Disbiosi intestinale e idrocolonterapia: quando il lavaggio del colon può fare la differenza

Disbiosi intestinale e idrocolonterapia: quando il lavaggio del colon può fare la differenza

PUBBLICATO IL 08 APRILE 2026

Disbiosi intestinale e idrocolonterapia: quando il lavaggio del colon può fare la differenza

PUBBLICATO IL 08 APRILE 2026

Consulta il Cv del Dott. Epifanio, medico internista a Villa Erbosa di Bologna

La disbiosi intestinale è una condizione sempre più diffusa che riguarda l’alterazione dell’equilibrio del microbiota, l’insieme dei microrganismi che popolano l’intestino. Può manifestarsi con sintomi anche molto diversi tra loro, come gonfiore, stipsi o stanchezza, e in alcuni casi persistere nonostante dieta e terapie mirate.

Quando i disturbi non migliorano con i trattamenti tradizionali, possono essere presi in considerazione approcci integrativi come l’idrocolonterapia

Ne parliamo con il dottor Gianfranco Epifanio, Responsabile dell’Unità Operativa di Medicina Interna di Villa Erbosa a Bologna.

 

Cos'è la disbiosi intestinale

“La disbiosi intestinale è un’alterazione del microbiota intestinale, composto da miliardi di microrganismi, tra cui batteri, virus e funghi - spiega lo specialista -. Questi microrganismi sono determinati in parte geneticamente (il microbioma) e in parte da una componente acquisita, che dipende dall’alimentazione e dallo stile di vita di ogni singolo individuo”. 

Quando questo equilibrio subisce un’alterazione, si verifica la disbiosi intestinale.

Le cause principali possono essere:

  • alimentazione non equilibrata, ricca di zuccheri e di cibi ultra-processati;
  • stress;
  • uso frequente di antibiotici, che riduce i batteri “buoni”;
  • patologie concomitanti, come malattie infiammatorie.   

I sintomi più comuni della disbiosi sono:

  • gonfiore addominale e meteorismo;
  • dolori intestinali;
  • alterazioni dell’alvo (stipsi o diarrea);
  • digestione lenta e difficile;
  • sintomi sistemici come stanchezza e disturbi cutanei.

“Una flora batterica intestinale alterata non influisce solo sulle normali funzioni intestinali, ma anche sul benessere generale della persona - aggiunge lo specialista -. Bisogna tenere conto della simbiosi, ormai accertata da molteplici studi internazionali, che esiste tra intestino e cervello”.

 

I rimedi tradizionali per la disbiosi intestinale 

Il trattamento della disbiosi intestinale si basa sempre più su un approccio personalizzato. Tra i principali rimedi troviamo:

  • alimentazione mirata, come dieta mediterranea o regimi low-FODMAP, che prevedono la riduzione temporanea dei carboidrati fermentabili che possono causare alcuni disturbi intestinali;
  • prebiotici e probiotici, per favorire il ripristino di una flora batterica equilibrata;
  • miglioramento dello stile di vita, con attenzione al sonno e all’attività fisica.

“Oggi l’approccio è sempre più su misura - sottolinea il dottor Epifanio -. L’utilizzo di probiotici e di sostanze che supportano la barriera intestinale deve essere valutato caso per caso, considerando età, patologie concomitanti e stile di vita”.

Un elemento da non sottovalutare è l’uso frequente di antibiotici, che può alterare la flora intestinale e favorire la comparsa di stipsi, gonfiori e altri disturbi. In questi casi, diventa fondamentale proteggere la barriera intestinale e supportare il recupero della flora.

 

Idrocolonterapia e disbiosi: qual è il legame 

In alcuni pazienti i sintomi possono persistere nonostante dieta, probiotici e modifiche dello stile di vita. In queste situazioni, può essere utile affiancare strategie integrative, sempre sotto approvazione del medico, per favorire un recupero più completo dell’equilibrio intestinale e migliorare il benessere generale. In presenza di uno squilibrio del microbiota intestinale, come avviene nelle disbiosi, l’idrocolonterapia può rappresentare un’opzione utile come trattamento di supporto per migliorare l’ambiente intestinale.

“L’idrocolonterapia è una procedura che consiste nell’infusione di acqua a temperatura controllata nel colon, con un effetto di lavaggio meccanico - spiega lo specialista -. Questo consente di rimuovere residui fecali, muco e materiale stagnante, spesso associati a una flora batterica alterata”.

