Fibromialgia: l’importanza della diagnosi

PUBBLICATO IL 06 SETTEMBRE 2021

La fibromialgia non è semplice da riconoscere e può confondersi con le malattie reumatologiche. Ecco come si diagnostica e cura all’Istituto Clinico Beato Matteo. 

 

La fibromialgia è una patologia molto diffusa ma anche sottostimata: ne soffre dal 5 all’ 8% della popolazione femminile tra i 30 e 40 anni. E’ molto insidiosa tanto è vero che in media, la persona che ne soffre, deve sottoporsi a 5 consulti medici prima della diagnosi definitiva. 

“E’ una malattia che non viene diagnosticata con facilità, spiega il dott. Pietro Gallotti, Responsabile dell’U.O. di Medicina e Oncologia dell’Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano – e spesso chi ne è affetto viene fatto rientrare nella schiera dei ‘malati immaginari’. I sintomi sono infatti numerosi e spesso non si accompagnano a esami ematochimici che possono essere rivelatori della patologia. 

Presso il nostro Ospedale, il paziente una volta fatta diagnosi, viene preso in cura, impostando la terapia più idonea per consentirgli di tornare a condurre una vita normale”.  

 

I sintomi

Come spiega il dottore: “Tra i sintomi più ricorrenti ci sono: 

  • dolore muscolare diffuso lungo tutto il corpo al cingolo scapolare, al cingolo pelvico, muscoli paravertebrali;
  • stanchezza;
  • disturbi del sonno. 

Chi ne è affetto, si sveglia stanco e privo di forze già dalle prima ore della mattina, soffre di disturbi della memoria e della concentrazione, con importanti episodi di mal di testa associati a disturbi gastrointestinali (come la sindrome del colon irritabile). 

A questo quadro clinico si associano poi forme depressive e ansiose che si acuiscono soprattutto se chi ne soffre, deve sottoporsi ad un vero e proprio calvario tra ospedali e specialisti di ogni tipo, prima di capire di che cosa si tratta e quindi impostare la terapia più idonea.  

Sono pazienti molto fragili – precisa lo specialista - in quanto il dolore costante e la spossatezza che caratterizza la loro quotidianità mette a dura prova anche le persone più stabili”.

 

Come viene fatta la diagnosi 

“In primis - spiega il dottore - vanno escluse tutte le patologie reumatiche acute

Durante la visita specialistica presso il nostro ambulatorio, il paziente viene sottoposto ad un vero e proprio esame clinico”.  

I tender points

L’esame clinico consiste nell’individuazione dei così detti ‘tender points’ che incrociati ad altre informazioni derivate dall’anamnesi, rendono possibile fare diagnosi. 

I tender points sono dei punti nel corpo che sollecitati dal medico, rivelano la malattia. Le zone d’interesse si trovano alla base del collo e del capo, alle spalle, al torace, all’avambraccio, sull’anca e glutei e in zone precise degli arti inferiori. 

“Purtroppo, a volte succede – sottolinea il dott. Dott. Gallotti – che le pazienti si presentino da noi con una precedente diagnosi fibromialgica, ma se si raccoglie l’anamnesi in modo approfondito, emergono sintomi di artrite psoriasica. Questo perché in entrambe le patologie, gli indici infiammatori (VES e PCR) sono nella norma. Quindi, lo specialista deve porre molta attenzione nell’ accertare la diagnosi di fibromialgia: a volte i sintomi potrebbero in realtà nascondere un’artrite psoriasica”. 

 

La cura personalizzata  

La terapia sarà personalizzata e non univoca in quanto gli aspetti da curare sono molteplici. “Ecco perché – precisa il dott. Gallotti -  spesso vengono associati analgesici ad antiepilettici e antiparkinsoniani

In aggiunta ai farmaci consigliamo sempre al paziente di praticare attività fisica o discipline dagli effetti rilassanti come lo yoga

Con il giusto inquadramento clinico e una terapia farmacologica mirata, il paziente potrà tornare a vivere una vita normale”. 

Cura e Prevenzione