
Poliposi nasale: cure più efficaci e “su misura” con i farmaci biologici
PUBBLICATO IL 13 MAGGIO 2026
Per chi soffre di poliposi nasale, la vita quotidiana è spesso un percorso a ostacoli. Il naso perennemente chiuso, la perdita dell’olfatto e del gusto, il sonno disturbato e quella fastidiosa sensazione di "testa pesante" non sono solo piccoli fastidi, ma i sintomi di una patologia infiammatoria cronica che impatta profondamente sulla qualità della vita.
Spesso, questa condizione non arriva da sola, ma si accompagna all'asma bronchiale, creando un quadro clinico complesso che in passato lasciava ai pazienti poche alternative: da una parte la terapia medica, sostanzialmente costituita da farmaci cortisonici, dall’altra un intervento chirurgico nasosinusale.
La rinosinusite polipoide purtroppo può recidivare e, fino a pochi anni fa, c’era la possibilità che tali pazienti fossero sottoposti a plurimi interventi chirurgici. Da qualche anno la terapia della rinosinusite cronica polipoide è cambiata radicalmente. La ricerca scientifica, infatti, è riuscita a scoprire i meccanismi molecolari infiammatori alla base della maggior parte delle rinosinusiti croniche polipoidi, mettendo così a disposizione farmaci sempre più efficaci, tra cui i farmaci biologici.
Ne parliamo con il dottor Giuseppe Aresi, otorinolaringoiatra dell’Unità di ORL del Policlinico San Pietro diretta dal dottor Mario Papalia, e il dottor Emanuele Bizzi, immunologo e allergologo del Policlinico San Marco. Grazie alla stretta collaborazione tra i 2 specialisti, gli Istituti Ospedalieri Bergamaschi sono in grado di offrire un percorso diagnostico-terapeutico multidisciplinare a 360° che si avvale anche dei farmaci biologici e di ultima generazione.
Le nuove cure per i polipi nasali: i farmaci biologici
La grande novità nella gestione e trattamento della poliposi nasale è rappresentata dalle terapie biologiche.
A differenza dei farmaci tradizionali, che agiscono in modo generico su tutto l’organismo, i farmaci biologici sono "anticorpi monoclonali" progettati per agire in maniera estremamente specifica e selettiva, colpendo con estrema precisione solo le molecole responsabili dell’infiammazione.
Nel caso dei polipi nasali, queste terapie non si limitano a ridurre l'infiammazione locale (nasale o polmonare che sia), ma bloccano i meccanismi molecolari specifici che sono alla base di asma e di rinosinusite cronica polipoide.
La qualità della vita migliora sensibilmente grazie all’utilizzo dei farmaci biologici, poiché sia i sintomi nasali che polmonari si riducono di intensità. Molto spesso infatti:
- torna l’olfatto;
- i polipi si riducono di volume migliorando la respirazione nasale;
- migliorano i sintomi polmonari come l’asma;
- si riduce la necessità di utilizzare cortisonici sia a livello nasale sia polmonare;
- si previene spesso la necessità di ulteriori e plurimi interventi chirurgici nasosinusali.
L’approccio multidisciplinare degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi per curare la poliposi nasale
La medicina moderna ci insegna che non basta curare il sintomo, bisogna curare il paziente nella sua interezza. Questo è particolarmente vero per la poliposi nasale, che spesso è la manifestazione "superiore" di un’infiammazione che colpisce anche i polmoni (asma).
In questa ottica è necessaria una collaborazione tra allergologo-immunologo e otorinolaringoiatra. Da qui è nata la sinergia tra:
- il dottor Giuseppe Aresi, Otorinolaringoiatra del Policlinico San Pietro, che dal 2023 gestisce un ambulatorio rinologico in cui segue i pazienti che presentano rinosinusite cronica polipoide severa;
- il dottor Emanuele Bizzi, Immunologo del Policlinico San Marco, dove è stato di recente attivato un nuovo ambulatorio immunologico in cui vengono valutati pazienti con asma bronchiale.
I 2 ambulatori sono strettamente interconnessi tra loro così da riuscire a gestire in modo efficiente i pazienti che presentano poliposi nasale e/o asma bronchiale.
Normalmente, infatti, il paziente che presenta problematiche nasali e polmonari deve effettuare una visita otorinolaringoiatrica, poi successivamente una visita allergologica – immunologica per poi tornare dall’otorinolaringoiatra per le conclusioni diagnostiche. Si tratta di un iter piuttosto complesso.
Con la creazione di un ambulatorio rinologico e un ambulatorio immunologico in stretta collaborazione, il paziente viene preso in carico da un team di specialisti, di grande esperienza in questo ambito, che valutano il quadro clinico nella sua complessità impostando l’iter diagnostico-terapeutico migliore.
Questa collaborazione tra specialisti non è solo un valore aggiunto, ma la chiave per il successo della terapia.
Una cura su misura: l’endofenotipo
Ma perché la collaborazione tra Otorinolaringoiatra e Immunologo è così fondamentale? La risposta sta in una parola complessa, ma affascinante: l’endofenotipo.
In parole semplici, l'endofenotipo è "l’identikit biologico" della malattia di ogni singolo paziente. Non tutti i sintomi nasali e polmonari, infatti, sono uguali: alcuni sono scatenati da particolari allergie, altri da specifiche risposte immunitarie (come la cosiddetta infiammazione di tipo 2). Identificare l’endofenotipo significa capire esattamente quale meccanismo biologico sta causando la crescita dei polipi in quella specifica persona, mappandone quindi l’identità biologica.
Questo approccio mirato e personalizzato permette di:
- selezionare i pazienti candidabili alla terapia biologica;
- eventualmente scegliere il farmaco biologico più adatto a quel determinato paziente, garantendo risultati eccellenti e riducendo al minimo gli effetti collaterali.
I farmaci biologici rappresentano oggi un’arma terapeutica importantissima. Però va specificato che non tutti i pazienti con rinosinusite polipoide o asma bronchiale possono trarre vantaggio da questo tipo di terapie.
La scelta dei pazienti candidabili alle terapie biologiche, quindi, risulta di estrema importanza e può essere eseguita in maniera efficace solo attraverso una stretta collaborazione tra vari specialisti.
Farmaci biologici: un futuro di respiro
Le prospettive per il futuro sono promettenti. I farmaci biologici sono una importante scelta terapeutica non solo in ambito otorinolaringoiatrico, ma anche a livello pneumologico e dermatologico. La ricerca scientifica permetterà di utilizzare sempre più farmaci biologici in altri ambiti della medicina. Per quanto ci riguarda, l’obiettivo è ambizioso ma concreto: ridurre drasticamente la sintomatologia delle rinosinusite cronica polipoide migliorando la qualità della vita utilizzando nuovi farmaci che sono più efficaci e meglio tollerati.