Asma bronchiale: sintomi, diagnosi di precisione e nuove terapie per tornare a respirare

Asma bronchiale: sintomi, diagnosi di precisione e nuove terapie per tornare a respirare

PUBBLICATO IL 16 FEBBRAIO 2026

Asma bronchiale: sintomi, diagnosi di precisione e nuove terapie per tornare a respirare

PUBBLICATO IL 16 FEBBRAIO 2026

Consulta il cv del dott. Bizzi, medico allergologo ed immunologo al Policlinico San Marco di Bergamo

L’asma bronchiale, o più semplicemente asma, è una delle patologie infiammatorie croniche più diffuse, capace di condizionare pesantemente le attività quotidiane e il sonno. 

“Il respiro è il gesto più naturale del mondo, eppure per chi soffre di asma può diventare un peso quotidiano. Molti pazienti convivono con sintomi persistenti, convinti che la tosse, il fischio al petto o il fiato corto siano ‘normali’ o che la soluzione sia esclusivamente l’uso dell’inalatore al bisogno. 

Tuttavia, oggi la medicina ha fatto notevoli passi avanti: grazie a diagnosi di precisione e terapie personalizzate, il controllo fino alla scomparsa dei sintomi è un obiettivo concreto così come recuperare una normale qualità di vita”.

Approfondiamo l’argomento insieme al dottor Emanuele Bizzi, medico allergologo ed immunologo dell’Unità Operativa di Medicina Generale del Policlinico San Marco, Ricercatore in Medicina Interna presso l’Università Vita-Salute San Raffaele.

 

Cos’è l’asma bronchiale

“L’asma è una condizione cronica che colpisce le vie aeree (i bronchi), rendendole eccessivamente sensibili e portandole a infiammarsi e a restringersi in risposta a vari stimoli. Questo processo ostacola il normale passaggio dell'aria, causando difficoltà respiratorie” spiega lo specialista. 

Non esiste però un'unica forma di asma, ma tanti "volti" diversi di questa patologia, ognuno con caratteristiche biologiche differenti. Oggi la medicina considera l’asma come una sindrome eterogenea, cioè un insieme di condizioni che condividono sintomi simili, ma che hanno cause, meccanismi infiammatori e risposte alle terapie differenti. Le diverse forme di asma possono variare in base a:

  • età di insorgenza; 
  • fattori scatenanti; 
  • tipo di infiammazione delle vie aeree; 
  • gravità dei sintomi. 

Riconoscere il tipo di asma è fondamentale per impostare un trattamento personalizzato ed efficace, migliorando il controllo della malattia e la qualità di vita del paziente.

Chi colpisce l’asma

L’asma può colpire:

  • bambini e adolescenti, spesso in associazione ad allergie;
  • adulti, in cui può manifestarsi anche in assenza di una storia allergica pregressa;
  • sportivi, con forme specifiche legate allo sforzo fisico;
  • pazienti con comorbidità, come reflusso gastroesofageo o obesità, che possono aggravare il quadro clinico. Il reflusso, in particolare, può irritare direttamente le vie aeree e stimolare riflessi nervosi in grado di provocare broncospasmo.

 

Sintomi principali dell’asma

“I segnali inviati dall'organismo possono variare per intensità e frequenza - sottolinea il dottor Bizzi -, ma i sintomi dell’asma bronchiale più comuni includono:

  • fame d’aria (dispnea), specialmente sotto sforzo o durante la notte;
  • respiro sibilante o fischi durante l’espirazione;
  • tosse secca e stizzosa, spesso persistente;
  • senso di costrizione al petto, come un peso che impedisce l'inspirazione profonda”.

 

Cause e fattori scatenanti dell’asma

L'asma si sviluppa per una combinazione di predisposizione genetica e fattori ambientali. I principali "trigger", ovvero elementi scatenanti, sono:

  • allergeni inalanti (acari, pollini, muffe, derivati epiteliali di animali). In questo caso si parla di asma allergica, la forma di asma più frequente, soprattutto nell’infanzia e nei giovani adulti, causata da una reazione del sistema immunitario a sostanze normalmente innocue e spesso associata ad altre malattie allergiche, come rinite o congiuntivite;
  • inquinamento atmosferico e fumo di sigaretta;
  • infezioni virali delle vie respiratorie;
  • variazioni climatiche, come l'esposizione al freddo improvviso;
  • stress psicofisico.

 

Come capire se si ha l’asma: la diagnosi di precisione

Oggi non ci si limita più a diagnosticare "l'asma", ma si punta alla endofenotipizzazione. Questo significa identificare l'esatta “impronta digitale” della malattia nel singolo paziente per capire quali molecole infiammatorie siano attive. 

Il percorso diagnostico di precisione prevede:

Spirometria avanzata con test di reversibilità

La spirometria avanzata con test di reversibilità misura con esattezza i volumi polmonari e la risposta dei bronchi ai farmaci. 

