Sole e farmaci fotosensibilizzanti: le combinazioni da evitare in estate

Sole e farmaci fotosensibilizzanti: le combinazioni da evitare in estate

PUBBLICATO IL 04 AGOSTO 2026

Sole e farmaci fotosensibilizzanti: le combinazioni da evitare in estate

PUBBLICATO IL 04 AGOSTO 2026

Visita la pagina della Vein & Derma Clinic dell'Istituto di Cura Città di Pavia

D’estate, con l’arrivo delle giornate in spiaggia e in alta quota, è importante proteggere la pelle dai raggi del sole. Creme solari ad alto fattore, occhiali con lenti scure e cappelli sono necessari, ma talvolta non bastano per evitare reazioni cutanee o sistemiche. Infatti, non tutti sanno che l’assunzione e/o l’applicazione di farmaci fotosensibilizzanti può provocare danni alla pelle. 

Ne parliamo con la dott.ssa Michela Castello, dermatologa alla Vein & Derma Clinic, e alla dott.ssa Angela Tortorici, farmacista ospedaliera presso Istituto di Cura Città di Pavia.

 

Farmaci e sole: le possibili reazioni 

Molti medicinali di uso comune sono fotosensibilizzanti, cioè contengono principi attivi che reagiscono in presenza dei raggi solari (sia UVA che UVB), scatenando reazioni cutanee impreviste.

Spiega la dott.ssa Tortorici: “Quando un farmaco fotosensibilizzante incontra la luce del sole, le reazioni possono manifestarsi in 2 modi: reazione fototossica e reazione fotoallergica”.

Reazione fototossica

“La reazione fototossica si verifica perché il sole ‘attiva’ il farmaco assunto dall’organismo e ne potenzia la tossicità. Si può pertanto verificare un'ustione solare anche intensa caratterizzata da arrossamento, presenza di bolle e bruciore che si manifesta poche ore dopo l’esposizione solare nelle aree cutanee più esposte. È tra le reazioni da farmaco più comuni”.

Reazione fotoallergica

“La reazione fotoallergica, più rara della precedente, consiste in una risposta del sistema immunitario. La luce solare modifica la struttura del farmaco e di conseguenza il sistema immunitario attacca la sostanza scatenando reazioni cutanee anche intense. Tra queste, orticaria ed eczema che possono estendersi anche in zone del corpo non fotoesposte e comparire anche a distanza di giorni”.

 

Quali sono i farmaci fotosensibilizzanti che possono causare queste reazioni 

Le principali categorie di farmaci a cui prestare attenzione sono: 

  • antibiotici: le tetracicline (spesso usate per l'acne) e i fluorochinolonici (prescritti per infezioni urinarie o respiratorie) aumentano la sensibilità cutanea al sole e richiedono pertanto l’associazione con un fotoprotettore (crema solare);
  • pillola anticoncezionale e terapie ormonali: gli estrogeni non causano vere ustioni, ma possono stimolare l'iperpigmentazione, favorendo, nei soggetti predisposti, l'insorgenza di iperpigmentazioni e macchie (ad esempio, il melasma);
  • antinfiammatori (FANS): il ketoprofene (molto comune in gel e cerotti per dolori muscolari) è uno dei principali responsabili. Se applicato sulla pelle, l'esposizione al sole va evitata tassativamente durante il trattamento e per le 2 settimane successive. Anche il naprossene e l'ibuprofene per via orale richiedono cautela;
  • antistaminici: paradossalmente, i farmaci usati contro le allergie, specie in crema o gel per lenire le punture d'insetto, possono causare reazioni fototossiche anche bollose al sole, se applicati prima di esporsi; 
  • farmaci per la pressione e il cuore: alcuni diuretici (come l'idroclorotiazide) e antiaritmici (come l'amiodarone) espongono al rischio di fototossicità;
  • cortisonici: in particolare il desametasone e il beclometasone, se applicati su pelle particolarmente sensibile, possono andare incontro a fenomeni di fotosensibilizzazione in cui la pelle risulta arrossata o irritata. In questi casi il suggerimento è di evitare di esporsi al sole e di aspettare anche oltre il termine della cura per esporsi normalmente.

I corticosteroidi sono erroneamente considerati fototossici e non reagiscono chimicamente con i raggi UV per generare tossicità cellulare diretta. Tuttavia, richiedono alcune attenzioni in caso di applicazione in estate in quanto possono rendere la pelle più sottile e quindi più vulnerabile ai danni indotti dall’esposizione ai raggi UV. 

Va inoltre ricordato il rischio di iperpigmentazioni post-infiammatorie in caso di trattamenti per patologie infiammatorie (eczemi, punture di insetto, ecc).

Infine, è importante prestare attenzione anche ad alcuni integratori ed estratti vegetali, come l’iperico e la berberina, che possono aumentare la sensibilità della pelle al sole. 

 

Come proteggersi senza rinunciare alle cure

Cosa fare se si sta seguendo una terapia? La regola è non sospendere mai le cure di propria iniziativa ed adottare alcune strategie di buon senso. 

Se possibile, meglio assumere il farmaco 1 volta al giorno alla sera, così da ridurre la concentrazione del principio attivo nel sangue durante le ore di massima luce (anche se questo non azzera del tutto il rischio per i farmaci a lunga durata). 

Importante è proteggere sempre la pelle con un solare SPF 50+, applicandolo ogni 2 ore, e cercare di stare il più possibile all’ombra.