Come seguire la Dieta Chetogenica: un esempio delle 5 fasi e consigli utili

PUBBLICATO IL 21 OTTOBRE 2019

Nello scorso post abbiamo parlato di che cosa è la dieta chetogenica e dei cinque passi fondamentali che permettono di ottenere i risultati sperati.

Ma quali sono le regole da seguire durante la dieta? In cosa consistono le sue queste cinque fasi? Quali sono gli accorgimenti utili che andrebbero messi in pratica?

Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Cristina Robba, nefrologo e nutrizionista del Policlinico San Marco e di Smart Clinic Le Due Torri, struttura sanitaria all’interno del’omonimo centro commerciale, che spiega un esempio delle cinque fasi.

Esempio di Dieta Chetogenica e delle sue 5 fasi

Spiega la dottoressa: “Se un paziente deve perdere 15 chili, 12 chili andranno persi nei primi ‘tre passi’ e sei di questi chili (il 40%) andranno persi attuando il “primo passo” con la totale sostituzione degli alimenti.

La durata della fase dipende dall’ottenimento del risultato: raggiunto il primo obiettivo, si passa al secondo passo.

Tuttavia le linee guida indicano 12 settimane come durata indicativa della fase chetogenica [i primi tre passi, ndr]. Il restante 20 % del peso viene perso nei “passi quattro e cinque”, con la reintroduzione di alimenti a basso indice glicemico prima, e a medio indice poi”.

La fase di mantenimento

Il mantenimento, cioè le due ultime fasi, rappresentano un momento fondamentale della dieta: “Sì, e si tratta di una fase molto delicata, forse più critica delle precedenti in quanto con questi ultimi passi si consolida il risultato ottenuto.

Questi due passi si associano a una progressiva reintroduzione della attività fisica portando ad una reale modifica dello stile di vita.

Ci si abitua a consumare porzioni minori di cibo e soprattutto a selezionare alcune categorie di alimenti”.

Il controllo del medico in tutte le fasi

Durante la dieta è importante seguire alcune integrazioni: “È fondamentale l’idratazione con due litri d’acqua e l’integrazione con i sali minerali che vengono prescritti, si tratta di passaggi obbligatori”.

Per questo motivo la dieta può essere intrapresa solo sotto diretto e costante controllo medico, con visite prefissate: “Durante i controlli si valuta l’andamento del calo ponderale, ma soprattutto il mantenimento della massa muscolare e la perdita esclusiva di massa grassa, che è il vantaggio della dieta chetogenica: una dieta a basse calorie che non rallenta il metabolismo”, chiosa la dottoressa.

Dieta chetogenica: per chi non va bene e a chi è consigliata?

Questo regime alimentare non è consigliato durante le gravidanze e il periodo di allattamento: “La dieta chetogenica non può essere seguita durante la gravidanza o allattamento”, avverte la dott.ssa Robba.

Ma non solo, è sconsigliata anche in altri casi: “Non può essere prescritta ai diabetici di tipo 1 e in presenza di insufficienza renale epatica o cardiaca”.

Invece, ci sono recenti raccomandazioni all’utilizzo della VLCD prima di interventi di chirurgia bariatrica, nell’insulino resistenza e nel diabete tipo 2, nell’obesità associata a ovaio policistico o a steatosi epatica (il comune fegato grasso).

Dieta e attività fisica

L’attività fisica è sempre consigliata, tuttavia, come spiega la dottoressa: “Durante le fasi di chetosi non è affatto richiesto un aumento o l’inizio di un’attività fisica impegnativa, anzi è suggerito un lavoro unicamente tonificante che viene spiegato bene al paziente”.

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