Sindrome post-trombotica, di cosa si tratta e come si cura

Sindrome post-trombotica, di cosa si tratta e come si cura

PUBBLICATO IL 24 MARZO 2026

Sindrome post-trombotica, di cosa si tratta e come si cura

PUBBLICATO IL 24 MARZO 2026

Consulta il CV della dott.ssa Dossena, chirurgo vascolare dell’Istituto di Cura Città di Pavia

La sindrome post-trombotica (SPT) è una delle conseguenze più frequenti e invalidanti della trombosi venosa profonda (TVP). Meno conosciuta, ma altrettanto rilevante, può comportare dolore, gonfiore e pesantezza alle gambe.

Ne parliamo con la dott.ssa Alessia Dossena, Chirurgo vascolare, Responsabile Vein&Derma Clinic dell’Istituto di Cura Città di Pavia

 

Cos’è la sindrome post-trombotica

La sindrome post trombotica (SPT) è una condizione cronica che può comparire mesi o anni dopo un episodio di trombosi venosa profonda agli arti inferiori.

Ancora oggi viene troppo spesso sottovalutata, diagnosticata tardi o sminuita e considerata un ‘male minore’: “Circa il 50% delle persone che hanno avuto una trombosi venosa profonda agli arti inferiori soffre di Sindrome post - trombotica - spiega la dottoressa -.

È il risultato di un danno irreversibile alle vene: il trombo, anche quando si risolve, può compromettere la funzionalità delle valvole venose. Il sangue fatica così a risalire verso il cuore, ristagna nelle gambe e provoca un aumento della pressione all’interno delle vene con conseguente stravaso di liquidi nei tessuti”.

 

I sintomi della sindrome post-trombotica

I sintomi iniziali della sindrome post-trombotica possono iniziare in modo subdolo con: 

  • pesantezza alle gambe; 
  • gonfiore serale; 
  • dolore sordo; 
  • crampi notturni; 
  • prurito; 
  • senso di tensione cutanea. 

Con il tempo, però, la situazione può peggiorare e compaiono altri sintomi: 

  • la pelle cambia colore, diventa più fragile
  • possono apparire eczemi, indurimenti sottocutanei
  • nei casi più gravi, ulcere venose croniche, difficili da curare e fortemente invalidanti. 

Camminare, stare in piedi, lavorare o semplicemente vivere una giornata normale può diventare una sfida quotidiana.

Uno degli aspetti più problematici della sindrome post-trombotica è la sua invisibilità. Non sempre lascia segni evidenti all’inizio, e il dolore o il gonfiore vengono spesso minimizzati, sia da chi ne soffre sia da chi ascolta: “è solo circolazione”, “è l’età”, “passerà”. Ma la SPT non passa da sola. È una condizione cronica, che può peggiorare se non riconosciuta e trattata adeguatamente.

 

Complicanze della sindrome post-trombotica e impatto sulla qualità della vita 

L’impatto sulla qualità della vita è importante. Studi dimostrano che le persone con sindrome post-trombotica moderata o grave presentano: 

  • limitazioni funzionali; 
  • riduzione dell’autonomia; 
  • difficoltà lavorative; 
  • disagio psicologico. 

Il dolore cronico e l’aspetto delle gambe possono influenzare l’immagine corporea, le relazioni sociali e l’umore, andando ad impattare sulla qualità della vita.

 

Cura e prevenzione della sindrome post-trombotica

Prevenire e gestire la sindrome post-trombotica è possibile. Il primo passo è la corretta gestione della trombosi acuta attraverso: 

  • una terapia anticoagulante adeguata;
  • controlli periodici dallo specialista. 

Fondamentale è anche l’uso corretto delle calze elastiche medicali, quando indicate, e uno stile di vita che favorisca il ritorno venoso: movimento regolare, camminate quotidiane, controllo del peso, evitare la sedentarietà prolungata.

Una diagnosi precoce della SPT consente interventi mirati

  • fisioterapia vascolare;
  • terapie compressive personalizzate; 
  • trattamento delle lesioni cutanee; 
  • in casi selezionati, procedure interventistiche. 

“Ma perché tutto questo accada – dichiara la dott.ssa Dossena - serve consapevolezza. Da parte dei pazienti, che devono sapere che dopo una trombosi è necessario un follow-up a lungo termine. Da parte dei medici, che devono ascoltare i sintomi e non liquidarli come disturbi minori. Da parte del sistema sanitario, che deve riconoscere la sindrome post-trombotica come una condizione cronica meritevole di attenzione, risorse e percorsi dedicati. Parlare di sindrome post-trombotica significa parlare di qualità della vita. Significa ricordare che la cura non finisce quando il trombo si dissolve, ma continua nel tempo”.

La sindrome post-trombotica deve essere conosciuta da tutti, perché solo ciò che è visibile può essere curato davvero.