Edema maculare: come riconoscerlo e come si cura

Edema maculare: come riconoscerlo e come si cura

PUBBLICATO IL 06 FEBBRAIO 2026

Edema maculare: come riconoscerlo e come si cura

PUBBLICATO IL 06 FEBBRAIO 2026

Consulta il CV del dott. Monaco, oftalmologo al Policlinico San Donato

L’edema maculare è una condizione patologica dell’occhio che colpisce la macula, la zona centrale della retina responsabile della visione nitida e della percezione dei dettagli. Quando in questa zona della macula iniziano ad accumularsi i liquidi, la visione può diventare distorta, offuscata o meno nitida, compromettendo attività quotidiane come leggere, guidare o riconoscere i volti.

Si tratta di una condizione che può avere cause differenti che possono derivare da patologie come il diabete o da interventi chirurgici oculari, e che oggi può essere trattata con terapie sempre più mirate ed efficaci.

Per spiegare meglio questa problematica, abbiamo intervistato il dottor Gaspare Monaco, responsabile dell’Unità di Oculistica dell’IRCCS Policlinico San Donato che, insieme alla sua équipe, ogni giorno si occupa della diagnosi e della cura dell’edema maculare, con approccio specialistico e tecnologie avanzate.

 

Cos’è l’edema maculare

L’edema maculare è il gonfiore della macula causato dalla fuoriuscita di liquidi dai vasi sanguigni della retina. Questo accumulo altera la struttura retinica e interferisce con la trasmissione corretta delle immagini al cervello.

“La macula è una zona estremamente delicata e fondamentale per la visione centrale - spiega il dottor Gaspare Monaco -. Quando si verifica un edema, anche di lieve entità, il paziente può avvertire un peggioramento visivo significativo”.

L’edema maculare non è una malattia unica, ma una manifestazione comune a diverse patologie oculari o sistemiche.

 

Edema maculare diabetico

Una delle forme più diffuse è l’edema maculare diabetico, una complicanza della retinopatia diabetica. Il diabete, soprattutto se non ben controllato, può danneggiare i piccoli vasi sanguigni della retina, favorendo la fuoriuscita di liquidi.

“Nel paziente diabetico è fondamentale la prevenzione - sottolinea il responsabile dell’Oculistica del Policlinico San Donato -. Controlli oculistici regolari permettono di intercettare l’edema maculare in fase precoce, quando le terapie sono più efficaci”.

 

Edema maculare cistoide

L’edema maculare cistoide è una forma particolare caratterizzata dalla presenza di piccole cavità piene di liquido, dette cisti appunto, all’interno della macula. Si manifesta spesso dopo interventi chirurgici oculari oppure in seguito a infiammazioni intraoculari.

“Fortunatamente, nella maggior parte dei casi l’edema maculare cistoide ha una buona prognosi, soprattutto se trattato tempestivamente”, spiega il dottor Monaco.

 

I sintomi più comuni dell’edema maculare

I sintomi dell’edema maculare possono variare in base alla causa e alla gravità, ma i più frequenti includono:

  • visione offuscata o annebbiata;
  • difficoltà nella lettura;
  • deformazione delle immagini (le linee appaiono ondulate);
  • riduzione della sensibilità ai colori;
  • una macchia scura al centro del campo visivo o una zona sfocata.

“La percezione visiva di chi soffre di edema maculare è spesso quella di un’immagine distorta o meno definita al centro, mentre la visione periferica rimane conservata”, chiarisce il dottor Monaco.

 

L’edema maculare si riassorbe? 

Una delle domande più frequenti dei pazienti è se l’edema maculare si possa riassorbire o se si possa guarire da questa problematica. La risposta dipende dalla causa, dalla durata e dalla rapidità di intervento.

In molti casi l’edema può ridursi o risolversi completamente - afferma il medico -. L’obiettivo delle cure è: 

  • eliminare il liquido; 
  • stabilizzare la retina; 
  • recuperare, per quanto possibile, la funzione visiva”.

Quando l’edema è cronico o associato a patologie sistemiche, può essere invece necessario un trattamento prolungato nel tempo.

