Brain Health Service: al Policlinico San Donato un centro per la prevenzione delle demenze di donne e uomini

Brain Health Service: al Policlinico San Donato un centro per la prevenzione delle demenze di donne e uomini

PUBBLICATO IL 20 FEBBRAIO 2026

Brain Health Service: al Policlinico San Donato un centro per la prevenzione delle demenze di donne e uomini

PUBBLICATO IL 20 FEBBRAIO 2026

All’IRCCS Policlinico San Donato è stato inaugurato il Brain Health Service (BHS), servizio dedicato alla valutazione, comunicazione e riduzione del rischio di demenza attraverso un approccio innovativo e integrato. Il centro si inserisce in un network lombardo e internazionale di strutture impegnate nella prevenzione delle demenze e nella tutela della salute cerebrale durante l’invecchiamento.

All’interno di questo servizio, il Policlinico San Donato è il primo in Europa a sviluppare un percorso specifico dedicato alla salute del cervello femminile: il progetto 3D – Diagnosi precoce del Disturbo soggettivo di memoria nella Donna (SCD). Il percorso integra competenze di neurologia, medicina di genere e prevenzione personalizzata, rispondendo alle peculiarità biologiche e cliniche che rendono le donne particolarmente esposte al rischio di declino cognitivo.  L’SCD, infatti, è spesso il primo campanello d’allarme percepito dalla persona, quando gli esami sono ancora normali e la prevenzione può davvero fare la differenza.

Approfondiamo insieme alla professoressa Maria Salsone, responsabile dell’Unità Operativa di Neurologia e Stroke Unit dell’IRCCS Policlinico San Donato (Università Vita-Salute San Raffaele) e coordinatrice del nuovo BHS.

 

Che cos’è il Brain Health Service e a chi è rivolto

Il Brain Health Service è un servizio clinico e di ricerca, rivolto sia alle donne, sia agli uomini adulti, che offre un percorso di valutazione e prevenzione del rischio di demenza basato su evidenze scientifiche e su un approccio personalizzato.

 

Perché un percorso dedicato alle donne all’interno del Brain Health Service

Le donne presentano caratteristiche biologiche, ormonali e cliniche specifiche che influenzano in modo significativo il rischio, l’esordio e la progressione delle malattie neurodegenerative. Per questo motivo, all’interno di un servizio aperto a tutta la popolazione adulta, il Policlinico San Donato ha sviluppato 3D, un percorso dedicato alla salute cerebrale femminile, pensato per rispondere in modo mirato a queste particolarità.

Il rischio di demenza nelle donne

Le donne rappresentano circa il 70% dei casi di demenza, con un picco nel periodo post-menopausale. Un dato che evidenzia una vulnerabilità importante e ancora poco riconosciuta.

La professoressa Maria Salsone spiega che gli estrogeni, in particolare l’estradiolo, svolgono un ruolo neuroprotettivo fondamentale grazie ai loro effetti antinfiammatori e vasodilatatori nelle aree cerebrali coinvolte nelle funzioni cognitive. Con la menopausa, il calo di questi ormoni espone maggiormente il cervello a fattori che favoriscono:

  • l’invecchiamento;
  • il deterioramento cognitivo.

Il fattore genetico associato al rischio di Alzheimer

A questo si aggiunge un fattore genetico importante: alcune persone possiedono una variante di un gene chiamato APOE (allele APOE-ε4), che è associata a un rischio più elevato di sviluppare la malattia di Alzheimer.

Nelle donne portatrici di questa variante il rischio può aumentare in modo significativo, più che negli uomini, rendendo la prevenzione e il monitoraggio ancora più rilevanti.

Il decorso delle demenze nelle donne

Anche il modo in cui le demenze evolvono nel tempo può essere diverso tra uomini e donne. Nelle donne, infatti, il passaggio dai primi segnali, come lievi difficoltà di memoria o di concentrazione, alle fasi più avanzate della malattia tende a essere più rapido. Questo significa che i sintomi possono peggiorare in tempi più brevi.

