Lesione al crociato anteriore: cosa fare e i giusti tempi per una buona diagnosi

PUBBLICATO IL 29 NOVEMBRE 2019

“La lesione al legamento crociato anteriore - spiega il professor Alberto Ventura, responsabile dell’Unità operativa di Centro di Traumatologia sportiva e Chirurgia articolare mininvasiva all’Istituto Clinico San Siro - è la lesione più frequente del ginocchio in assoluto.

Avviene per tante ragioni, tra cui sportive, soprattutto in quei soggetti che praticano attività come il calcetto e lo sci.

Nello specifico, ciò avviene negli ex giocatori di calcio che, passando al calcetto, sono costretti a mettersi in gioco in un campo più piccolo, con scarpe diverse e con un terreno completamente differente.

Il ginocchio tollera i cambi di direzione solo se si verifica una coordinazione motoria dei muscoli: la lesione non avviene se il ginocchio è in grado di evitare l’evento sia spazialmente, sia temporalmente.

Se non riesce a subire l’incidente non si fa male, in caso contrario si verifica una rottura perché la forza di resistenza del crociato anteriore è insufficiente rispetto al trauma.

Nel calcetto, spesso il ginocchio non riesce a evitare l’incidente arrivando inevitabilmente a una lesione o a una rottura.

Per quanto sia più violento, il movimento nel calcio è molto più rilassato così come nel rugby: c’è, effettivamente, tempo per evitare che l’incidente accada”.

Lesione e rottura del legamento: i sintomi

“Quando avviene la rottura, solitamente, si avverte un rumore tipo ‘clack’ che lascia presagire a una rottura - continua - mentre alcuni soggetti impiegano addirittura mesi prima di rendersi conto della rottura del legamento.

Infatti, spesso la mancanza di sintomatologia è equivoca; in alcune persone non si gonfia nemmeno il ginocchio e non fa male.

Gli esami da fare

Per diagnosticare in maniera accurata la rottura del crociato anteriore, oltre all’esame clinico, si effettua una radiografia che permette di escludere un’eventuale presenza di complicanze ossee e, successivamente, si passa alla Risonanza magnetica a lesione avvenuta o dopo 20 giorni per non avere esiti sfalsati dalla presenza di ematomi post trauma”.

Nel caso di un atleta professionista che ha esigenze di rientrare subito in campo- conclude Ventura - è impensabile aspettare 20 giorni per una RM e quindi bisogna accettare di avere un esame che non sia attendibile al 10%”.

È necessario seguire un corretto iter per la riabilitazione nel paziente sportivo in seguito ad una lesione del crociato anteriore.

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