Cos'è l'artrosi cervicale e come si cura

PUBBLICATO IL 21 GENNAIO 2025

Rigidità e dolore al collo sono sintomi molto comuni nella popolazione adulta e spesso vengono trattati con il semplice ricorso a farmaci da banco, facilmente acquistabili in farmacia. 

Quando questi sintomi persistono e non migliorano con le terapie normali, è meglio contattare uno specialista, così sarà possibile trovare la causa del problema. Il dolore cervicale può nascondere, infatti, patologie croniche degenerative, ma anche mascherare problematiche più severe a carico della colonna cervicale.

L’artrosi cervicale, anche detta spondilosi cervicale, è un esempio e ne parliamo analizzando le cause scatenanti e i possibili trattamenti con il dottor Fotios Kalfas e la dottoressa Stefania Padovan, specialisti in neurochirurgia presso la struttura di Villa Erbosa a Bologna.

 

L’artrosi cervicale: che cos’è?

La colonna cervicale è composta da 7 vertebre e tra queste: 

  • le prime 2 (C1 e C2), chiamate atlante ed epistrofeo, sono il fulcro dei movimenti di rotazione della testa;
  • la quinta e la sesta (C5 e C6) sono il fulcro dei movimenti di flessione ed estensione, ovvero lo spostamento della testa e del collo in avanti e indietro. 

Ciascuna vertebra si compone di:

  • un apparato articolare e legamentoso che comprende il disco intervertebrale; 
  • le masse articolari laterali;
  • una serie di legamenti di supporto che contribuiscono alla stabilità della colonna.

L'artrosi cervicale è una malattia cronica che si sviluppa nella parte del collo della colonna vertebrale. Questa condizione causa cambiamenti nella forma e nella struttura delle ossa e delle articolazioni.

“Tra le condizioni più comuni di artrosi cervicale è possibile individuare la discopatia, la stenosi canalare e la listesi cervicale” affermano il dottor Kalfas e la dottoressa Padovan.

La discopatia

La discopatia consiste nell’usura del disco intervertebrale che assottigliandosi perde la sua funzione di ‘cuscinetto’ tra i corpi vertebrali. Questa può provocare: 

  • dolore acuto localizzato nella zona colpita;
  • in alcune situazioni può determinare la fuoriuscita di materiale proveniente dal disco, nel canale vertebrale, dando origine alle cosiddette protrusioni o ernie del disco. Queste condizioni possono portare a sintomi che colpiscono la radice nervosa coinvolta, noti come radicolopatia.

La stenosi canalare

La stenosi canalare, che può coinvolgere una o più vertebre vicine, invece, determina un restringimento del canale vertebrale. Questa condizione implica una compressione del midollo spinale nella zona cervicale ed è causata da:

  • artrosi delle masse laterali (le strutture articolari laterali che connettono vertebre adiacenti);
  • ossificazione e ipertrofia dei legamenti.

La listesi

Infine, l’effetto combinato di processi degenerativi, traumi distorsivi, fratture, invecchiamento, può portare a uno scivolamento anomalo delle vertebre detto listesi, che comporta instabilità vertebrale e si associa molto frequentemente a deformità o inversione della fisiologica lordosi cervicale.

 

I sintomi dell’artrosi cervicale

“L’artrosi cervicale può presentarsi come un dolore localizzato alla colonna cervicale, spesso peggiorato da alcune posture sbagliate e associato a una contrattura muscolare, oppure accompagnarsi a un’irradiazione dolorosa lungo la spalla, il braccio, l’avambraccio e la mano. In quest’ultimo caso si parla di cervicobrachialgia” spiegano il dottor Kalfas e la dottoressa Padovan.

I sintomi tipici sono: 

  • dolore cervicale costante o che peggiora con il movimento o con alcuni atteggiamenti del capo;
  • rigidità e contrattura muscolare cervicale spesso estesa anche alla nuca;
  • cefalea;
  • capogiro;
  • perdita di equilibrio;
  • dolore alle spalle;
  • impotenza funzionale nei movimenti del collo e delle braccia;
  • sensazione di formicolio e intorpidimento estesa a braccio, avambraccio e mano.

