Chirurgia endoscopica mini-invasiva al cuore: cos’è e come funziona

Chirurgia endoscopica mini-invasiva al cuore: cos’è e come funziona

PUBBLICATO IL 25 FEBBRAIO 2026

Chirurgia endoscopica mini-invasiva al cuore: cos’è e come funziona

PUBBLICATO IL 25 FEBBRAIO 2026

Consulta il cv del dott. Maselli, cardiochirurgo del Policlinico San Donato

La chirurgia endoscopica mini-invasiva al cuore è una delle innovazioni più rilevanti degli ultimi anni in ambito cardiochirurgico. Grazie a questo approccio avanzato, è possibile intervenire sul cuore attraverso piccole incisioni, evitando l’apertura completa del torace e riducendo in modo significativo il trauma chirurgico. Il risultato è un recupero più rapido, minori complicanze e una qualità di vita migliore per il paziente.

Tecnologia 3D, strumenti miniaturizzati e team altamente specializzati rendono possibile ciò che fino a poco tempo fa sembrava impensabile. Per capire meglio come funziona questa tecnica, quali sono i vantaggi e a chi si rivolge, lo abbiamo chiesto al dottor Daniele Maselli, cardiochirurgo di esperienza, attivo nell’unità di Cardiochirurgia dell’IRCCS Policlinico San Donato.

 

Cos’è la chirurgia endoscopica mini-invasiva al cuore

La chirurgia endoscopica mini-invasiva al cuore, detta anche chirurgia cardiaca mini-invasiva, è un metodo chirurgico che consente di operare sul cuore senza dover aprire completamente il torace, come avviene invece nella chirurgia tradizionale. Rappresenta un’innovazione significativa nel campo della cardiochirurgia. 

“Questo approccio utilizza strumenti sottili avanzati e una telecamera endoscopica 3D ad alta definizione, inseriti attraverso piccole incisioni di pochi centimetri - spiega il dottor Maselli -. La visione tridimensionale in alta definizione ci permette di vedere con grande precisione l’anatomia del cuore, rendendo possibile un intervento chirurgico più accurato e sicuro. Questo rappresenta una vera rivoluzione nel campo della cardiochirurgia”.

L’introduzione della visione 3D con tecnologia endoscopica ha cambiato radicalmente l’esperienza operatoria, creando un ambiente di lavoro più chiaro per il chirurgo e riducendo il rischio di errore. 

 

Cardiochirurgia mininvasiva: cosa cambia rispetto alla tecnica tradizionale

Uno dei benefici più importanti della chirurgia endoscopica mini-invasiva al cuore è la riduzione dell’impatto dell’intervento sul corpo del paziente. Afferma il dottor Maselli: “Rispetto alla chirurgia tradizionale, i pazienti hanno: 

  • meno dolore post-operatorio
  • tempi di recupero più rapidi
  • cicatrici molto più piccole”.

Questo permette a chi viene sottoposto all’operazione di tornare prima alle attività quotidiane e di godere di un comfort superiore durante il periodo di guarigione.

Inoltre, la chirurgia mini-invasiva riduce il rischio di complicanze post-operatorie, come infezioni o sanguinamenti eccessivi. Il trauma minore ai tessuti riduce anche la necessità di trasfusioni di sangue e consente una degenza ospedaliera più breve. 

“Sono aspetti fondamentali per migliorare la qualità della vita dopo l’intervento”, aggiunge il cardiochirurgo.

 

Per chi è indicata la chirurgia endoscopica mini-invasiva al cuore

Non tutti i pazienti sono candidati ideali per questo tipo di chirurgia. Una selezione è dunque fondamentale per garantire sicurezza ed efficacia dell’intervento. Spiega il dottor Maselli: “Prima dell’intervento effettuiamo una serie di esami approfonditi, come: 

  • ecocardiografia transesofagea; 
  • TAC;
  • coronarografia”.

