Infiammazione cronica: il confine sottile tra difesa e patologia

Infiammazione cronica: il confine sottile tra difesa e patologia

PUBBLICATO IL 11 GIUGNO 2026

Infiammazione cronica: il confine sottile tra difesa e patologia

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Nel linguaggio comune, il termine "infiammazione" evoca immediatamente il dolore di una distorsione o il calore di una ferita che guarisce. Questa è la risposta acuta, un meccanismo di difesa prodigioso ed essenziale. Esiste però un’altra faccia della medaglia, molto più insidiosa: l'infiammazione cronica o istoflogosi. Si tratta di un processo silente, una sorta di "fuoco che cova sotto la cenere", capace di alterare l'equilibrio del nostro organismo nel corso di mesi o anni, agendo spesso al di sotto della soglia del dolore percepito. 

Ma quali possono essere le cause? E come si può curare? Lo abbiamo chiesto al dottor Emanuele Bizzi, allergologo ed immunologo dell’Unità Operativa di Medicina Generale del Policlinico San Marco.

 

Cos'è un'infiammazione cronica?

Mentre la flogosi o infiammazione acuta può essere una reazione risolutiva, ovvero un meccanismo di difesa e riparazione del nostro organismo in risposta alla presenza di danni ai tessuti di varia origine, l’infiammazione cronica rappresenta un fallimento del sistema immunitario nel tornare allo stato di riposo. 

“Quando il corpo non riesce a eliminare del tutto un agente dannoso, che si tratti di un patogeno ricorrente, una tossina ambientale o uno stimolo metabolico alterato, il tessuto subisce una trasformazione. Le cellule immunitarie restano presenti nel sito e continuano a rilasciare sostanze chimiche, chiamate citochine, che con il tempo portano alla distruzione della matrice tissutale, cioè la struttura di sostegno che mantiene compatto e funzionale il tessuto, e alla formazione di tessuto fibroso (fibrosi)

In questo scenario, l’infiammazione smette di essere uno strumento di riparazione e diventa essa stessa il motore della malattia” spiega il dottor Bizzi.

 

Cause principali e sintomi di un corpo infiammato

Le cause dell’infiammazione cronica sono eterogenee e spesso intrecciate e comprendono:

  • fattori genetici;
  • stile di vita;
  • alimentazione non corretta in termini di quantità, qualità e tempistiche;
  • fattori ambientali;
  • malattie autoimmuni;
  • malattie autoinfiammatorie;
  • infezioni non debellabili autonomamente.

“La medicina moderna riconosce un ruolo cruciale allo stile di vita e ai fattori ambientali. Lo stress e l’infiammazione cronica formano un binomio inscindibile: l’attivazione persistente dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene causata da condizioni di stress prolungate altera la produzione di cortisolo, compromettendo la capacità naturale del corpo di ‘spegnere’ i processi infiammatori” sottolinea lo specialista.

Riconoscere un corpo infiammato non è semplice come identificare una flogosi acuta. I sintomi sono spesso sfumati e comprendono:

  • una stanchezza che non passa con il riposo;
  • dolori muscolari o articolari vaghi, spesso migranti da un posto all’altro del corpo;
  • lievi, ma costanti disturbi digestivi;
  • una sensazione di nebbia cognitiva;
  • ansia, depressione, apatia.

“In termini biochimici, potremmo trovarci di fronte a una flogosi cronica lieve, rilevabile solo attraverso markers ematici specifici, o a una infiammazione con flogosi severa, in cui il danno d'organo inizia a manifestarsi in modo clinico ovvero con sintomi specifici, diversi a seconda dell’organo colpito dall’infiammazione. Ne sono un esempio: 

  • l'artrite reumatoide, dove la flogosi aggredisce le articolazioni rendendole rigide e doloranti; 
  • le malattie infiammatorie intestinali (come il morbo di Crohn);
  • la psoriasi in cui il danno si manifesta visibilmente sulla pelle. 

Allo stesso modo, l'infiammazione cronica è alla base di disturbi diffusissimi come: 

  • la gastrite
  • la sindrome del colon irritabile;
  • la tiroidite di Hashimoto”.

 

Come curare l'infiammazione cronica?

Capire come disinfiammare il corpo non significa ricercare una soluzione estemporanea e con effetto immediato, ma intraprendere un percorso di riequilibrio biologico. Il Dott. Bizzi suggerisce: “La gestione della flogosi cronica richiede un approccio che integri la farmacologia mirata con la medicina dello stile di vita:

  • i farmaci, che a seconda della severità spaziano dagli antinfiammatori classici ai moderni farmaci biologici, supportati spesso da integratori mirati come gli Omega-3, la curcumina o la vitamina D, possono modulare le citochine pro-infiammatorie;
  • la nutrizione clinica e l'attività fisica regolare agiscono come veri e propri segnali epigenetici, capaci di ‘istruire’ il sistema immunitario verso la risoluzione del processo”.

 

Malattie infiammatorie croniche: alcuni esempi

Esempi classici di infiammazione cronica si ritrovano in:

  • malattie cardiovascolari;
  • diabete di tipo 2;
  • sindromi metaboliche;
  • malattie neurodegenerative, come l'Alzheimer;
  • patologie respiratorie croniche, come la BPCO o l'asma grave.

“In queste condizioni, il processo infiammatorio cronico è la base su cui si sviluppa la placca aterosclerotica o l'insulino-resistenza. Allo stesso modo, la ricerca moderna dimostra come una flogosi cronica silente sia un fattore chiave anche nel declino cognitivo tipico dell'Alzheimer e nel danno progressivo alle vie respiratorie”.

 

A quale specialista rivolgersi per una sospetta istoflogosi?

Data la complessità dell'istoflogosi, il ‘fai da te’ o l'assunzione indiscriminata di integratori può risultare controproducente. Quando si sospetta che un malessere generico possa nascondere un processo infiammatorio persistente, la valutazione medica diventa fondamentale.

“A seconda della manifestazione prevalente, figure come l'immunologo, il reumatologo o l'internista collaborano per definire il profilo infiammatorio del paziente. L'obiettivo non è solo ‘togliere l'infiammazione’, ma identificarne la causa radicale per prevenire l'evoluzione verso patologie croniche più invalidanti - osserva lo specialista -.

La diagnosi precoce e un monitoraggio rigoroso rappresentano, oggi, le strategie più efficaci per trasformare una condizione di vulnerabilità in un percorso di salute consapevole e duraturo