
Diagnosi precoce e cure avanzate: i fattori chiave per la gestione della malattia di Crohn
PUBBLICATO IL 04 MARZO 2026
La malattia di Crohn, o morbo di Crohn, è una patologia infiammatoria cronica dell’intestino in costante aumento nei Paesi industrializzati, Italia compresa. Questa malattia, che fa parte delle MICI (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, colpisce prevalentemente adolescenti e giovani adulti, spesso nel pieno della vita scolastica e lavorativa, con sintomi che possono essere anche molto invalidanti e un decorso caratterizzato da riacutizzazioni imprevedibili.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha profondamente trasformato la gestione clinica della malattia, mettendo a disposizione:
- diagnosi più tempestive;
- terapie sempre più mirate e avanzate.
Ne parliamo con la professoressa Sara Massironi, responsabile dell’Unità Operativa di Gastroenterologia del Policlinico San Marco e del Policlinico San Pietro e referente del servizio di Endoscopia del Policlinico San Pietro, professore associato di Gastroenterologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Che cos’è il morbo di Crohn
Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino che può interessare qualsiasi tratto dell’apparato digerente, anche se più frequentemente colpisce l’ileo e il colon.
L’infiammazione è spesso discontinua e può coinvolgere tutta la parete intestinale, causando danni progressivi nel tempo.
Può comparire a qualsiasi età, anche se la fascia in cui avviene la maggior parte delle diagnosi è tra i 15 e i 35 anni.
Quali sono le cause del morbo di Crohn
Le cause del morbo di Crohn non sono ancora del tutto chiare. L’ipotesi più accreditata è che il morbo di Crohn derivi da una risposta anomala del sistema immunitario che causa un'infiammazione dell’intestino. A questo meccanismo contribuiscono:
- fattori genetici;
- familiarità;
- fattori ambientali (come il fumo, ad esempio);
- alterazioni del microbiota intestinale.
Morbo di Crohn e stress: che legame c’è
Pur non essendo una malattia causata direttamente dallo stress, condizioni prolungate di stress psicologico possono influenzare l’andamento del morbo di Crohn, in quanto può incidere:
- sul modo di percepire la malattia;
- sull'adeguata aderenza alla terapia;
- sulla qualità della vita.
Per questo motivo, nei pazienti con malattia di Crohn la gestione dello stress, attraverso supporto psicologico, tecniche di rilassamento e adeguato stile di vita, rappresenta un complemento importante alle terapie mediche nel controllo della malattia e nel miglioramento della qualità di vita.
I sintomi del morbo di Crohn: i segnali che possono generare sospetto
I sintomi più comuni con cui si manifesta il morbo di Crohn sono:
- diarrea persistente;
- dolore addominale;
- perdita di peso;
- affaticamento (astenia).
In alcuni casi compaiono febbre, anemia e riduzione dell’appetito.
I sintomi extraintestinali del morbo di Crohn
La malattia di Crohn può manifestarsi anche fuori dall’intestino, con dolori articolari, problemi cutanei o infiammazioni oculari, rendendo la diagnosi più complessa e ritardandola.
Come si diagnostica il morbo di Crohn
L’esame cardine per la diagnosi della malattia di Crohn è la ileo-colonscopia con biopsia, fondamentale per osservare direttamente la mucosa intestinale e ottenere campioni tissutali utili alla conferma diagnostica.
Negli ultimi anni, tuttavia, ha acquisito grande rilevanza l’ecografia delle anse intestinali, una metodica non invasiva, priva di radiazioni e ripetibile nel tempo, che permette di valutare in modo accurato diversi aspetti della malattia. Questo esame consente di:
- identificare l’ispessimento della parete intestinale;
- stimare l’estensione dell’infiammazione;
- evidenziare eventuali complicanze (come fistole, occlusione intestinale o ascessi/raccolte);
- monitorare la risposta alle terapie.
Grazie alla sua accessibilità e all’elevato livello di accuratezza, rappresenta oggi uno strumento in rapida espansione negli ambulatori dedicati alle malattie infiammatorie croniche intestinali ed è spesso utilizzata come prima metodica di valutazione o come follow‑up tra un esame endoscopico e l’altro.
