
Afasia dopo l’ictus: la riabilitazione logopedica per recuperare
PUBBLICATO IL 23 SETTEMBRE 2026
Dopo un ictus o una lesione cerebrale, parlare, comprendere una conversazione, leggere o scrivere possono diventare improvvisamente attività molto difficili. È ciò che accade alle persone con afasia, un disturbo del linguaggio che può compromettere profondamente la capacità di comunicare con gli altri.
Per recuperare le capacità comunicative e imparare strategie che permettano alla persona di tornare a esprimere bisogni, emozioni e pensieri, la riabilitazione logopedica rappresenta uno degli strumenti più efficaci. La dott.ssa Anna Viganò, logopedista presso gli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza, ci spiega gli aspetti principali di un percorso di riabilitazione logopedica dopo un ictus o una lesione cerebrale, il ruolo della famiglia e dei caregiver nel favorire il recupero e come comunicare con una persona affetti da afasia.
Quando iniziare la riabilitazione logopedica dopo un ictus?
In presenza di afasia è importante iniziare il percorso riabilitativo il prima possibile, non appena il paziente è clinicamente stabile.
"I primi 3-6 mesi dopo l'evento neurologico rappresentano una finestra particolarmente favorevole -, sottolinea la dott.ssa Viganò -. In questa fase il cervello possiede una maggiore capacità di riorganizzarsi e creare nuove connessioni per compensare le aree danneggiate.
Intervenire precocemente significa sfruttare al meglio questo potenziale di recupero. Naturalmente, anche oltre questa fase la riabilitazione può continuare a portare benefici, grazie a un trattamento personalizzato e alla costanza nel tempo”.
In cosa consiste la riabilitazione logopedica post ictus
Ogni persona presenta caratteristiche e difficoltà diverse, per questo non esiste un percorso standard.
"La prima fase è sempre una valutazione approfondita - spiega la logopedista -. Attraverso test standardizzati analizziamo le diverse componenti del linguaggio, come la comprensione, la produzione verbale, la lettura e la scrittura, così da individuare le difficoltà specifiche e definire gli obiettivi riabilitativi insieme all'équipe."
Successivamente la riabilitazione prosegue con sedute individuali o, quando indicato, di gruppo, attraverso esercizi costruiti sulle reali esigenze del paziente e continuamente adattati ai progressi raggiunti.
"Gli esercizi possono riguardare, ad esempio, il recupero dei nomi degli oggetti, la costruzione di frasi, la comprensione di conversazioni o attività che simulano situazioni della vita quotidiana", racconta la logopedista degli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza.
Oggi il trattamento si basa su protocolli supportati dalle evidenze scientifiche e può prevedere sia strumenti tradizionali, come immagini e schede, sia strumenti digitali.
Quali aspetti del linguaggio vengono allenati?
"Possiamo intervenire sulla comprensione del linguaggio orale, sull'espressione verbale, sulla lettura e sulla scrittura, ma anche sugli aspetti pragmatici della comunicazione, come mantenere una conversazione o rispettare i turni di parola", spiega la dottoressa.
Quando necessario, vengono utilizzati anche gesti, disegni o strumenti di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), che consentono alla persona di comunicare anche quando la parola non è sufficiente.
I progressi vengono monitorati nel tempo attraverso test standardizzati ripetuti periodicamente, così da valutare l'efficacia della riabilitazione e aggiornare gli obiettivi terapeutici.
L'obiettivo non è solo tornare a parlare
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la riabilitazione dell'afasia non punta esclusivamente a ‘insegnare di nuovo a parlare’: "L'obiettivo è permettere alla persona di comunicare - sottolinea la dott.ssa Viganò -.
Quando il linguaggio verbale è molto compromesso, lavoriamo anche su strategie alternative, come gesti, immagini, supporti cartacei o strumenti digitali, affinché il paziente possa comunque esprimere i propri bisogni e comprendere gli altri."
Per questo motivo gli esercizi proposti durante la terapia riproducono situazioni concrete della vita quotidiana, come fare la spesa, telefonare, ordinare al bar o conversare con i familiari, facilitando il trasferimento delle competenze apprese nella vita di tutti i giorni.
La riabilitazione continua anche dopo la dimissione
La dimissione dall'ospedale non coincide con la fine del percorso di riabilitazione logopedica dell’afasia dovuta a ictus o lesione cerebrale."La continuità terapeutica è fondamentale -, spiega la logopedista -. La riabilitazione ambulatoriale permette di consolidare quanto appreso durante il ricovero e di trasferire gradualmente le competenze acquisite nelle situazioni della vita reale. La costanza fa davvero la differenza."
Il ruolo della famiglia e dei caregiver
Il recupero non avviene soltanto durante le sedute di logopedia."Ogni momento di comunicazione può diventare un'occasione di riabilitazione - sottolinea la specialista degli Istituti Clinici Zucchi -. Per questo coinvolgiamo sempre familiari e caregiver, insegnando loro le strategie comunicative più efficaci da utilizzare anche a casa."
Come comunicare con una persona con afasia: i consigli della logopedista
Secondo la dott.ssa Viganò, alcuni semplici accorgimenti possono facilitare molto la comunicazione:
- concedere il tempo necessario per rispondere, senza anticipare o completare automaticamente le frasi;
- parlare lentamente, utilizzando frasi brevi e una domanda alla volta;
- accompagnare le parole con gesti, immagini o parole scritte quando necessario;
- accettare qualsiasi modalità comunicativa, valorizzando il messaggio più che il modo in cui viene espresso;
- ridurre le distrazioni, spegnendo televisione o radio durante la conversazione.
Gli errori da evitare
"È altrettanto importante evitare alcuni errori molto comuni", aggiunge la logopedista:
- non bisogna parlare alla persona con afasia come a un bambino: il disturbo riguarda il linguaggio, non l'intelligenza o la maturità della persona.
- se un messaggio non è chiaro è meglio chiedere con calma di riprovare, senza fingere di aver capito.
- è soprattutto importante lasciare che sia sempre il paziente a rispondere alle domande rivolte direttamente a lui".
Un percorso multidisciplinare
La riabilitazione dell'afasia richiede le competenze di un team multidisciplinare. "Il logopedista lavora ogni giorno a stretto contatto con:
- neurologo
- fisiatra
- foniatra
- neuropsicologo
- terapista occupazionale
- fisioterapista
- psicoterapeuta.
Solo l'integrazione delle diverse competenze permette di costruire un percorso realmente personalizzato, con l'obiettivo di recuperare non solo il linguaggio, ma anche l'autonomia della persona." conclude la dottoressa.
Riabilitazione logopedica presso gli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza
Gli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza offrono un percorso di riabilitazione logopedica sia con il SSN che in regime privato rivolto ai pazienti con disturbi del linguaggio e della comunicazione, anche in seguito a eventi neurologici come l’ictus. L’attività ambulatoriale si integra con il percorso di Neuroriabilitazione, garantendo una presa in carico multidisciplinare e personalizzata.Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata.


