MICI e rischio cardiovascolare, al Policlinico San Donato parte il progetto di ricerca DICOM: come partecipare

MICI e rischio cardiovascolare, al Policlinico San Donato parte il progetto di ricerca DICOM: come partecipare

PUBBLICATO IL 02 NOVEMBRE 2026

MICI e rischio cardiovascolare, al Policlinico San Donato parte il progetto di ricerca DICOM: come partecipare

PUBBLICATO IL 02 NOVEMBRE 2026

Vuoi partecipare al progetto DICOM del Policlinico San Donato? Manda una mail

La malattia di Crohn e la colite ulcerosa sono le principali malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). Sono condizioni che richiedono un monitoraggio nel tempo e che possono interessare l’organismo anche oltre l’intestino. Tra le possibili manifestazioni extraintestinali, infatti, rientra anche un maggiore rischio cardiovascolare.

È proprio su questo rapporto, ancora non completamente definito, che si concentra DICOM, un progetto di ricerca promosso dalla Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’IRCCS Policlinico San Donato, diretta dal professor Vito Annese, in collaborazione con la cardiologa dottoressa Serenella Castelvecchio. L’obiettivo è: 

  • studiare il rischio cardiovascolare nelle persone con malattia di Crohn o colite ulcerosa; 
  • comprenderne meglio la frequenza;
  • individuare gli elementi che possono aiutare a prevenirlo. 

 

MICI e rischio cardiovascolare: un legame da conoscere

Quando si parla di malattia di Crohn e colite ulcerosa, l’attenzione è naturalmente rivolta ai sintomi intestinali e al controllo dell’infiammazione. Tuttavia, queste patologie possono avere ripercussioni anche su altri organi e apparati.

In particolare, le evidenze disponibili indicano che le persone con MICI (Malattie infiammatorie croniche intestinali) possono presentare un rischio cardiovascolare superiore rispetto alla popolazione generale. Secondo i dati alla base del progetto DICOM, questo aumento può essere nell’ordine del 20-25% (*). 

Il rischio cardiovascolare, inoltre, può dipendere da diversi fattori, alcuni legati alla stessa malattia infiammatoria e altri modificabili, come il fumo, il sovrappeso e l’obesità, la pressione arteriosa, i valori di glicemia e quelli dei lipidi nel sangue. 

Per questo, accanto alla cura e al controllo delle MICI, può essere importante conoscere anche il proprio profilo cardiovascolare e intervenire precocemente quando emergono fattori di rischio.

 

Gli obiettivi del progetto DICOM del Policlinico San Donato

Il progetto di ricerca DICOM nasce dalla collaborazione tra 2 figure, il gastroenterologo e il cardiologo, con l’obiettivo di raccogliere informazioni utili sia per la valutazione del singolo paziente, sia per la ricerca. Tra le sue finalità principali vi sono:

  • capire quanto sia frequente il rischio cardiovascolare nelle persone con malattia di Crohn e colite ulcerosa in Italia;
  • sviluppare, in futuro, strumenti più accurati per stimarlo in questa specifica popolazione.

La ricerca analizzerà inoltre possibili fattori predittivi attraverso lo studio di campioni di sangue e feci, con il supporto di tecniche di analisi avanzate e dell’intelligenza artificiale.

 

Chi può partecipare al progetto DICOM

Il progetto DICOM è rivolto a persone maggiorenni con malattia di Crohn o colite ulcerosa, senza ulteriori limitazioni legate all’età o alle caratteristiche della malattia.

Possono partecipare anche pazienti seguiti presso altri centri, non necessariamente al Policlinico San Donato. Questo rende il progetto aperto anche a persone provenienti da altre città e regioni, in particolare dall’area del nord Italia.

Il percorso richiede almeno 2 accessi fisici al Policlinico San Donato, nell’arco dei 2 anni del progetto. 

Cosa che rende quindi poco impegnativa la partecipazione in termini di tempistiche per i pazienti coinvolti. Inoltre, in casi particolari legati alla lontananza o ad altre esigenze personali, gli esami possono essere organizzati cercando di concentrare le attività in tempi ravvicinati, anche nell’arco di 2 giornate.

 

Cosa prevede la partecipazione al progetto DICOM 

La prima valutazione è quella più approfondita e comprende la raccolta della storia clinica, la compilazione di un questionario e una serie di esami medici. Sono previsti:

  • esami del sangue;
  • esami delle feci, compresa la calprotectina;
  • valutazione cardiologica;
  • ecocolordoppler dei tronchi sovra-aortici (TSA), per valutare le arterie carotidi;
  • FibroScan, un esame non invasivo che permette di valutare il fegato, anche in relazione all’eventuale presenza di steatosi.

Gli esami di laboratorio comprendono, tra gli altri: 

  • emocromo; 
  • creatinina; 
  • PCR; 
  • colesterolo totale, HDL, LDL; 
  • trigliceridi; 
  • transaminasi; 
  • glicemia e insulina. 

In caso di glicemia elevata viene valutata anche l’emoglobina glicata.

Per i pazienti che non siano già conosciuti dal centro sarà inoltre necessario acquisire la storia clinica completa e disporre di un’endoscopia eseguita nell’ultimo anno. Se non disponibile, potrà essere necessario ripeterla nell’ambito della valutazione clinica.

Dopo la prima valutazione, il paziente continuerà a seguire la propria terapia e i normali controlli per la MICI presso il proprio centro di riferimento. Il progetto prevede quindi una valutazione a 1 anno, che può essere effettuata anche senza un accesso in presenza, e una seconda visita a 2 anni.

 

Un percorso gratuito e un riscontro degli esami

La partecipazione al progetto è completamente gratuita. Gli esami e le valutazioni previsti dallo studio sono a carico del progetto.

Un aspetto importante riguarda anche il riscontro individuale: il partecipante riceverà i risultati degli esami effettuati. Qualora emergano valori o elementi che meritano attenzione, il cardiologo potrà fornire indicazioni per eventuali ulteriori approfondimenti o per una valutazione terapeutica, che saranno eventualmente effettuati al di fuori dello studio.

In questo senso, partecipare significa contribuire alla ricerca, ma anche avere l’opportunità di conoscere meglio il proprio profilo di rischio cardiovascolare, anche quando non sono presenti sintomi.

 

Dalla ricerca nuove informazioni per la cura delle MICI: gli obiettivi del progetto DICOM

DICOM non si limita a fotografare il rischio cardiovascolare dei pazienti con malattia di Crohn e colite ulcerosa. Il progetto vuole: 

  • comprendere quali siano i fattori maggiormente associati a questo rischio;
  • individuare elementi predittivi che possano essere utilizzati in futuro per una valutazione più precisa e personalizzata.

La prospettiva è quella di rafforzare un approccio sempre più integrato alla gestione delle MICI, nel quale il controllo dell’infiammazione intestinale e l’attenzione ai fattori di rischio modificabili, come il fumo e l’eccesso di peso, possano contribuire anche alla protezione della salute cardiovascolare.

Studiare oggi questo legame significa quindi raccogliere informazioni che potranno aiutare a migliorare la prevenzione e la gestione dei pazienti con MICI negli anni a venire.

 

Come partecipare al progetto DICOM

L’arruolamento al progetto è previsto per un anno, fino alla fine del 2027.

Per ricevere informazioni e verificare la possibilità di partecipare, è possibile contattare la data manager Antonella Bianchi, mandando una mail a antonella.bianchi2@grupposandonato.it, 
che fornirà le spiegazioni necessarie sul progetto e sul percorso previsto.

 

(*) J Crohns Colitis. 2025 May 8;19(5):jjaf078.