A completare il percorso diagnostico, tecniche di imaging come risonanza magnetica enterografica (MRE) e TAC permettono di ottenere una visione dettagliata dell’intestino e riconoscere complicanze più profonde, soprattutto nei casi complessi o in urgenza.
Come si cura il morbo di Crohn: le terapie oggi disponibili
Sebbene non esista ancora una cura definitiva per il morbo di Crohn, negli ultimi anni il panorama terapeutico si è arricchito di opzioni sempre più mirate ed efficaci, che permettono di:
- controllare l’infiammazione;
- prevenire le riacutizzazioni;
- limitare la progressione della malattia.
Terapie tradizionale
Le terapie tradizionali comprendono i cortisonici, utilizzati soprattutto nelle fasi di attivazione della malattia per la loro rapida efficacia nel ridurre l’infiammazione. Non rappresentano però una soluzione di lungo periodo, poiché non prevengono le complicanze e non sono indicati per terapie prolungate a causa dei possibili effetti collaterali.
Per il mantenimento della remissione si utilizzano da tempo gli immunosoppressori (come azatioprina o metotrexato), sebbene oggi il loro impiego tenda a essere più selettivo.
Terapie avanzate
Un ruolo sempre più centrale è ricoperto dalle terapie avanzate, che includono:
- farmaci biologici, tra i quali rientrano gli anti‑TNF, gli anticorpi anti‑integrine e gli anti‑interleuchine 23, che hanno rivoluzionato la gestione del Crohn moderato‑severo;
- small molecules o piccole molecole, capaci di agire su specifici meccanismi dell’infiammazione. Tra queste ci sono gli inibitori di JAK, small molecules orali che offrono un’alternativa efficace e spesso più comoda per il paziente.
La scelta del trattamento è sempre personalizzata, in base all’estensione e al comportamento della malattia, alle caratteristiche del paziente e alla risposta alle terapie precedenti.
Le complicanze del morbo di Crohn e come trattarle
La malattia di Crohn, se non diagnosticata tempestivamente e adeguatamente controllata, può dare origine a complicanze come:
- stenosi intestinali, dovute alla cicatrizzazione della parete, che possono causare occlusione;
- fistole, cioè comunicazioni anomale tra intestino e altri organi o la cute.
Per trattare queste condizioni, oltre che in caso di problematiche non controllabili farmacologicamente, può essere necessario ricorrere alla chirurgia.
Anche dopo un intervento, tuttavia, la malattia può ripresentarsi, rendendo fondamentale un adeguato monitoraggio e un trattamento mirato per prevenire le recidive.
Il ruolo di alimentazione e stile di vita nella gestione del morbo di Crohn
L’alimentazione può influenzare i sintomi della malattia di Crohn:
- durante le fasi acute è spesso utile evitare cibi irritanti;
- nei periodi di remissione è importante seguire un’alimentazione equilibrata e personalizzata.
Anche l’attività fisica moderata gioca un ruolo fondamentale.
Si può convivere con il morbo di Crohn?
Si, grazie ai progressi della medicina molte persone riescono a condurre una vita normale.
L’obiettivo di cura infatti è cambiato radicalmente. Non ci si accontenta più solo di far sparire i sintomi. Anche quando il paziente sta meglio, l’intestino può essere ancora infiammato. Per questo oggi le terapie puntano a una remissione più profonda e duratura, che coinvolga tutti gli strati della parete intestinale. Questo riduce il rischio di ricadute, complicanze e interventi chirurgici.
Informazione, diagnosi precoce e aderenza alle terapie sono strumenti essenziali per tenere la malattia sotto controllo e ridurne l’impatto sulla quotidianità.
L'Ambulatorio dedicato alle MICI del Policlinico San Marco e Policlinico San Pietro
Presso il Policlinico San Marco e il Policlinico San Pietro, nell’ambito dell’attività dell’Ambulatorio di Gastroenterologia Clinica, è attivo l’Ambulatorio dedicato alle MICI (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali) o IBD (Inflammatory Bowel Disease).
L’Ambulatorio bergamasco collabora attivamente con il Centro IBD dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, punto di riferimento e di eccellenza a livello italiano per la diagnosi e cura di questo tipo di patologie.


