
Ambulatorio Life After Cancer: recupero fisico e psicologico dopo le cure oncologiche
PUBBLICATO IL 19 OTTOBRE 2026
Nei pazienti oncologici, la stanchezza può persistere anche quando la fase più intensa delle cure è finita. Inoltre, si può avere meno forza, dormire male o faticare a ritrovare familiarità con un corpo che è cambiato. Per alcune persone, a pesare è soprattutto la paura che il tumore ritorni. Sono difficoltà che incidono sulla vita quotidiana e che richiedono un'attenta comprensione.
A questi bisogni è dedicato l’Ambulatorio Life After Cancer dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, che si inserisce all’interno del Comprehensive Cancer Center, il centro multidisciplinare dell’ospedale dedicato alla ricerca, alla diagnosi e alla cura dei tumori.
Sempre più persone guariscono da un tumore o convivono a lungo con una malattia oncologica controllata. Il recupero del benessere, però, può richiedere tempo e un’assistenza dedicata. Ne parliamo con la prof.ssa Patrizia Rovere-Querini, direttrice dell’Unità Operativa di Medicina generale a indirizzo salute metabolica e invecchiamento OSR e Ordinaria di Medicina Interna all’Università Vita-Salute San Raffaele (UniSR).
A chi si rivolge l’ambulatorio
Life After Cancer nasce per aiutare i pazienti ad affrontare le conseguenze delle terapie oncologiche e a recuperare capacità fisica e benessere psicologico.
L’ambulatorio è pensato principalmente per chi ha concluso la fase più intensa dei trattamenti oncologici, pur accogliendo anche le necessità di chi prosegue una terapia ormonale o di mantenimento.
Il concetto di survivorship, che comprende i bisogni di salute e di vita legati all’esperienza oncologica, va infatti oltre il momento in cui terminano le cure. Le difficoltà possono emergere mentre una terapia è ancora in corso, e non sempre è necessario aspettarne la conclusione per affrontarle.
In alcuni casi, intervenire precocemente su alimentazione, attività fisica o disturbi del sonno e disagio psicologico può aiutare ad arrivare alla fine dei trattamenti in condizioni migliori. Il momento in cui rivolgersi al team dipende, quindi, dalla situazione clinica e dalle esigenze individuali. “Naturalmente l’ambulatorio non sostituisce il follow-up oncologico, ma lo affianca”, precisa la Professoressa Rovere-Querini.
La prima visita: da come ci si sente a ciò che si vuole recuperare
Il primo accesso all’Ambulatorio Life After Cancer parte dall’ascolto: il team ricostruisce la storia oncologica e le terapie ricevute, anche per considerare conseguenze che possono manifestarsi a distanza di tempo. Si approfondisce poi come sta la persona: se avverte stanchezza, se ha perso forza, se il peso è cambiato o se sono presenti altri sintomi persistenti.
La valutazione considera:
- la composizione corporea, cioè le diverse componenti del corpo, tra cui muscolo e grasso;
- stato metabolico;
- stato cardiovascolare;
- abitudini alimentari;
- movimento quotidiano;
- qualità del sonno;
- modo in cui il paziente vive psicologicamente ciò che è accaduto.
Contano molto anche le priorità personali. Il lavoro, gli impegni familiari e il tempo disponibile incidono sulla possibilità di seguire le indicazioni ricevute: sapere che cosa la persona desidera recuperare e quali difficoltà incontra permette di formulare proposte realistiche. “Non vogliamo consegnare un elenco generico di cose che ‘fanno bene’: vogliamo individuare poche cose realmente utili per quella specifica persona e aiutarla a metterle in pratica” spiega, a questo proposito, la Professoressa.
Un team multidisciplinare che condivide valutazioni e obiettivi
Medico, psicologo e professionisti della nutrizione e dell’attività fisica lavorano a un progetto comune. La multidisciplinarietà dell’ambulatorio consiste nel mettere in relazione le informazioni raccolte e concordare le priorità, evitando che ogni problema venga affrontato separatamente.
Il peso, per esempio, è uno degli aspetti della valutazione: vanno considerate anche l’eventuale perdita di massa muscolare e la riduzione della forza. Le indicazioni devono inoltre tenere conto del benessere psicologico e delle possibilità concrete della persona di seguirle.
Quando emergono necessità specifiche, possono essere coinvolti altri specialisti. Gli approfondimenti possono riguardare la salute cardiovascolare, le alterazioni ormonali e del metabolismo oppure la sfera sessuale, secondo quanto emerge dalla visita.
Un programma basato sugli obiettivi di ciascuno
La guarigione oncologica può coesistere con condizioni che compromettono il benessere. Durante la malattia una persona può essere diventata sedentaria, aver perso muscolo o accumulato grasso viscerale, quello localizzato attorno agli organi addominali. Può continuare a dormire male o vivere con il timore di una recidiva, cioè del ritorno del tumore.
Occuparsi di questi aspetti significa riconoscere che il recupero della salute comprende anche ciò che accade nella vita quotidiana, oltre agli esiti dei controlli oncologici. Gli obiettivi possono essere diversi: per qualcuno la priorità sarà recuperare forza, per altri affrontare sintomi persistenti o ridurre il peso psicologico dell’esperienza vissuta. La valutazione serve anche a individuare eventuali fattori di rischio su cui intervenire.
Indicazioni concrete e sostenibili nella quotidianità
Il programma viene costruito a partire dalle condizioni e dalle risorse della persona. Una raccomandazione generica a mangiare bene o a fare movimento può essere difficile da tradurre in abitudini quotidiane, soprattutto quando persistono stanchezza o disagio.
“L'obiettivo non è creare il ‘paziente perfetto’, né imporre uno stile di vita ideale. È costruire cambiamenti sostenibili, che possano essere mantenuti nel tempo”, sottolinea Rovere-Querini.
Il compito del team è quindi individuare gli interventi utili, stabilire da dove cominciare e aiutare il paziente a mettere in pratica quanto concordato. Le indicazioni devono trovare spazio nella sua vita, tenendo conto delle difficoltà presenti e di ciò che, per quella persona, è prioritario recuperare.
Come accedere all’Ambulatorio Life After Cancer dell’IRCCS Ospedale San Raffaele
L’Ambulatorio è accessibile in regime di solvenza o in convenzione con fondi sanitari/assicurazioni. è possibile prenotare una prima visita privata al seguente link.



