
Cos’è il menisco discoide e come si cura con l’intervento chirurgico
PUBBLICATO IL 26 GENNAIO 2026
Il menisco discoide è un’anomalia congenita del menisco, soprattutto quello esterno (laterale), che presenta una inusuale forma rotondeggiante, invece della classica forma a 'C'. Si tratta di una condizione rara, più diffusa tra gli adolescenti, che può esporre il ginocchio a minor stabilità, traumi o alla rottura del menisco stesso.
Ne parliamo con il dott. Giacomo Stefani, Responsabile dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia sez. II dell’Istituto Clinico Città di Brescia, secondo cui curare il menisco discoide è possibile.
Menischi: cosa sono e qual è la loro funzione
Prima di entrare nel merito di questa condizione clinica è bene fare chiarezza spiegando cosa sono i menischi e quali funzioni assolvono.
“I menischi sono tra le strutture più importanti del ginocchio - spiega il dott. Stefani -. Sono fibrocartilagini situate all’interno dell’articolazione, sui 2 lati, che hanno la funzione di:
- assorbire i carichi sul ginocchio;
- modulare la pressione del femore sulla tibia anche attraverso un processo di lubrificazione;
- favorire un fisiologico movimento del ginocchio.
Il menisco solitamente ha la forma di una 'C', ma può presentare dalla nascita una forma anomala rotondeggiante che prende il nome, appunto, di menisco discoide”.
I sintomi del menisco discoide e i segnali a cui fare attenzione
Quando siamo in presenza di questa anomalia, il menisco non svolge correttamente la propria funzione di ammortizzatore articolare e, addirittura, può rappresentare un impedimento dal momento che non c’è più contatto tra femore e tibia.
Negli adolescenti che svolgono attività sportive, il menisco discoide è la causa di:
- dolore e gonfiore sulla parte esterna del ginocchio;
- scatti;
- blocchi;
- rigidità;
- zoppia;
- difficoltà a estendere il ginocchio specialmente durante i movimenti.
Il sintomo più ricorrente è il dolore sulla parte esterna del ginocchio, spesso associato a gonfiore. Si tratta di un segnale a cui prestare attenzione per evitare lo scenario peggiore, ovvero quando il ginocchio si blocca e ciò porta inevitabilmente alla rottura del menisco. Le caratteristiche strutturali e vascolari del menisco discoide, infatti, lo rendono più soggetto a rotture complesse, anche in assenza di traumi.
Ci sono tuttavia numerosi pazienti, è bene specificarlo, con menisco discoide completamente asintomatici.
Come si diagnostica il menisco discoide: la risonanza magnetica
Sottoporsi all’occhio attento di uno specialista ortopedico è già di per sé un buon primo passo, ma l’unico esame che diagnostica con certezza il menisco discoide è la risonanza magnetica, che consente di:
- valutare con chiarezza tutte le strutture articolari;
- scorgere eventuali segni di lesione e, quando ravvisata, valutare come si presenta e come intervenire.
Come si cura il menisco discoide: l’intervento chirurgico
“Fortunatamente il menisco discoide è operabile, in artroscopia, e spesso l’intervento porta a ottimi risultati” rassicura il dott. Stefani.
Il ricorso all’intervento è consigliato laddove siano presenti sintomi persistenti attribuibili al menisco discoide, come dolore, blocchi articolari recidivanti, limitazione dell'attività sportiva.
Il vantaggio dell’operazione è che, se viene correttamente eseguita, l’ortopedico è in grado di trasformare il menisco discoide rotto in un menisco normale:
- restituendo all’articolazione una funzionalità completa;
- permettendo al paziente di riprendere ogni genere di attività.
I tempi di recupero dopo l’intervento
In seguito all’intervento chirurgico per il menisco discoide, il ritorno alle attività del quotidiano dipendono da molti fattori come:
- l’età del paziente;
- l’eventuale esecuzione di riparazioni o fissazioni meniscali.
Nei più piccoli può essere prescritto un tutore di immobilizzazione del ginocchio per 4 settimane dopo l'intervento.
Solitamente vi è una ripresa graduale delle attività sportive dopo una decina di settimane.
Incidenza e prevalenza del menisco discoide
Il menisco discoide laterale presenta un’incidenza che varia approssimativamente dallo 0,4% al 17%, mentre il menisco mediale discoide è raramente riscontrato, con un’incidenza compresa tra 0,06% e valori molto inferiori. Frequenti, infine, i casi di coinvolgimento bilaterale (15–25% dei pazienti).
Più di uno studio ha evidenziato una sua maggior incidenza nelle popolazioni asiatiche (10–15%) rispetto a quelle occidentali (3–5%).