“Riconoscere i sintomi è fondamentale al fine di un inquadramento completo, così come la modalità di comparsa dei sintomi e la loro durata sono utili per identificare il tipo di patologia” precisano il dottor Kalfas e la dottoressa Padovan.

 

Cause e fattori di rischio

Tra le cause più comuni dell’artrosi cervicale si possono individuare:

  • traumi distorsivi cervicali;
  • sforzi e sollecitazioni da carico;
  • atteggiamenti e movimenti che comportano posture errate;
  • stress;
  • fratture cervicali spontanee, osteoporotiche o patologiche.

“La diagnosi precoce, il colloquio con il paziente e un inquadramento a 360° del sintomo sono indispensabili per pianificare il corretto trattamento. 

Essenziale è una valutazione neurochirurgica del paziente con un esame obiettivo capace di rilevare eventuali compromissioni o alterazioni delle funzioni neurologiche - continuano i neurochirurghi -. Questo è necessario per rilevare 

  • problematiche radicolari, ovvero legate al coinvolgimento di una o più radici nervose con disturbi agli arti superiori (radicolopatia cervicale); 
  • situazioni di mielopatia cervicale, ovvero una sofferenza midollare con compromissione sia a carico degli arti superiori sia inferiori e che genera limitazioni e disabilità”.

 

La diagnosi dell’artrosi cervicale

Al fine di un corretto inquadramento dell’artrosi cervicale sono necessari approfondimenti diagnostici, come:

  • radiografie cervicali statiche e dinamiche;
  • TAC cervicale;
  • Risonanza Magnetica cervicale.

“Queste indagini permettono un accurato studio dell’osso, dell’apparato osteoarticolare, discale, legamentoso e consentono una valutazione del midollo spinale e delle radici nervose - aggiungono i medici -.  

Indispensabili per l’eventuale valutazione di un intervento, ci sono alcuni studi neurofisiologici come l’Elettromiografia (EMG) e i Potenziali Evocati Motori e Somato Sensoriali (PEM – PESS) che danno indicazioni sulla qualità dei segnali in entrata e in uscita dal midollo spinale e lungo i tronchi nervosi”.

 

Trattamenti e cure per l’artrosi cervicale

Il trattamento per l’artrosi cervicale è inizialmente di tipo conservativo e rivolto al controllo del dolore. Lo specialista prescrive solitamente riposo, astensione da sforzi e sollevamento di carichi. 

La terapia farmacologica prevede il ricorso a farmaci antinfiammatori non steroidei per il controllo del dolore e può essere valutata, in base al singolo caso, la prescrizione di miorilassanti per alleviare le tensioni e le contratture muscolari. 

Una volta controllato il dolore possono essere utili per supportare l’apparato muscolare e prevenire ricadute anche terapie fisiche, ginnastica posturale e potenziamento della muscolatura.

Nel caso di persistenza dei disturbi, a seconda della gravità di compromissione delle funzioni neurologiche (deficit radicolari e mielopatia) e in base al grado di instabilità cervicale, lo specialista neurochirurgo può valutare un’indicazione chirurgica. Questa può comprendere:

  • approcci per via anteriore con discectomia / somatectomia e stabilizzazione della colonna;
  • approcci per via posteriore con decompressione delle strutture nervose e posizionamento di mezzi di sintesi;
  • approcci circonferenziali (combinazione di approcci anteriori e posteriori).

“Tutti gli interventi di chirurgia vertebrale cervicale si avvalgono di metodiche mininvasive che, in combinazione con le tecnologie d’avanguardia, l’eccellenza dei materiali e il supporto di tecniche di monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, rendono l’intervento più efficace e sicuro” concludono gli specialisti.

Cura e Prevenzione