Occhio secco: in estate peggiorano i sintomi

PUBBLICATO IL 30 LUGLIO 2019

La sindrome dell’occhio secco è un disturbo molto fastidioso e frequente soprattutto in estate, complici caldo, aria condizionata e riflesso della luce del sole. Ma quali sono i fattori che causano l’insorgenza della malattia? Perché peggiora in estate? E quali sono le cure? Scopriamolo con gli specialisti Smart Clinic.

Caldo e forti sbalzi di temperatura, uso eccessivo del condizionatore, ma anche il riverbero della luce del sole in spiaggia. Questi sono i fattori che possono portare all’insorgenza della cosiddetta sindrome dell’occhio secco, un disturbo molto frequente in estate ma spesso sottovalutato. 

La sindrome dell’occhio secco o da disfunzione lacrimale è una malattia multifattoriale della lacrima e della superficie oculare. Si manifesta con un’alterazione della quantità del film lacrimale (sostanza che protegge e idrata la cornea), accompagnata da infiammazione della congiuntiva (mucosa che ricopre la superficie interna delle palpebre e protegge il bulbo oculare) e microabrasioni della cornea. Questa condizione può provocare un’eccessiva evaporazione lacrimale (dislacrimia) oppure una ridotta produzione lacrimale (ipolacrimia). Nel primo caso, a causare il disturbo è l’ostruzione della ghiandola che produce il film lacrimale. Nel secondo, invece, i fattori scatenanti sono le infezioni o infiammazioni dell’occhio. 

Ma quali sono i sintomi da non sottovalutare? Irritazione, formicolio, sensazione di corpo estraneo, bruciore, dolore, lacrimazione eccessiva, arrossamento, secrezione di squamette secche, affaticamento e calo visivo e fotofobia. Come accennato l’estate è la stagione più a rischio, principalmente perché il riverbero dei raggi ultravioletti in spiaggia o in piscina asciuga gli occhi. Inoltre, caldo, vento e uso del condizionatore, uniti poi alla disidratazione, perché non si beve abbastanza, peggiorano ulteriormente i sintomi. Oltre alla stagione calda, ci sono altri aspetti che contribuiscono a causare il problema. Nello specifico, la malattia può dipendere dall’età, dall’uso di lenti a contatto o cosmetici oppure ancora da alcune malattie (del tessuto connettivo o del sistema endocrino, reumatiche o diabete). L’uso prolungato di schermi a luce blu come televisori, computer e smartphone infine contribuisce ad accentuarne i fastidi. 

Per diagnosticare il problema è necessaria una visita specialistica e l’esecuzione di esami mirati a valutare la produzione delle lacrime,  come il test di Schirmer. Questa indagine consiste nell'inserire due fettucce di speciale carta assorbente millimetrata nella piega inferiore tra palpebra e occhio e permette di misurare appunto la quantità di lacrime. Si tratta di un esame poco invasivo e adatto a tutti. Tuttavia, nel corso del test può capitare di avvertire un lieve fastidio. 

Passando invece alla cura, le terapie prevedono l’assunzione per bocca di prodotti con alto dosaggio di Omega 3, oppure topiche basate sull’utilizzo di colliri lubrificanti a base di acido ialuronico per le forme evaporative o a base di metilcellulosa per quelle da scarsa produzione. Per le forme più serie o in caso di sintomi fastidiosi, sarà lo specialista a valutare la terapia più adatta, che può prevedere l’uso di strumenti laser a luce pulsata o radiofrequenza. 

L’ambulatorio di oculistica è attivo presso Smart Clinic:
Le Due Torri” di Stezzano
Oriocenter
Cantù 2000
La Corte Lombarda” di Bellinzago


 

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