Inoltre, le donne manifestano più frequentemente problemi legati alle funzioni visuospaziali, cioè alla capacità di orientarsi nello spazio, riconoscere percorsi, valutare le distanze o organizzare gli oggetti intorno a sé. Difficoltà che, nella vita quotidiana, possono tradursi, ad esempio, nel perdersi in luoghi familiari o avere maggiore fatica nelle attività che richiedono coordinazione e orientamento.

Ecco il perché della nascita del progetto 3D dedicato specificatamente alla donna.

Le valutazioni del progetto 3D per la prevenzione della demenza femminile

All’interno del percorso 3D vengono presi in considerazione tutti gli aspetti che servono per valutare in modo approfondito il rischio di demenza. Il percorso include:

  • un’analisi della predisposizione genetica (gene APOE);
  • una valutazione delle alterazioni ormonali legate alla peri- e post-menopausa;
  • un approfondimento su eventuali disturbi dell’umore e della qualità del sonno;
  • verifica di condizioni come osteopenia e osteoporosi, deficit visivi e uditivi, dislipidemia, patologie parodontali e fattori cardiovascolari.

Viene anche analizzato lo stile di vita, inclusi alimentazione, attività fisica e abitudini quotidiane, per definire un quadro completo e personalizzato.

L’obiettivo è costruire una strategia preventiva che tenga insieme tutte queste dimensioni, grazie anche all’impiego di tecnologie digitali e algoritmi di intelligenza artificiale capaci di individuare profili di rischio e suggerire interventi su misura.

Il progetto 3D viene alla luce con l’obiettivo di intercettare precocemente i segnali iniziali di compromissione cognitiva nelle donne, definendo una strategia preventiva costruita sulle caratteristiche individuali. Il programma integra:

  • la medicina di genere con valutazioni neurologiche e neuropsicologiche, l’analisi di biomarcatori, fattori endocrinologici e metabolici e aspetti osteo-articolari e cardiovascolari;
  • strumenti digitali e algoritmi di intelligenza artificiale per personalizzare il profilo di rischio.

Il referente clinico del progetto 3D è il dottor Federico Emanuele Pozzi, in collaborazione con la psicologa Elisa Bortolin, responsabile delle valutazioni neuropsicologiche.

 

Come si svolge il percorso del Brain Health Service per uomini e donne

L’accesso ai servizi erogati prevede innanzitutto una visita neurologica specializzata, che permette di raccogliere la storia clinica del paziente (sia uomo, sia donna) e individuare i fattori di rischio individuali.

In base a quanto emerge durante il colloquio, il neurologo può indicare diversi esami di approfondimento, tra questi:

  • una valutazione neuropsicologica completa svolta dalla psicologa Elisa Bortolin;
  • quando necessario, accertamenti ematochimici, analisi genetiche o ormonali, esami di imaging e approfondimenti relativi allo stile di vita e alla salute cardiovascolare e metabolica.

Alcuni di questi accertamenti vengono integrati all’interno di percorsi specifici, come quello previsto per le donne, tramite il progetto 3D.

Sulla base dei risultati complessivi, viene quindi elaborato un piano di prevenzione personalizzato che può includere indicazioni sulla nutrizione, sull’attività fisica, sulla qualità del sonno, sulla gestione dello stress, sulla stimolazione cognitiva e sul controllo dei fattori cardiovascolari.

Il percorso si completa con un follow-up mirato, utile per monitorare eventuali cambiamenti e aggiornare nel tempo la strategia preventiva.

 

Proteggere la salute del cervello: un investimento sul futuro

La prevenzione delle demenze richiede consapevolezza, diagnosi precoce e percorsi personalizzati. Il Brain Health Service del Policlinico San Donato nasce per offrire a tutti i pazienti, in particolare alle donne, un punto di riferimento d’eccellenza, capace di riconoscere i segnali iniziali, intervenire sui fattori modificabili e proteggere nel tempo la salute del cervello.