Diverticoli del colon: come riconoscerli e come curarli

Diverticoli del colon: come riconoscerli e come curarli

PUBBLICATO IL 05 GIUGNO 2026

Diverticoli del colon: come riconoscerli e come curarli

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I diverticoli sono delle piccole tasche che si formano sulle pareti degli organi cavi, inclusi l‘esofago, lo stomaco, il piccolo intestino, il colon e anche la vescica; tuttavia, quelli del colon sono di gran lunga i più frequenti. La loro prevalenza aumenta progressivamente con l’età: da valori inferiori al 10% a 40 anni, fino ad arrivare al 70% dopo i 70 anni. Una condizione che spesso non dà sintomi, ma che in alcuni casi, invece, può determinare disturbi e infiammazione, non sempre di facile diagnosi o di agevole gestione.

Ne parliamo meglio con il prof. Maurizio Vecchi, gastroenterologo ed endoscopista digestivo presso la Casa di Cura La Madonnina di Milano e medico del servizio Digestive Fast Care della Casa di Cura La Madonnina

 

Diverticolosi, malattia diverticolare e diverticolite: cosa sono 

“I diverticoli si sviluppano più frequentemente nell’apparato digerente e in particolare nell’intestino crasso, soprattutto nella sua porzione sinistra, nota come sigma”, spiega il professore.

Per quanto riguarda i diverticoli del colon, una distinzione chiara va fatta innanzitutto fra diverticolosi, malattia diverticolare e diverticolite. 

Il termine ‘diverticolosi’ indica la presenza di diverticoli (è un concetto anatomico) a prescindere dalla presenza o assenza di sintomi legati a essi. 

La malattia diverticolare, invece, indica il quadro clinico che si associa alla presenza di diverticoli. La diverticolite, infiammazione acuta dei diverticoli con dolore e altri sintomi d’accompagnamento, è un delle manifestazioni della malattia diverticolare. Oltre a questa, la malattia diverticolare può manifestarsi con: 

  • sanguinamento diverticolare: poiché i diverticoli si formano in genere nelle vicinanze di piccoli vasi che attraversano la parete intestinale, questi possono dare origine alla perdita acuta di sangue dal retto che, se non autolimitante, richiede una valutazione urgente in Pronto Soccorso;
  • malattia diverticolare sintomatica non complicata: presenza di sintomi cronici, altalenanti e variabili, in assenza di episodi di diverticolite acuta.

 

Diverticoli del colon: i sintomi

Nella maggioranza dei casi i diverticoli non presentano sintomi, motivo per cui la maggior parte delle persone scopre la loro presenza in modo casuale nel corso di indagini diagnostiche. Quando presenti, le manifestazioni cliniche dei diverticoli possono includere:

Sintomatologia acuta: 

  • crampi e dolore persistente all’addome, spesso alla parte sinistra in basso;
  • febbre;
  • alterazioni della funzione intestinale con diarrea o stipsi, sino ad un blocco completo;
  • nausea e vomito;
  • presenza evidente di sangue nelle feci (sanguinamento rettale), abbastanza abbondante, rosso vivo o rosso scuro che, se non autolimitante, richiede una valutazione in Pronto soccorso.

Sintomatologia cronica:

  • dolore addominale cronico ricorrente, spesso localizzato nella parte inferiore sinistra dell’addome;
  • gonfiore e meteorismo;
  • alterazioni dell’alvo,stitichezza o diarrea, spesso anche alternate;
  • sensazione di evacuazione incompleta.

Diverticoli del colon o sindrome dell’intestino irritabile

Mentre i diverticoli sono piccole sacche nella parete del colon, la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è un disturbo funzionale dell’intestino non associato a malattia organica, cioè a un problema concreto e osservabile nell’organo, o ad alterazioni anatomiche visibili come i diverticoli.

La sintomatologia di malessere addominale può essere sovrapponibile per molti aspetti a quella della malattia diverticolare, ma in genere l’intestino irritabile non causa febbre, nausea, vomito o sanguinamento.

 

Possibili complicanze

La malattia diverticolare può essere curata con una terapia farmacologica (antibiotica) se in forma lieve/moderata, mentre in casi più gravi possono determinarsi delle complicanze. Tra le più comuni vi sono:

  • sanguinamento, spesso autolimitante ma talvolta grave;
  • ascessi e fistole, anche per il fatto che l’infiammazione può coinvolgere organi vicini, come per esempio la vescica;
  • microperforazioni intestinali, che raramente possono evolvere addirittura in peritonite.

In alcuni casi, la diverticolite può causare un’ostruzione del tratto intestinale coinvolto, dovuta al gonfiore della parete del colon nella fase acuta oppure a un restringimento legato alla formazione di cicatrici come esiti delle fasi acute. Questo può ostacolare parzialmente o completamente il passaggio di feci e gas intestinali. In tali situazioni è spesso necessario intervenire tempestivamente e, in caso di sospetta ostruzione, rivolgersi al pronto soccorso per liberare l’intestino e individuare la causa del problema.