Tra i principali benefici del lavaggio del colon, infatti, vi è la riduzione del carico di sostanze che possono contribuire a mantenere uno stato di disbiosi. L’eliminazione di questo materiale favorisce un ambiente intestinale più pulito e funzionale, comportando il ripristino dell’eubiosi, cioè l’equilibrio fisiologico del microbiota.

In questo contesto, l’idrocolonterapia può contribuire a riequilibrare la flora batterica, soprattutto se inserita in un percorso più ampio che prevede alimentazione mirata e utilizzo di probiotici.

I benefici di questa terapia si osservano in particolare in quei pazienti che, nonostante trattamenti mirati (come dieta e pre/probiotici), continuano a manifestare sintomi quali gonfiore addominale, alterazioni dell’alvo e cattiva digestione: disturbi che rientrano nella grande famiglia delle IBS (sindrome dell’intestino irritabile).

È importante sottolineare che “l’idrocolonterapia non rappresenta una soluzione autonoma, ma un trattamento di supporto da integrare in un programma clinico personalizzato, sotto la supervisione dello specialista”, conclude il dottor Epifanio.

 

Come si svolge una seduta di idrocolonterapia 

La seduta di idrocolonterapia viene eseguita da personale specializzato, in un ambiente controllato e sicuro.

La durata varia generalmente dai 30 ai 60 minuti. Durante la procedura, una cannula monouso viene delicatamente inserita nel retto per consentire l’introduzione di acqua a temperatura controllata. 

Il liquido viene immesso gradualmente e svolge un’azione di lavaggio meccanico del colon, favorendo la rimozione dei residui. L’acqua viene poi eliminata insieme alle sostanze attraverso un circuito chiuso, garantendo igiene e comfort durante tutto il trattamento.

Il trattamento è generalmente ben tollerato e non doloroso. Il paziente può avvertire una sensazione di pienezza o lievi crampi, legati al passaggio dell’acqua, ma si tratta di sensazioni temporanee. 

“La quantità di acqua utilizzata viene modulata a seconda della sensibilità del paziente - chiarisce il dottor Epifanio -. In questo modo è possibile evitare fastidi e rendere la seduta il più confortevole possibile”.

 

Per chi è indicata l’idrocolonterapia e quando non è consigliata 

L’idrocolonterapia può essere indicata in specifiche condizioni, tra cui:

  • stipsi cronica o refrattaria;
  • disbiosi intestinale;
  • gonfiore addominale e dolori ricorrenti;
  • disturbi funzionali come sindrome del colon irritabile.

“Tuttavia, bisogna considerare che non si tratta di una procedura priva di rischi”, afferma il dottor Epifanio. 

L’idrocolonterapia, infatti, è sconsigliata in presenza di:

  • malattie infiammatorie croniche intestinali, come il Morbo di Crohn o la rettocolite ulcerosa;
  • diverticolite acuta, cioè l’infiammazione dei diverticoli nel colon;
  • recenti interventi chirurgici addominali (per cui l’idrocolonterapia è sconsigliata nei primi 3/6 mesi);
  • condizioni di fragilità, come nei casi di pazienti anziani o immunocompromessi;
  • patologie tumorali del colon, soprattutto in presenza di stenosi.

Per questo motivo, è fondamentale che l’idrocolonterapia venga sempre valutata e prescritta dal medico. 

“È importante evitare un utilizzo improprio o a scopo cosmetico - aggiunge lo specialista -. Si tratta di una terapia che richiede accuratezza e non deve essere abusata”.

 

Il percorso presso Villa Erbosa: un approccio integrato 

Presso Villa Erbosa, l’idrocolonterapia è inserita all’interno di un percorso diagnostico-terapeutico completo e personalizzato.

La struttura dispone di tecnologie dedicate che permettono sia l’idrocolonterapia, sia il colon wash, una procedura utilizzata anche come preparazione alla colonscopia, che in alcuni casi consente di evitare l’assunzione di lassativi nei giorni precedenti.

Il trattamento si rivolge in particolare ai pazienti con disturbi funzionali intestinali, come la sindrome del colon irritabile, e viene sempre integrato con il supporto di specialisti gastroenterologi e nutrizionisti presenti in struttura, per garantire una presa in carico completa del paziente.

Dopo la procedura, è fondamentale proseguire con un programma mirato che può includere dieta personalizzata e integrazione con probiotici, con l’obiettivo di mantenere nel tempo i benefici ottenuti e favorire il riequilibrio della flora batterica.

Per maggiori informazioni sul servizio di Idrocolonterapia di Villa Erbosa, è possibile contattare il numero: 0516315073, dalle 9:00 alle 12:00.