
Cataratta: il disturbo più frequente dell'invecchiamento degli occhi
PUBBLICATO IL 21 AGOSTO 2026
L'invecchiamento porta con sé alterazioni fisiologiche e patologie specifiche dell’occhio. In un’ottica di diagnosi più accurata e terapia più efficace, è di fondamentale importanza distinguere le condizioni fisiologiche da quelle patologiche. Tra queste, la più frequente è la cataratta, come ci spiega il Dott. Gianpaolo Gatta, Responsabile della U.O. di Oculistica dell’Istituto Clinico Città di Brescia, nonché Docente di Ortottica ed Assistenza Oftalmologica presso l’Università degli Studi di Brescia.
Le alterazioni fisiologiche della vista causate dall’invecchiamento
Ci sono fenomeni inevitabilmente legati al progredire dell’età che non hanno necessariamente un carattere patologico.
“È il caso, per esempio, della presbiopia, ovvero la perdita della capacità visiva da vicino che richiede l’utilizzo di occhiali per vedere da distanza ravvicinata. Spesso si associa anche ad una più o meno significativa perdita della vista anche per lontano e che determina, in particolare dopo i 60 anni d’età, l’utilizzo di lenti a curvatura progressiva, quelle comunemente conosciute con l’accezione di lenti multifocali”.
Sempre di natura fisiologica e riconducibile all’invecchiamento e alla presbiopia, è la riduzione della trasparenza del cristallino (l’anticamera della cataratta): “quando il cristallino diventa vecchio, infatti, si indurisce e non riesce ad accomodare più per vicino diventando opaco con conseguente desaturazione dei colori: in questi casi la visione risulta meno brillante e più ingiallita”.
Cataratta: la patologia oculare più frequente in età avanzata
Le patologie oculari in età avanzata interessano alcuni ambiti specifici ma, in assoluto, ciò che registra l’incidenza più alta è la progressiva perdita di trasparenza del cristallino, la cataratta: una patologia che colpisce mediamente le persone tra i 60 e gli 80 anni, anche se a volte colpisce pure in età giovanile, 30/40 anni, in seguito a cure farmacologiche e/o traumi. È sempre bilaterale ma frequentemente in modo asimmetrico: insorge prima in un occhio e poi nell’altro.
“Si tratta di una condizione clinica che oggi sappiamo gestire molto bene - ci ha spiegato lo specialista - perché le tecniche di correzione chirurgica della cataratta sono arrivate a livelli estremamente sofisticati”.
Non è un caso, quindi, se la cataratta oggi non è più vissuta come un problema ma, al contrario, come un’opportunità perché con l’intervento si impiantano delle lenti di ultima generazione (premium) che sono in grado non solo di risolvere il problema dell’opacità del cristallino ma anche di correggere simultaneamente i difetti visivi preesistenti come miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia. Non si torna, dunque, a rivedere come prima dell’insorgenza della cataratta ma, addirittura, meglio.
Intervento di cataratta: un’operazione ormai di routine
In Italia ogni anno vengono eseguiti circa 650mila interventi di cataratta. L’intervento di cataratta è l’intervento chirurgico più eseguito nel nostro Paese con un elevato grado di sicurezza, raggiunto anche grazie alla continua evoluzione tecnologica che lo ha reso ancora più sicuro e preciso, ed una durata che varia tra i 6 e i 12 minuti. Nonostante ciò, non va mai sottovalutato. “Le complicanze - ha precisato il Dr. Gatta - per quanto rare, sono difficilmente correggibili. Per questo è opportuno affidarsi a mani esperte e a strutture ben organizzate”.
Cataratta: il sintomo a cui fare attenzione
Un segnale importante, da non ignorare, è un cambiamento nella visione, non necessariamente negativo. “In età avanzata la cataratta può ridurre la miopia migliorando la visione da vicino. Paradossalmente, quindi, se un anziano inizia a togliere gli occhiali per vedere da distanza ravvicinata, è probabile che soffra di cataratta. Quando propendere per l’intervento? “Dipende dalla singola persona. In generale quando la densità della cataratta comincia a interferire con le attività del quotidiano, è bene prendere in considerazione l’operazione”.
Intervento di cataratta: il recupero
Una volta eseguito l’intervento chirurgico, il paziente deve osservare un breve periodo di riposo, seguendo la terapia antibiotica e antinfiammatoria suggerita dallo specialista. Anche se nel tempo la possibilità che insorgano infezioni si è ridotta moltissimo, circa un caso ogni 100.000, è sempre opportuno attenersi alle disposizioni del medico curante.
Quando rivolgersi all’oculista
Chiunque cominci a far fatica a vedere da vicino, a causa probabilmente dell’insorgenza della presbiopia, colga l’occasione per fare una visita con un oculista specializzato. Sarà poi l’oculista, in base al quadro specifico di ognuno, a dettare tempi e modalità di controllo a cui sottoporsi periodicamente. Andare dall’ottico per acquistare un paio di occhiali per vedere da vicino o, ancora peggio, comprarli al supermercato, è un’abitudine controproducente e per certi versi pericolosa. Vederci bene è un bisogno prioritario a qualsiasi età.



