Ecocardiografia in età pediatrica: quando si effettua e come funziona

PUBBLICATO IL 29 MAGGIO 2023

L’ecocardiogramma pediatrico è un tipo di ecografia del tutto indolore oltre che privo di qualsiasi rischio che permette di individuare anomalie strutturali cardiache nel bambino. Ma quando si effettua e come funziona? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Maria Elena Colella, cardiologo dell’Unità Operativa di Cardiologia del Policlinico San Pietro e responsabile dell’ambulatorio di cardiologia pediatrica che, dalla sua apertura del 2021, è diventato punto di riferimento del territorio bergamasco e anche lombardo per la diagnosi e la cura delle patologie cardiache nei bambini.

Cos’è l’ecocardiogramma pediatrico

“L'ecocardiogramma transtoracico (ETT) o ecografia cardiaca in età pediatrica è un esame non invasivo e non doloroso che si avvale della tecnologia degli ultrasuoni per visualizzare l’anatomia del cuore e la sua funzionalità

Permette, infatti, di verificare la struttura cardiaca nel suo complesso, analizzando velocità e pressione del flusso sanguigno e le condizioni degli atri e dei ventricoli che, contraendosi, consentono al sangue di passare nelle arterie - spiega la dottoressa Colella -. Nei piccoli pazienti è un esame fondamentale per la diagnosi di: 

 

Quando è utile effettuare l’esame 

“L'ecocardiogramma è un esame di secondo livello che si rende cioè necessario qualora da una visita specialistica cardiologica emergano soffi al cuore di dubbia natura o altri sintomi sospetti per cardiopatia. Non è un esame da effettuarsi come screening su tutti i bambini. È il cardiologo che, confermato il sospetto di cardiopatia, effettuerà un ecocardiogramma”. 

Tramite l'ecocardiogramma si possono individuare:

  • problemi alle valvole cardiache;
  • cardiomiopatie, consistenti nell'ispessimento o nell'espansione delle pareti cardiache;
  • endocarditi, infiammazioni delle pareti interne del cuore o delle valvole cardiache.

 

Come si effettua 

“L’esame avviene a torace scoperto, sdraiati su un lettino e ha una durata di circa 30-40 minuti. Dopo l’indagine è possibile tornare subito a casa. 

Dei piccoli sensori a ventosa, chiamati elettrodi, vengono appoggiati esternamente al torace e trasmettono al cuore onde sonore ad alta frequenza generando degli echi che vengono trasformati in una immagine sul monitor. È assolutamente una metodologia non nociva - spiega la dottoressa Colella -.
Le sonde dell’ecocardio sono ricoperte da un gel freddo, acquoso e inodore che facilita la trasmissione delle onde sonore. Concluso l’esame tale liquido viene rimosso facilmente con della carta. 

Durante l’esecuzione dell'esame, le onde sonore generate dalla sonda producono un fruscio, perfettamente normale, che corrisponde al suono amplificato del flusso sanguigno che attraversa il cuore ed è captato dalla sonda. 

Nei rari casi in cui il bambino sia talmente agitato da non permettere uno studio accurato dei particolari dell’anatomia del cuore, ad esempio, in previsione di un intervento cardiochirurgico, l'ecocardiogramma viene effettuato in sedazione perché non si può contare sulla collaborazione del piccolo paziente. Questa blanda sedazione per via rettale o orale ha effetto per l’intero arco di tempo della durata dell’esame e durante questo periodo il bambino sarà più tranquillo e qualche volta si addormenterà”.

 

Preparazione all’esame 

L'ecocardiografia in età pediatrica, così come in età adulta, non richiede alcuna preparazione specifica. Il bambino non deve essere a digiuno, ma è comunque consigliabile evitare che abbia mangiato o fatto attività fisica intensa nei 30 minuti precedenti all’esame.

Solo nei casi di ecocardiogramma in sedazione il bimbo dovrà essere digiuno per solidi e liquidi da almeno 2 ore. 

In caso il giorno in cui è previsto l'esame il bimbo avesse tosse, raffreddore o febbre, non potrà essere somministrato il farmaco per la sedazione per cui è consigliabile avvertire l’ospedale in modo che l'appuntamento venga posticipato.

 

Controindicazioni

“L’ecocardiogramma non provoca effetti indesiderati (effetti collaterali) e non ci sono controindicazioni all’utilizzo di questo esame in quanto completamente non nocivo e non invasivo” conclude la dottoressa Colella.

Cura e Prevenzione