
Pressione alta e colesterolo: fattori di rischio cardiovascolare da non sottovalutare
PUBBLICATO IL 17 MARZO 2026
Pressione alta e colesterolo sono tra i principali fattori di rischio cardiovascolare. Spesso non danno sintomi evidenti, soprattutto nelle fasi iniziali, ma col passare del tempo possono danneggiare in modo significativo cuore e arterie. Conoscere i propri valori, adottare uno stile di vita sano e sottoporsi a controlli regolari è fondamentale per ridurre il rischio di infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari.
La dottoressa Mariarita Sabbatucci, cardiologa del Servizio di Cardiologia di Villa Chiara a Bologna, spiega come ipertensione e ipercolesterolemia agiscano in modo silenzioso e progressivo e perché monitorarle attentamente fa la differenza
Ipertensione: perché la pressione alta è pericolosa per il cuore
“La pressione arteriosa è la forza con cui il sangue viene spinto contro le pareti delle arterie - spiega la dottoressa Sabbatucci -. Si parla di ipertensione quando i suoi valori superano i limiti considerati normali per più tempo consecutivo in maniera stabile”.
Nella popolazione adulta, rappresentano il limite da non superare valori pari o superiori a:
- 140 mmHg di pressione sistolica (massima);
- 90 mmHg di pressione diastolica (minima).
Nei pazienti diabetici o ad alto rischio cardiovascolare, invece, i valori raccomandati dovrebbero essere anche più bassi.
Quali danni provoca la pressione alta sul cuore?
Quando la pressione è elevata, il cuore deve lavorare e pulsare contro un carico maggiore. In questa situazione, come tutti i muscoli sottoposti a uno sforzo continuo, tende a ispessirsi, sfociando in un fenomeno noto come ipertrofia cardiaca.
“In una prima fase, questo adattamento del muscolo cardiaco permette di mantenere una buona funzione contrattile - spiega la cardiologa di Villa Chiara -. Con il tempo, però, un cuore troppo ispessito può diventare meno elastico e più ‘stanco’, con il rischio di:
- una più ridotta efficienza cardiaca;
- scompenso cardiaco;
- maggiore predisposizione ad aritmie”.
Controllare, quindi, con periodicità la pressione (anche con un semplice misuratore a casa) significa proteggere il cuore da un sovraccarico costante e intervenire per tempo per prevenire danni a lungo termine.
Colesterolo alto e cuore: qual è il legame
Il colesterolo è una sostanza grassa presente nel sangue, necessaria per molte funzioni dell’organismo. Tuttavia, quando è in eccesso può diventare pericoloso. Esistono 2 principali tipologie di colesterolo:
- LDL, il cosiddetto colesterolo “cattivo”, che favorisce la formazione di placche nelle arterie;
- HDL, il colesterolo “buono”, che aiuta a rimuovere l’eccesso di colesterolo.
Il parametro più strettamente correlato al rischio cardiovascolare è il valore di LDL.
I valori limite di LDL variano in base al rischio del paziente:
- circa <115 mg/dL nei soggetti sani senza altri fattori di rischio;
- <100 mg/dL nei pazienti diabetici;
- <55 mg/dL nei pazienti che hanno già avuto un evento cardiovascolare (in ottica della cosiddetta prevenzione secondaria).
“Più il rischio complessivo del paziente è alto, infatti, più stringente deve essere il controllo dei valori di colesterolo nel sangue” aggiunge la specialista.
Quali effetti ha il colesterolo alto sul cuore?
Spiega la dottoressa: “Quando un eccesso di LDL si deposita nelle pareti delle arterie, comprese le coronarie (le arterie che alimentano il cuore), possono formarsi delle placche chiamate aterosclerotiche. Questo processo può portare a:
- un restringimento delle arterie;
- la riduzione dell’afflusso di sangue al cuore;
- un aumento del rischio di infarto”.
Quando colesterolo e pressione alta agiscono insieme: gli effetti sul cuore
Quando ipertensione e colesterolo alto coesistono, il rischio cardiovascolare aumenta in modo significativo.
“Da un lato, la pressione alta danneggia le pareti delle arterie, rendendole più vulnerabili; dall’altro, l’eccesso di LDL favorisce la formazione di placche proprio su queste pareti già stressate - spiega la dottoressa Sabbatucci -. Il risultato può essere:
- una progressiva ostruzione delle coronarie;
- un maggiore rischio di infarto;
- il peggioramento della funzione cardiaca nel tempo”.
Per questo motivo, la valutazione non si basa mai su un singolo valore, ma sul rischio cardiovascolare complessivo, considerando anche diabete, familiarità, fumo, obesità e stile di vita.
Come abbassare pressione alta e colesterolo
Ridurre il rischio cardiovascolare si basa su 2 pilastri: uno stile di vita sano e, quando necessario, una terapia farmacologica prescritta dal medico
Alimentazione equilibrata
Un’alimentazione corretta aiuta a:
- ridurre il colesterolo LDL;
- controllare la pressione arteriosa;
- prevenire sovrappeso e diabete.
Aggiunge la dottoressa: “È importante:
- limitare grassi saturi, zuccheri e sale;
- privilegiare frutta, verdura, legumi, pesce e cereali integrali”.
Attività fisica regolare
Anche l’esercizio aerobico, praticato con costanza (20-30 minuti per 2-3 volte a settimana), contribuisce a:
- abbassare la pressione;
- migliorare il profilo lipidico;
- controllare il peso corporeo.
Terapia farmacologica
Quando i valori non rientrano nei target con il solo stile di vita, o in presenza di più fattori di rischio, il ricorso ai farmaci può diventare necessario:
- per l’ipertensione, diverse classi di farmaci aiutano a mantenere la pressione entro limiti sicuri;
- per il colesterolo, le terapie mirano a ridurre l’LDL adattando il trattamento al rischio individuale.
Controlli periodici e prevenzione cardiovascolare
Poiché pressione alta e colesterolo elevato possono essere asintomatici, è fondamentale effettuare controlli regolari con:
- misurazione della pressione arteriosa;
- esami del sangue per il profilo lipidico;
- valutazione cardiologica nei pazienti con fattori di rischio.
“Prevenire significa intervenire prima che si verifichi un evento cardiovascolare. Con controlli adeguati e uno stile di vita corretto, è possibile ridurre in modo significativo il rischio e proteggere il cuore nel tempo” conclude la dottoressa Sabbatucci.