“Non si tratta di un semplice esame del soffio, ma di uno studio approfondito dei volumi polmonari. Il test di reversibilità con broncodilatatore permette di documentare oggettivamente l’ostruzione dei bronchi e la loro capacità di recupero, parametro essenziale per una terapia efficace” osserva lo specialista.

Diagnostica allergologica completa

I principali test allergologici sono il Prick Test (cutaneo) e il RAST Test (prelievo ematico) che servono per mappare le sensibilizzazioni. 

“Oltre ai test cutanei immediati, nel nostro ambulatorio utilizziamo anche la diagnostica molecolare su sangue per analizzare le singole proteine allergeniche, distinguendo tra sensibilizzazioni lievi e rischi di reazioni severe”.

Diagnostica per immagini

La diagnostica per immagini, come la TC del Torace ad alta risoluzione (HRCT), è fondamentale per studiare l'anatomia dei bronchi e del tessuto polmonare. 

“Grazie alle immagini ad altissima definizione, siamo in grado di studiare le pareti dei bronchi e il tessuto polmonare (interstizio), escludendo altre patologie che possono mimare o complicare l'asma, come bronchiectasie o enfisema” continua il dottor Bizzi.

Biomarcatori dell'infiammazione

I biomarcatori dell’infiammazione sono test specifici per misurare il grado di infiammazione allergica o eosinofila delle vie aeree. 

“Il biomarcatore principale misurato è l’ossido nitrico esalato, che indica in tempo reale il grado di infiammazione ‘attiva’ nei bronchi, permettendo di calibrare i farmaci con estrema accuratezza”.

 

L’approccio internistico e lo studio delle comorbidità legate all’asma

L'asma non deve essere trattata come una patologia isolata. “Un pilastro della cura moderna è la presa in carico globale del paziente con uno sguardo internistico. È fondamentale indagare e gestire le patologie correlate (comorbidità) che possono rendere l'asma difficile da controllare” evidenzia l’esperto.

Tra queste le più comuni sono:

  • rinite e poliposi nasale: l’infiammazione delle alte vie influisce direttamente sui polmoni;
  • reflusso gastroesofageo: l'acidità risalente può irritare i bronchi e scatenare la tosse;
  • disturbi metabolici e del sonno: apnee notturne o obesità complicano la meccanica respiratoria, appesantendo il lavoro del diaframma e peggiorando la dispnea.

 

Come si cura l’asma: dai farmaci standard a quelli biologici

“Il trattamento dell’asma mira a spegnere l’infiammazione e a prevenire le crisi”. Anche se l’asma non “sparisce” e la predisposizione resta, nella maggior parte dei casi può essere controllata molto bene fino alla remissione clinica, ovvero una fase con assenza di sintomi e ridotto bisogno di farmaci. 

Oltre ai tradizionali inalatori (corticosteroidi e broncodilatatori), oggi la vera rivoluzione è rappresentata dalla personalizzazione della cura che si può attuare grazie a diverse terapie:

  • terapie biologiche, indicate per i pazienti con asma grave che non rispondono ai trattamenti comuni, si utilizzano anticorpi monoclonali. Questi farmaci "intelligenti", somministrati per via sottocutanea, colpiscono selettivamente le proteine responsabili dell'infiammazione, riducendo drasticamente il bisogno di cortisone orale e i suoi effetti collaterali (osteoporosi, iperglicemia, ipertensione);
  • immunoterapia specifica, in casi selezionati di asma allergica. L’obiettivo, in questo caso, è agire direttamente sulla causa allergica con percorsi di desensibilizzazione verso gli allergeni volti a "rieducare" il sistema immunitario.

Fondamentale per la gestione e il trattamento dell’asma è poi il follow-up costante che permette di rimodulare la terapia nel tempo attraverso un monitoraggio periodico per garantire che il paziente mantenga sempre una funzione polmonare ottimale.”

 

L’importanza di rivolgersi a uno specialista se si soffre di asma 

La gestione dell'asma richiede uno specialista esperto che sappia coordinare un approccio multidisciplinare. Rivolgersi a una figura con competenza accademica e internistica permette di:

  • ottenere una diagnosi tempestiva per evitare danni permanenti ai bronchi;
  • accedere a terapie di ultima generazione come gli anticorpi monoclonali (farmaci biologici), considerati la più grande rivoluzione terapeutica degli ultimi 20 anni; 
  • ricevere un piano terapeutico "su misura", che consideri la salute dell'intero organismo e non solo del polmone.

“Quando il respiro è limitato, la vita stessa lo è. Ripristinare una corretta funzionalità respiratoria significa tornare a fare sport, dormire serenamente e riscoprire il piacere di una quotidianità senza affanno” conclude lo specialista.