Occhi irritati dopo mare e piscina: quando rivolgersi all’oculista

Occhi irritati dopo mare e piscina: quando rivolgersi all’oculista

PUBBLICATO IL 06 AGOSTO 2026

Occhi irritati dopo mare e piscina: quando rivolgersi all’oculista

PUBBLICATO IL 06 AGOSTO 2026

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Avere gli occhi rossi dopo una giornata al mare o in piscina è un’esperienza molto comune in estate. Nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi lievi e transitori, ma in alcune situazioni possono essere il segnale di un’irritazione più importante o di un’infezione in corso.

Il problema non è un singolo fattore, ma la combinazione di esposizione ai raggi solari, contatto con acqua e riduzione delle normali attenzioni igieniche. Ne parliamo con il dottor Salvatore Giglio, responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Istituto Clinico San Siro di Milano.

 

Gli occhi al mare: effetti di salsedine, vento e sole

“Contrariamente a quanto si pensa, la salsedine non rappresenta il principale fattore di rischio per il fastidio oculare al mare. Il vero meccanismo alla base dei disturbi estivi, infatti, è l'alterazione del film lacrimale, cioè la sottile pellicola che riveste la superficie dell’occhio e ne garantisce protezione, lubrificazione e stabilità visiva” spiega il dottor Giglio.

In condizioni di esposizione prolungata a vento, sole e aria secca, il film lacrimale tende a ridursi e a diventare meno stabile. Questo comporta una maggiore vulnerabilità della superficie oculare e l’insorgenza di alcuni sintomi tipici dell’irritazione:

  • bruciore o sensazione di “occhio che pizzica”;
  • percezione di corpo estraneo, spesso descritta come “sabbia negli occhi”;
  • arrossamento congiuntivale;
  • lieve fotofobia, cioè fastidio alla luce intensa.

“Si tratta, nella maggior parte dei casi, di manifestazioni transitorie legate alla disidratazione oculare e non di infezioni” indica l'oculista.

I raggi ultravioletti (UV)

Un elemento aggiuntivo è rappresentato dai raggi ultravioletti.“L’esposizione cronica o ripetuta ai raggi solari non solo contribuisce all’evaporazione del film lacrimale - spiega il dottore - ma può determinare danni cumulativi alle strutture oculari”.

Nel tempo, infatti, i raggi UV sono associati a un’accelerazione dei processi di invecchiamento dei tessuti oculari, contribuendo allo sviluppo di patologie come cataratta e degenerazione maculare legata all’età, oltre a favorire fenomeni infiammatori della superficie oculare.

 

Il cloro della piscina può essere dannoso per gli occhi?

“Nelle piscine il principale strumento di sicurezza igienica è l’utilizzo di cloro, che riduce la carica microbica dell’acqua e limita la proliferazione di batteri e virus. Una misura indispensabile, che non rende però l’ambiente completamente sterile” afferma il dottor Giglio.

Il contatto diretto con l’acqua clorata può determinare:

  • occhi arrossati;
  • sensazione di bruciore;
  • lacrimazione;
  • lieve fastidio alla luce.

“Nella maggior parte dei casi si tratta di una congiuntivite irritativa chimica, cioè una reazione infiammatoria transitoria legata all’azione del cloro sulla superficie oculare e sul film lacrimale. Il disturbo tende solitamente a risolversi spontaneamente nel giro di poche ore, una volta ristabilito il normale equilibrio della lacrimazione” aggiunge lo specialista.

Quando i sintomi non regrediscono rapidamente o tendono a peggiorare è possibile che si tratti di una componente infettiva.

“Questo rischio aumenta in presenza di alcuni fattori predisponenti che possono fungere da veicolo per microrganismi, come:

  • scarsa igiene delle mani;
  • sfregamento degli occhi dopo il bagno;
  • utilizzo di lenti a contatto durante o dopo il contatto con l’acqua.

In questi casi, l’irritazione iniziale può evolvere in forme infiammatorie più strutturate, come congiuntiviti infettive o, più raramente, coinvolgimenti della cornea, e richiedono una valutazione oculistica tempestiva” indica il medico.

 

Congiuntiviti, irritazioni e infezioni più frequenti

Dal punto di vista clinico, i disturbi più comuni dopo esposizione a mare o piscina rientrano in 3 grandi categorie:

  • irritazioni oculari superficiali, legate a disidratazione del film lacrimale o contatto con agenti chimici come il cloro;
  • congiuntiviti irritative, generalmente transitorie e non infettive, caratterizzate da arrossamento, bruciore e lacrimazione;
  • congiuntiviti infettive, meno frequenti ma più rilevanti dal punto di vista clinico, che si sviluppano quando batteri o virus raggiungono la superficie oculare.

 

Bambini e portatori di lenti a contatto: chi è più a rischio

Alcune categorie sono più esposte al rischio di irritazioni e infezioni oculari durante l’estate, in particolare bambini e portatori di lenti a contatto.

“I bambini trascorrono spesso molte ore in acqua, tendono a toccarsi frequentemente occhi e viso e condividono con facilità asciugamani, giochi, maschere o salviette senza particolare attenzione all’igiene. Comportamenti molto comuni durante le vacanze che possono però facilitare il contatto tra la superficie oculare e batteri o virus presenti nell’ambiente” descrive lo specialista.

Anche chi utilizza lenti a contatto deve prestare particolare attenzione, soprattutto durante bagni in mare o in piscina. Le lenti, infatti, possono alterare l’equilibrio della superficie oculare e trattenere microrganismi a contatto con la cornea più a lungo del normale.

“Le lenti a contatto non dovrebbero essere utilizzate durante il bagno, perché possono favorire l’adesione di batteri e altri microrganismi alla superficie dell’occhio” sottolinea il dottor Giglio.

In questi casi aumenta il rischio non solo di congiuntiviti, ma anche di infezioni corneali più profonde, come le cheratiti, che richiedono una valutazione specialistica tempestiva.

 

I sintomi da non sottovalutare: quando rivolgersi all’oculista

Un arrossamento lieve dopo esposizione a mare o piscina può essere normale. Tuttavia, esistono segnali da non sottovalutare:

  • arrossamento intenso o persistente;
  • dolore o fastidio importante;
  • visione offuscata;
  • secrezioni;
  • forte sensibilità alla luce.

“In questi casi è fondamentale evitare automedicazione e l’uso improprio di colliri o lenti a contatto. Il rischio, se sottovalutato, è che un’infiammazione superficiale possa evolvere in forme più complesse, come cheratiti infettive, che richiedono una valutazione specialistica tempestiva e un trattamento mirato” afferma l’oculista.

 

I consigli per proteggere gli occhi al mare e in piscina

Molte irritazioni oculari estive possono essere prevenute con semplici accorgimenti quotidiani. Conclude il dottor Giglio: “Tra le principali misure consigliate:

  • utilizzare occhiali da sole con filtro UV certificato;
  • evitare di strofinare gli occhi con mani non pulite;
  • risciacquare gli occhi con acqua pulita dopo il bagno in mare o in piscina;
  • non condividere asciugamani, salviette o cosmetici per il viso;
  • utilizzare lacrime artificiali in caso di secchezza o fastidio, se consigliate dallo specialista;
  • preferire l’uso di occhialini protettivi in piscina;
  • sospendere temporaneamente le lenti a contatto ai primi segni di irritazione”.