 

Le cause dei diverticoli del colon e della malattia diverticolare

I diverticoli sono verosimilmente legati a un indebolimento delle pareti dell’organo in cui si formano, che diventano meno elastiche, in particolare con l’avanzare dell’età. Nei casi più precoci, è possibile che questa debolezza sia facilitata da un fattore ereditario.

Per quanto riguarda i diverticoli del colon, un altro fattore di questo indebolimento può essere anche legato alle pressioni elevate che il colon deve esercitare nei pazienti con stitichezza (stipsi) nel momento in cui feci dure e disidratate transitano in questo tratto di intestino.

D’altro canto, la stipsi è spesso associata a una dieta povera di fibre (frutta, verdura, legumi) che, trattenendo acqua, rendono invece le feci più morbide e ne facilitano il transito lungo l’intestino. Anche la sedentarietà, che rallenta la motilità intestinale, può ridurre la spinta delle feci lungo il colon.

La malattia diverticolare e le manifestazioni cliniche della stessa sono determinate, invece, da:

  • diverticolite, quando i residui fecali ristagnano nei diverticoli, favorendo la proliferazione dei batteri presenti e determinando così un’infezione;
  • sanguinamento diverticolare, legato alla rottura dei piccoli vasi sanguigni adiacenti ai diverticoli, resa più probabile dalla fragilità della parete intestinale e dalle variazioni di pressione all’interno dell’area intestinale interessata;
  • malattia diverticolare sintomatica non complicata, i sintomi cronici sono probabilmente legati a un’alterata motilità del tratto digerente, a una maggiore sensibilità viscerale e a un aumento della pressione all’interno del colon, anche in assenza di infiammazione acuta.


Diverticolosi del colon: come si fa la diagnosi

La diagnosi precoce di questo disturbo è fondamentale per evitare complicanze come ascessi o perforazioni intestinali. I diverticoli colici vengono diagnosticati attraverso esami specifici di diagnostica per immagini:

  • colonscopia che permette di visualizzare direttamente la parete interna del colon; può essere eseguita in sicurezza tranne che nei casi in cui sia in corso una diverticolite acuta; 
  • TAC addome, per verificare la presenza dei diverticoli e di verificarne il possibile stato infiammatorio e le possibili complicanze;
  • ecografia addominale, per valutare le anse intestinali. 

 

Come si cura la malattia diverticolare del colon

Il trattamento della malattia diverticolare dipende dalla gravità della condizione che, come abbiamo accennato, può essere molto variabile.Per la fase acuta, possono essere necessari:

  • antibiotici e antidolorifici;
  • dieta liquida e/o a basso residuo, con alimenti facilmente digeribili e poveri di fibre (come pane bianco, riso bianco, carni magre, latticini), evitando frutta, anche secca, verdura, legumi e cibi integrali;
  • ricovero e/o un intervento chirurgico, nei casi di sanguinamento abbondante, diffusione sistemica dell’infezione con perforazioni, fistole, ascessi e blocco intestinale. L'intervento chirurgico consiste nella rimozione dell’area con i diverticoli (resezione) e unione delle parti sane dell’intestino per ripristinare il passaggio delle feci. Nei casi molto acuti, oltre alla rimozione del tratto interessato, può essere necessaria anche una stomia (colostomia) temporanea, che consente per qualche tempo la fuoriuscita delle feci in un sacchetto esterno per rendere più certa e più rapida la guarigione dell’intestino.

Per la malattia diverticolare senza infiammazione sono state studiate molte strategie, ai fini di prevenire possibili fasi di diverticolite acuta. Tuttavia, nessuna di queste, seppur potenzialmente positiva, ha mai dimostrato con certezza la sua utilità. Queste comprendono:

  • dieta ricca di fibre (verdure e frutta fresca), con o senza integratori;
  • acqua, almeno 1,5 - 2 litri al giorno, salvo diversa indicazione medica;
  • attività fisica regolare;
  • brevi cicli periodici di antibiotici non assorbibili.

“In sostanza, il messaggio più importante per i pazienti è quello di mantenere una funzione intestinale il più possibile regolare e quotidiana, così che si renda meno probabile l’occlusione dei diverticoli”, spiega il professore.

 

Diverticolite acuta: cosa mangiare e cosa evitare 

Durante la fase acuta di infiammazione dei diverticoli del colon è invece necessario ridurre l’apporto di fibre, in particolare quelle più irritanti o difficili da digerire, come:

  • fibre insolubili (crusca, cereali integrali);
  • verdure crude;
  • bucce e semi della frutta;
  • legumi.

È, inoltre, indicato seguire una dieta leggera, evitando:

  • cibi grassi e fritti;
  • insaccati e carni lavorate;
  • alcolici;
  • spezie irritanti;
  •  semi e frutta secca, il cui consumo va valutato con il medico.

 

Convivere con i diverticoli al colon

“Una volta formatisi, i diverticoli non guariscono né regrediscono. Possono essere trattati quando si infiammano ma, al di fuori delle fasi acute è fondamentale adottare un’alimentazione equilibrata, una corretta idratazione e uno stile di vita sano”, conclude il professore.

La prevenzione gioca infatti un ruolo chiave nel ridurre il rischio di complicanze e nel migliorare la qualità della vita, attraverso abitudini quotidiane che favoriscono la regolarità intestinale e il benessere generale.