Gli esami programmati permettono di analizzare in dettaglio la struttura del cuore e dei vasi sanguigni, così da individuare il miglior approccio per ogni paziente. Vengono valutate con particolare attenzione: 

  • la condizione della valvola mitrale; 
  • la funzionalità cardiaca generale; 
  • la presenza di eventuali altre patologie che potrebbero richiedere un trattamento diverso. 

Una corretta selezione permette di costruire un percorso personalizzato e sicuro.

 

Le patologie cardiache trattate con la chirurgia endoscopica mini-invasiva

Questa tecnica è particolarmente indicata per il trattamento di diverse patologie cardiache, come: 

  • la sostituzione o la riparazione delle valvole cardiache
  • la correzione dei difetti congeniti del cuore;
  • la realizzazione di bypass coronarico

È molto diffuso anche il trattamento di patologie della valvola mitrale che possono richiedere sia la riparazione, sia la sostituzione della valvola. 

La chirurgia mini-invasiva al cuore, grazie all’uso di telecamere e strumenti specializzati, permette al chirurgo di operare con maggiore precisione e minor danno ai tessuti circostanti. Questi strumenti a visione 3D rendono possibile operare anche casi complessi. Oggi questa tecnica è diventata una valida opzione terapeutica, diffusa in molti centri specializzati.

 

Tecniche utilizzate nella chirurgia endoscopica mini-invasiva 3D

Il cuore dell’intervento è rappresentato dall’uso di una telecamera endoscopica 3D, che offre una visione tridimensionale ad alta definizione delle strutture cardiache, consentendo al chirurgo di muoversi con grande accuratezza all’interno del torace del paziente senza doverlo aprire completamente.

Gli strumenti chirurgici impiegati sono estremamente sottili e flessibili, progettati per essere inseriti attraverso incisioni di 3-4 centimetri, tipicamente tra le costole. Questi strumenti consentono di manipolare la valvola mitrale o altre strutture cardiache in modo delicato, minimizzando il trauma ai tessuti circostanti.

Inoltre, durante l’intervento si utilizza la circolazione extracorporea, il cosiddetto bypass cardiopolmonare, per mantenere la funzione del cuore e dei polmoni mentre si opera, permettendo così di lavorare su un cuore fermo e privo di sangue.

Questa combinazione di tecnologia 3D e strumenti miniaturizzati rende possibile eseguire interventi al cuore con la stessa efficacia della chirurgia tradizionale, ma con un impatto molto minore sul paziente.

 

Le innovazioni tecnologiche e il futuro della chirurgia cardiaca mini-invasiva 

Questo tipo di tecniche chirurgiche strizzano l’occhio con ottimismo al futuro. La tecnologia sta evolvendo rapidamente, migliorando di continuo la precisione e la sicurezza degli interventi. Uno degli obiettivi in campo è rendere la chirurgia endoscopica mini-invasiva al cuore uno standard consolidato di cura per i pazienti che necessitano di interventi. 

A questo scopo, è fondamentale anche la formazione di nuovi chirurghi. La curva di apprendimento è impegnativa, ma con programmi ben strutturati è possibile preparare al meglio le squadre chirurgiche, garantendo risultati eccellenti e sicurezza per tutti i pazienti. 

La combinazione di innovazione tecnologica e formazione continua rappresenta quindi la strada da seguire per diffondere questa tecnica e migliorarne ulteriormente i risultati.

La chirurgia endoscopica mini-invasiva 3D al cuore rappresenta una svolta significativa nella cura delle malattie cardiache. Grazie alla riduzione del trauma chirurgico, al minor dolore post-operatorio e ai tempi di recupero accelerati, questa tecnica offre ai pazienti un’opzione più confortevole rispetto alla chirurgia tradizionale.

L’IRCCS Policlinico San Donato, con l’eccellenza dei suoi operatori, garantisce ai pazienti la possibilità di accedere a questa procedura innovativa, per migliorare sempre di più la qualità della cura e il benessere della persona.