
Tornare a sciare dopo un infortunio
PUBBLICATO IL 07 GENNAIO 2026
Tornare a sciare dopo un infortunio o riprendere con altri sport invernali, come ad esempio, lo snowboard, è un obiettivo importante per molti appassionati di montagna. Farlo in sicurezza richiede però attenzione, un percorso di riabilitazione adeguato e una valutazione approfondita della reale ripresa della funzionalità articolare e muscolare.
Analizziamo, allora, insieme al dottor Agostino Rossoni, medico dello sport della Clinica Ortopedica e Traumatologica del Policlinico San Pietro diretta dal Prof. Marco Bigoni, i traumi più frequenti sulle piste, i tempi di recupero, gli esami da effettuare prima del ritorno sugli sci e i consigli per prevenire nuove lesioni.
Gli infortuni più comuni negli sport invernali e i tempi di recupero
Gli sport invernali comportano un rischio non trascurabile di infortuni, in particolare tra i praticanti amatoriali. Le lesioni interessano più frequentemente ginocchio, capo e arti superiori, e sono spesso legate a cadute, collisioni, affaticamento o condizioni ambientali sfavorevoli.
Sci alpino e snowboard risultano tra le discipline con i tassi di infortunio più elevati.
Lesioni del menisco e tempi di recupero
Le lesioni meniscali sono raramente isolate e risultano spesso associate alla rottura del legamento crociato anteriore.
I tempi di recupero dipendono dal trattamento effettuato:
- dopo intervento di meniscectomia parziale, il rientro può avvenire in genere dopo 4–6 settimane;
- in caso di sutura meniscale, che richiede tempi biologici di guarigione più lunghi, il recupero può richiedere 2–3 mesi o più.
Traumi di spalla e degli arti superiori e tempi di recupero
Le lesioni dell’arto superiore sono particolarmente frequenti nello snowboard, ma comuni anche nello sci alpino. Traumi diretti e cadute possono causare:
- lussazioni di spalla;
- fratture della clavicola o del polso.
I tempi di recupero variano in base alla gravità della lesione e al tipo di trattamento, ma in media si collocano tra 6 e 12 settimane, seguite da un adeguato percorso riabilitativo.
Traumi cranici e tempi di recupero
I traumi cranici, sebbene meno frequenti rispetto alle lesioni articolari, rappresentano una delle complicanze più temute negli sport invernali e sono in genere legati a collisioni e cadute ad alta velocità.
L’utilizzo del casco (da quest’anno obbligatorio per tutti) ha dimostrato di ridurre significativamente il rischio di lesioni gravi, soprattutto nei giovani e nei praticanti meno esperti.
Rottura del legamento crociato e tempi di recupero
La rottura del legamento crociato anteriore (LCA) è una delle lesioni più frequenti negli sport invernali, in particolare nello sci alpino, e si verifica spesso in seguito a movimenti di torsione del ginocchio con lo sci vincolato.
Il ritorno allo sport non dipende solo dal tempo trascorso dall’intervento, ma soprattutto dal recupero funzionale del ginocchio. Dopo la ricostruzione chirurgica del legamento, il rientro alle attività sportive avviene in genere non prima di 6–9 mesi, e solo dopo aver completato un percorso riabilitativo mirato al recupero della stabilità articolare, della forza muscolare e del controllo neuromotorio.
Prima di tornare sugli sci, infatti, è fondamentale che:
- il ginocchio abbia recuperato una buona stabilità e forza, simmetrica rispetto all’arto sano;
- non ci sia dolore o gonfiore, condizioni che riducono il rischio di nuove lesioni, soprattutto nei movimenti ad alta velocità tipici degli sport invernali.
Esami e visite da fare prima di tornare sulle piste dopo un infortunio
Prima di rimettere gli sci ai piedi è fondamentale assicurarsi che l’articolazione coinvolta abbia recuperato completamente mobilità, forza e stabilità.
Visita ortopedica o di medicina dello sport
Il controllo specialistico, con ortopedico o medico dello sport, è il punto di partenza. Permette infatti di valutare:
- la guarigione dei tessuti;
- la funzionalità articolare;
- l’eventuale presenza di dolore residuo.
Lo specialista può inoltre fornire indicazioni personalizzate per il graduale ritorno allo sport e la prevenzione di ulteriori traumi e infortuni.
Esami strumentali
A seconda dell’infortunio possono essere indicati:
- radiografie per monitorare la guarigione di fratture;
- risonanza magnetica (RM) per valutare lo stato di legamenti, menischi o muscoli;
- ecografie muscolo-tendinee per controllare eventuali lesioni dei tessuti molli.
Questi esami aiutano a confermare la completa guarigione o a programmare ulteriori trattamenti.
Valutazioni funzionali
In alcuni casi, soprattutto dopo infortuni importanti, possono essere utili anche test funzionali come:
- analisi del cammino;
- valutazioni della forza muscolare;
- test di stabilità articolare.
Preparazione fisica per sciare in sicurezza
La cosiddetta ginnastica presciistica, meglio se personalizzata, è fondamentale per prevenire nuovi traumi, oltre che a migliorare la performance. Questo tipo di preparazione include:
- potenziamento della muscolatura delle gambe (quadricipiti, glutei, ischiocrurali);
- allenamento del core, insieme di muscoli della parte centrale del corpo che hanno il ruolo di stabilizzare il busto;
- miglioramento dell’equilibrio e della propriocettività, essenziali per affrontare al meglio le irregolarità del terreno.
Prevenzione: come ridurre il rischio di nuovi infortuni
Esistono alcune nuove pratiche, prima di scendere in pista, che possono aiutare a sciare in sicurezza e prevenire il rischio di nuovi infortuni. Tra queste:
- scegliere l’attrezzatura adeguata, con particolare attenzione alla regolazione degli attacchi;
- riscaldarsi adeguatamente prima di iniziare a sciare;
- riprendere gradualmente, evitando le piste troppo difficili nella fase iniziale di ritorno allo sport;
- ascoltare i segnali del corpo, fermandosi quando si avvertono segni di affaticamento o dolore;
- mantenere una buona preparazione fisica anche fuori stagione, per ridurre il rischio di traumi al ginocchio e alle articolazioni.