 

Come si cura l’edema maculare

La cura per l’edema maculare è personalizzata e può includere diverse opzioni terapeutiche: 

  • Iniezioni intravitreali: rappresentano oggi uno dei trattamenti più efficaci. I farmaci anti-VEGF o i corticosteroidi vengono iniettati direttamente all’interno dell’occhio per ridurre l’infiammazione e la fuoriuscita di liquidi dai vasi sanguigni retinici, favorendo il riassorbimento dell’edema e il miglioramento della vista.
  • Terapia laser: utilizzata solo in casi selezionati, serve a trattare specifiche aree della retina responsabili della perdita di liquidi, contribuendo a stabilizzare la malattia e a prevenire un ulteriore peggioramento della visione.
  • Colliri per edema maculare: indicati soprattutto nelle forme lievi o nell’edema maculare che compare dopo un intervento chirurgico, come ad esempio quello di cataratta. I colliri antinfiammatori possono aiutare a ridurre il gonfiore e a controllare i sintomi nelle fasi iniziali.
  • Controllo delle patologie sistemiche: in presenza di malattie come diabete o ipertensione arteriosa, è fondamentale mantenere un buon controllo dei valori glicemici e pressori. Una gestione adeguata di queste condizioni riduce il rischio di comparsa o di peggioramento dell’edema maculare e migliora l’efficacia delle terapie oculari.

 

I tempi di recupero dell’edema maculare

I tempi di recupero dell’edema maculare variano da paziente a paziente, è una condizione soggettiva. In alcuni casi il miglioramento visivo può comparire già dopo poche settimane, in altri casi sono necessari invece mesi di trattamento e controlli periodici.

“La tempestività della diagnosi può fare davvero la differenza - sottolinea il dottor Gaspare Monaco -. Intervenire presto significa aumentare le possibilità di recupero visivo e ridurre il rischio di danni permanenti alla retina”.

 

Diagnosi dell’edema maculare

La diagnosi di edema maculare richiede una valutazione oculistica accurata e si avvale di esami strumentali di elevata precisione. Tra questi, un ruolo centrale è svolto dalla tomografia a coerenza ottica (OCT), un’indagine non invasiva che permette di ottenere immagini dettagliate della retina e di misurare con grande accuratezza lo spessore della macula, evidenziando anche minimi accumuli di liquido.

Accanto all’OCT, lo specialista esegue l’esame del fondo oculare, fondamentale per osservare direttamente la retina, individuare eventuali alterazioni dei vasi sanguigni, segni di infiammazione o altre patologie associate che possono essere all’origine dell’edema maculare, come il diabete o le malattie vascolari.

 

L’importanza del follow-up 

Una volta posta la diagnosi, il follow-up rappresenta una fase essenziale del percorso terapeutico dell’edema maculare. Controlli periodici e programmati consentono di: 

  • monitorare l’evoluzione della malattia
  • valutare l’efficacia dei trattamenti intrapresi 
  • intervenire tempestivamente in caso di recidiva o peggioramento.

Il monitoraggio regolare permette inoltre allo specialista di personalizzare e adattare la terapia, modificando la frequenza delle iniezioni intravitreali, integrando nuove opzioni terapeutiche o sospendendo il trattamento quando l’edema si è stabilizzato o riassorbito. Un follow-up costante è quindi fondamentale per preservare la funzione visiva e garantire i migliori risultati a lungo termine.

 

L’esperienza dell’Oculistica del Policlinico San Donato

L’Unità di Oculistica dell’IRCCS Policlinico San Donato, diretta dal dottor Monaco, rappresenta un punto di riferimento a Milano per la diagnosi e la cura delle patologie retiniche, incluso l’edema maculare.

“Il nostro obiettivo è accompagnare il paziente in ogni fase, dalla diagnosi alla terapia, con un approccio multidisciplinare e personalizzato - conclude il dottor Monaco -. Oggi disponiamo di strumenti e cure che ci permettono di affrontare l’edema maculare con risultati sempre migliori”.

Una corretta informazione, unita a controlli oculistici regolari, resta il primo passo per proteggere la salute della vista.