinvolte e la continuità. Il suo ruolo è: 

  • facilitare la comunicazione;
  • contribuire a mantenere la continuità tra le diverse fasi, dalla preparazione al ricovero fino al periodo successivo all’intervento.

In questo modo il paziente  viene seguito all’interno di un percorso organizzato e non deve orientarsi autonomamente tra momenti e professionisti diversi.

“La Case Manager ci permette di mantenere una continuità nel percorso e di avere un riferimento anche per gli aspetti che vanno oltre il singolo momento clinico”, spiega il dottor Costa.

 

Un’équipe multidisciplinare al fianco del paziente

Il percorso coinvolge diverse professionalità che lavorano in sinergia: ortopedici, anestesisti, infermieri, fisioterapisti e gli altri professionisti sanitari coinvolti nel processo di cura.

“L'obiettivo è condiviso: non prendersi cura soltanto dell’articolazione da sostituire, ma della persona nel suo insieme, tenendo conto delle sue condizioni cliniche, delle sue capacità motorie e delle esigenze legate al ritorno alla vita quotidiana.

La multidisciplinarietà, in questo senso, non consiste semplicemente nella presenza di più professionisti, ma nella loro integrazione nelle diverse fasi del percorso, con l’obiettivo di garantire continuità tra preparazione, intervento e recupero”, continua lo specialista.

 

Mobilizzazione precoce: la fisioterapia inizia già in sala operatoria

Uno degli aspetti caratterizzanti del percorso è il coinvolgimento del fisioterapista già in sala operatoria.

“Quando le condizioni cliniche lo consentono, la mobilizzazione viene avviata precocemente nelle fasi immediatamente successive all’intervento. Il fisioterapista può così intervenire fin dall’inizio sul recupero funzionale e impostare i primi passaggi della riabilitazione. 

Questo approccio consente di iniziare fin da subito il recupero funzionale, favorendo il riequilibrio della muscolatura e il corretto recupero del movimento. L’intervento chirurgico rappresenta quindi non un punto di arrivo, ma l’inizio immediato del percorso riabilitativo”.

 

Dalla mobilizzazione al recupero dell’autonomia: le ultime fasi del percorso al Centro CORA

La mobilizzazione precoce si inserisce in un programma riabilitativo strutturato e personalizzato, finalizzato a recuperare progressivamente movimento, forza muscolare e autonomia.

Dopo l’intervento, il percorso prosegue con la fisioterapia e con una mobilizzazione progressiva. Gli obiettivi vengono definiti in relazione alle condizioni del paziente e comprendono il recupero del movimento, della forza e della capacità di svolgere in sicurezza le attività quotidiane.

Nelle prime fasi il lavoro può concentrarsi sui gesti più semplici, come alzarsi, camminare, utilizzare correttamente eventuali ausili, per arrivare progressivamente a una maggiore autonomia.

Anche il controllo del dolore e la sicurezza durante la mobilizzazione fanno parte del percorso, perché permettono al paziente di partecipare attivamente alla riabilitazione.

I tempi di recupero possono variare in funzione dell’intervento, delle condizioni generali e del livello di attività precedente alla chirurgia. Per questo il percorso riabilitativo viene adattato alle caratteristiche individuali, con l’obiettivo di favorire la ripresa progressiva delle attività quotidiane e, quando clinicamente appropriato, delle attività sportive.

“La collaborazione tra équipe chirurgica, fisioterapica e assistenziale permette di costruire un percorso coerente e continuo, nel quale ogni fase è collegata alla successiva – conclude Costa –. Preparare il paziente prima dell’intervento, organizzare il ricovero e iniziare precocemente la riabilitazione significa lavorare fin dall’inizio per il recupero che vogliamo ottenere”.