Ulcere Braccia e gambe: guarigione a portata di tutti

PUBBLICATO IL 08 FEBBRAIO 2019

C’è un’immagine dal forte potere evocativo ad accogliere i pazienti del Centro di Vulnologia degli Istituti Clinici Zucchi di Monza: è quella di San Rocco con un cane che gli lecca le ferite delle gambe provocate dai bubboni della peste.

“Fino a qualche decennio fa-esordisce il dottor Roberto Brambilla, Responsabile del Centro - i malati colpiti da ulcere, in particolare quelle degli arti inferiori, venivano trattati come degli appestati. Era difficile trovare qualcuno che li prendesse in carico perché la medicazione non veniva ritenuta un atto non medico e si lasciava alla cosiddetta forza sanatrice della natura la possibilità di guarigione”. 

Fortunatamente, a partire dagli anni 90 le cose sono cambiate con la nascita dellascienza medica del Wound care, la tecnologia è venuta in aiuto della medicina e si è instaurato un approccio diverso nei confronti del malato. Il centro monzese esiste da una quindicina d’anni ed è subito diventato un punto di riferimento territoriale per i risultati ottenuti (con oltre il 65% di guarigioni complete in meno di tre mesi, l’82% in meno di sei e il 90% di guarigioni della lesione per oltre il 75% della superficie)e per l’accoglienza riservata a ogni paziente che si sente a suo agio, “coccolato” da un’equipe di medici e infermieri altamente qualificati e capaci di trasmettere gioia e serenità a chi soffre di lesioni cutanee croniche anche da tanti anni. 

“La patologie che trattiamo-precisa il dottor Brambilla- interessano tra il 2 e il 3% della popolazione italiana. Si stima che il 76% dei pazienti abbiano lesioni aperte da almeno un anno. Capitano, però, anche persone con lesioni aperte da trenta, quarant’anni e più. Al nostro centro si è rivolto un signore che presentava ferite di guerra e che prima del nostro intervento non aveva mai potuto fare una doccia”.  

Il centro monzese, oltre a utilizzare metodologie di avanguardia, si prende cura del paziente (spesso inviato da altre strutture) e dei suoi problemi a 360° seguendo i principi della “medicina rigenerativa”, disciplina che nell’ultimo decennio ha profondamente inciso su numerose branche mediche (ortopedia, chirurgia vascolare, chirurgia generale, etc.) in modo trasversale.

“La nostra competenza in medicina rigenerativa-specifica il dottor Brambilla- ci vede in prima linea in Europa e nel mondo. Siamo noti soprattutto per l’uso di tecniche di debridement con ultrasuoni, per l’uso dei sostituti dermici cellularizzati e acellularie di trattamenti con cellule staminali mesenchimali e da sangue periferico”.  Il centro monzese effettua circa74000 prestazioni all’anno (in costante aumento) tra visite specialistiche, medicazioni avanzate e trattamenti chirurgici.

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